Anteprime

Berserk and the Band of the Hawk – Anteprima

Di questi tempi, i titoli Musou si sono letteralmente moltiplicati; basti pensare al recente Hyrule Warriors, con i personaggi di The Legend of Zelda, il futuro Fire Emblem Warriors, oppure la trilogia di One Piece Pirate Warrriors, tanto per fare alcuni esempi.

Quando abbiamo saputo dell’arrivo di un nuovo esponente del genere, dedicato al famoso manga Berserk, siamo rimasti leggermente allibiti. Com’era possibile che un connubio così ovvio, non ci fosse venuto in mente prima?
Per chi non lo sapesse, il genere Musou è caratterizzato da frenetici scontri contro interi eserciti, dove un solo personaggio è in grado di sbaragliare centinaia, se non migliaia, di nemici. Sulla carta, qualcosa che si sposa divinamente con Gatsu e i suoi spadoni di improponibili dimensioni.

Berserk and the Band of the Hawk è il figlio di questo idilliaco matrimonio: una delle serie manga/anime più violente e adulte a noi note e un genere che ha fatto dello sterminio indiscriminato il suo punto di forza.

Grazie ad un invito nella sede milanese di Koch Media, abbiamo potuto testare in anteprima, i primi 4 capitoli dello Story Mode, oltre alla modalità extra Eternal Eclipse. Cosa sarà mai emerso da questa prova?

IL QUADRATO » IL MIGLIOR AMICO DEL GATSU

I quattro capitoli della modalità storia da noi testati in Berserk and the Band of the Hawk, facevano parte dell’arco narrativo noto come Golden Age, nel quale abbiamo potuto seguire le origini di Guts/Gatsu come soldato mercenario, fino al fatidico incontro con la Squadra dei Falchi e il suo carismatico leader Griffith/Grifis. Tra un livello e l’altro, erano presenti svariate sequenze d’intermezzo, realizzate sia con l’engine di gioco, sia animate in cell-shading, prese direttamente dal lungometraggio dedicato allo stesso arco narrativo, per sviluppare meglio la storia e collegare i vari capitoli.
Benchè si tratti di un titolo pensato per i fan della serie di Berserk, anche chi non ha mai seguito l’opera originale di Kentaro Miura, potrà sfruttare l’occasione per colmare questa lacuna, in quanto è presente, all’interno del gioco, un corposo glossario che spiega gli eventi chiave della storia e descrive in modo curato i personaggi, gli oggetti chiave e le terminologie.

A livello di gameplay, ci troviamo di fronte al più classico dei titoli Musou, con tutti i pregi e i difetti del caso.
Nelle missioni che andremo ad affrontare, controllando il nostro personaggio, sbaragliaremo le ondate di soldati o demoni nemici, conquistando i punti chiave della mappa per far avanzare i nostri alleati, fino al completamento dell’obiettivo principale. Come sempre, una delle grandi qualità dei Musou è quell’appagante sensazione di onnipotenza che ci accompagna dall’inizio alla fine: i nemici base, privi di qualsiasi forma di IA, saranno facile carne da macello, liquidabili con meno di due o tre colpi ben assestati. Diverso il caso degli sporadici mini-boss sparsi per il livello, che richiederanno più finezza e, occasionalmente, anche delle parate. Comunque niente di eccessivamente complicato; la difficoltà, almeno in questi primi capitoli che fungono da tutorial, è particolarmente bassa.
Di contro, essendo un Musou, c’è da dire che gli attacchi a nostra disposizione, non sono il massimo della varietà: con il quadrato sferreremo attacchi base, legabili in combo, mentre con il triangolo potremo effettuare, alla fine di una combo quadrato, un colpo più lento e potente (in alcuni casi anche caricabile). La lista di combinazioni possibili è estremamente esigua e, anche se ne potremo sbloccarne di nuove acquisendo esperienza e salendo di livello, quasi sempre ci ridurremo a premere il tasto dell’attacco base ad oltranza, riducendo il cuore del gioco ad un buttonmashing, sopportato dai fan, ma poco appagante per i neofiti.

