[In Retro We Trust] Tom Clancy’s Ghost Recon – la Saga

Con il prossimo, imminente, intrigante avvento di Ghost Recon: Wldands, del quale nei giorni passati si è potuto provare la beta, mi è venuta voglia di ripercorrere la retro-storia della serie.

Lo ammetto, non ho giocato tutti i titoli e le espansioni della serie, ma ho sempre apprezzato la modalità tatticca che rende la serie qualcosa di diverso dai soliti sparatutto in prima persona. Il marchio del mai troppo compianto Tom Clancy oggi è di esclusva Ubisoft, che ha sviluppato tutti i capitoli della serie, oltre che a Rainbow Six, Spliter Cell fino ad arrivare all’ultima creatura, The Division. Ogni filone ha le sue particolarità, focalizzando l’attenzione sempre sulla commistione tra spionaggio, guerra, infilltrazioni e tecnologia. Non per niente Clancy è stato da sempre riconosciuto come il padre del “techno-thriller”, creando scenari fanta-politici che hanno qualcosa anche di profetico. Rileggendo oggi i suoi romanzi, giocando ai giochi ai quali ha partecipato alla stesura della sceneggiatura, possiamo trovare elementi che oggi sembrano quasi di attualità.

Ma torniamo al punto della mia disquisizione, ovvero la saga di Ghost Recon. Gli operatori delle forze speciali dell’esercito degli USA, Compagnia D, primo Battaglione, quinto Gruppo Forze Speciali di stanza a Fort Bragg (Carolina del Nord) sono affettuosamente chiamati la “pattuglia fantasma”. Le loro identità sono state secretate, i loro nomi cambiati, la loro vita cancellata, perchè loro sono la squadra fantasma e dal 2001 difendono in segreto gli equilibri del mondo. 16 anni fa infatti appare il primo capitolo di Ghost Recon, ambientato nel 2008. Le repubbliche caucasiche di Bielorussia, Ucraina e Kazakistan, dopo l’indipendenza ottenuta al crollo della Grande Madre Russia, sono riportate con la forza dentro l’orbita di influenza russa. I carri-armati sono schierati, la crisi mondiale è vicina, il baratro di conflitto devastante si sta aprendo inesorabilmente, e i “Fantasmi” di Fort Bragg sono gli unici che potranno ricucire questa smagliatura.

Il punto di forza del gioco è tutto nella gestione delle tattiche di incursione, nel coordinamento della nostra squadra. Silenziosi e letali dovremo penetrare nelle linee nemiche, raggiungere gli obiettivi, senza lasciare nessuno sul campo. Avremo a disposizione quattro classi principali di combattenti, che ormai sono familiari a tutti: Fuciliere, Supporto, Demolitore e l’immancabile, letale Cecchino.

Il sistema di avanzamento dei livelli di esperienza è molto simile a quello degli RPG, ovvero alla fine di ogni missione otteniamo dei punti abilità da spendere nelle caratteristiche base: Armi, Stealth, Resistenza e Comando. I potenziamenti si riverberano direttamente sulle missioni successive, portando il giocatore a valutare con attenzione come spendere i punti a disposizione. Molte delle caratteristiche di Ghost Recon, come la possibilità di distruggere elementi dell’ambiente o sparare attraverso muri, sono diventate elementi che troviamo all’interno della maggior parte degli FPS moderni. I nostri soldati, o soldatesse, se feriti durante la missione e sopravvissuti, devono essere rimpiazzati per le missioni successive. La composizione della squadra è fondamentale per poter avere buone chance di portare a termine il gioco.

Ghost Recon prevedeva una campagna single-player e una modalità multiplayer. Ricordo con piacere all’epoca le lunghe partite con un gruppo di amici sulla prima Xbox, con la chat sempre aperta per coordinarsi e studiare le tattiche migliori.

Per questo titolo uscirono anche tre espansioni, che oggi chiamiamo DLC, due solo per PC e una per PS2 e N-Gage (chi si ricorda di questa inutile console della Nokia, ha tutto il mio retro-rispetto)

Il sequel arriva nel 2004, ed ha come ambientazione al penisola coreana. La grafica, con l’implementazione dell’Hawok 2 Engine, fa un bel salto in avanti, su le tre console di punta dell’epoca, Xbox, PS2 e GameCube, ma non vedrà mai la luce su PC. Curiosamente le vicende narrate delle versioni PS2 e GameCube, seppur sempre ambientate in Corea, sono completamente diverse da quelle della versione Xbox. La modalità di gioco viene espansa rispetto al primo capitolo, con la possibilità adesso di poter giocare in co-op online in una serie di modalità multiplayer molto interessanti. Si inizia ad intravedere ciò che oggi è diventata oramai una consuetudine, ovvero una preponderanza della modalità multiplayer rispetto alla campagna in singolo. Anche GR2 ha avuto una espansione, ovvero Summit Strike, che però fu resa disponibile solo ai possessori di Xbox.

Con Ghost Recon Advanced Warfare del 2006, si passa a combattere la guerriglia urbana a Città del Messico. I nostri fantasmi saranno dotati di un arsenale tattico di tutto rispetto che comprende droni, attacchi dal cielo, strumenti sepciali e armi all’avanguardia. Nei panni del mitico capitano Mitchel dovremo coordinare la squadra nel migliore dei modi, facendo attenzione ai rilievi tattici dei nostri compagni e dei droni, usando con sapiente astuzia gli svariati gadgets in nostro possesso e cercando di ricorrere il meno possibile agli scontri diretti. Il gioco fu pubblicato per Xbox, Ps2 e Xbox 360, ma solo in quest’ultima versione e su quella per PC che uscì in seguito, si poteva passare dall’usuale visione in prima persona a quella in terza persona. Questo grazie alle maggiori capacità di calcolo della nuova, al tempo, console Microsoft.

Anche GRAW ha avuto un degno seguito, nel 2007. Sempre rispettando la conformazione di sparatutto tattico, questa volta Mitchell e la squadra di fantasmi dovranno affrontare un lungo viaggio di 72 ore tra Messico ed Usa. Le missioni sono in un continuo divenire, in un ambiente selvaggio ed aspro costellato di canyon e pericoli ambientali. Mi sono trovato un po’ spiazzato inialmente, poichè ero sempre stato abituato a giocare all’interno di spazi chiusi o comunque ristretti, mentre qua siamo alle prese con l’arido deserto messicano, dove le coperture scarseggiano e i nemici pullulano.

La mia esperienza con Ghost Recon finisce qua, in quanto non sono stato attirato da Future Soldier e non avendo all’epoca un PC degno, non ho avuto nemmeno la possibilità di giocare a Phantoms.

Però devo dire che visto fino a quanto qua realizzato, sono molto curioso di mettere le mani su Wildlands, poiché la componente tattica di Ghost Recon lo apprezata moltissimo.

Vediamo se effettivamente Ubisoft riuscirà a proporci un gioco all’altezza della fama di Tom Clancy!