Caricando un’opportuna barra, potremo entrare in uno status di furia, il quale renderà i nostri attacchi più veloci e potenti per un tempo limitato. Eliminando più nemici possibili mentre si è in questo status, potremo riempire un’ulteriore indicatore, il quale ci consentirà di scatenare un portentoso colpo finale e far piazza pulita di un elevato numero di nemici davanti a noi.
Durante la prova potevamo scegliere se giocare nei panni di Guts, Griffith, Judeau o Casca, ognuno di essi caratterizzato da uno stile di gioco differente: ad esempio, con Guts i nostri colpi saranno lenti, ma estremamente potenti, mentre l’aggrazziato Griffith, con la sua sciabola, potrà attaccare molto rapidamente. Con l’aumento del nostro livello, aumenteranno anche i parametri di salute, attacco, difesa e tecnica, ma potremo diventare più potenti istantaneamente, equipaggiandoci con i numerosi accessori che raccoglieremo durante le nostre partite o, in alternativa, che acquisteremo nel negozio prima dell’inizio di ogni missione.

Oltre alla modalità storia, abbiamo potuto testare anche la Endless Eclipse, una modalità a parte, la quale ci metterà di fronte a numerosi livelli in successione, dalla difficoltà elevata e crescente. I premi, naturalmente, saranno molto rari e invitanti. Anche se non abbiamo potuto approfondire questa parte, siamo certi che, per i fan delle sfide, costituirà un deciso boost per la longevità, una volta liquidata la modalità storia.

VIOLENTO SI, MA…

Se il gameplay è generalmente buono, ma non eccelso, la grafica è, di contro, un particolare punto dolente: in tutta onestà, non ci troviamo di fronte a niente di catastrofico, in quanto i modelli poligonali dei personaggi principali risaltano di una cura sopraffina, ma ciò non si applica a tutto il resto. I livelli in generale non sono particolarmente dettagliati e le textures non sono per niente impressionanti. Per questo si può incolpare uno sviluppo cross-gen che include sia le macchine potenti come PS4 e PC, ma anche le meno performanti PS3 e PSVita. Il framerate risulta stabile in gran parte delle situazioni, salvo un’unica occasione nel quale si è assistito ad un leggero calo di fluidità, durante una fase con davvero molti nemici a schermo, ma niente di “irritante”.

Altra piccola nota negativa, indirizzata ai veri fan di Berserk: se vi aspettate un livello di violenza e brutalità paragonabile al manga originale, resterete particolarmente delusi. Perchè si, Berserk and the Band of the Hawk è uno dei Musou più violenti mai realizzati finora: ogni vostro colpo farà esplodere i nemici in una nuvola di sangue che decorerà sia il campo di battaglia che il corpo dei vostri guerrieri, ma non aspettatevi budella volanti o menomazioni a tutto spiano. Anche le forti tematiche legate alla violenza sessuale pare siano state ridimensionate per l’occasione, anche se di questo non ne siamo completamente sicuri, in quanto il nostro provato si interrompeva prima di quei precisi momenti, ma possiamo immaginarlo. Tra l’altro, nel menù delle opzioni è possibile anche rimuovere completamente l’effetto gore, rendendo Berserk un Musou “clean” come gli altri (per quanto sia possibile). Nonostante tutto, chi ha amato l’anime, sarà lieto di scoprire la presenza del doppiaggio originale giapponese, che di questi tempi non è mai una certezza.

COMMENTO FINALE

Berserk and the Band of the Hawk si prospetta un buon Musou, un titolo decente per gli appassionati dell’opera originale, nonchè un buon inizio per chi vuole affacciarsi per la prima volta a questa serie. Non aspettatevi però una rivoluzione nel sistema di gioco o un livello di violenza pari a quello del manga. Per esigenze di gameplay (e di rating), bisogna scendere a determinati compromessi. Non ci resta che scoprire se il titolo riuscirà a brillare nella sua interezza con la futura recensione.

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Marcello "Zephir" Ruina

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"
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