Recensione – PlayStation All-Stars Battle Royale

Quando si tratta di branding, Sony Computer Entertainment ha costantemente lottato per immortalare le loro mascotte PlayStation più importanti all’interno della cultura dei videogiochi. I personaggi PlayStation, come Sackboy di LittleBigPlanet o Kratos di God of War, sono certamente tutt’altro che impopolari ed entrambi rappresentano rispettivamente un franchise di grande successo, ma cerchiamo di essere onesti, non sono mai stati in grado di raggiungere lo stesso livello di riconoscimento del marchio che Nintendo ha conquistato nel corso degli anni con i suoi personaggi. Quando si pensa a Mario, Kirby o Link, non si può fare a meno di pensare immediatamente a Nintendo.

Temo che PlayStation All-Stars Battle Royale, sviluppato da SuperBot Entertainment e SCE Santa Monica Studio, affronti questo tipo di dilemma. Non è un segreto che il titolo Sony attinga a piene mani da Super Smash Brothers sia nel design che nel formato, sono concettualmente lo stesso tipo di gioco. Tuttavia, mi chiedo se la fama di tutti i personaggi PlayStation si rivelerà sufficiente per generare un interesse adeguato, e se questa distinzione con Smash Brothers sia davvero così importante nello schema delle cose.

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Non è la natura di tutti i giochi, in un certo senso, adottare e sviluppare ciò che attualmente si vende? Migliorando ed aggiungendo ai sistemi già esistenti caratteristiche innovative? Ci sono pochi titoli nella storia dei videogiochi che possono pretendere di essere completamente originale in campo di applicazione e progettazione, i videogiochi sono quasi sempre un evoluzione di ciò che è venuto prima. Pensate a giochi come Street Fighter e Mortal Kombat, o Call of Duty e Battlefield, tutti questi giochi sono stati migliorati tramite l’emulazione. Certo, la copia della meccanica di gioco è più evidente in alcuni giochi piuttosto che in altri, ma come giocatore incoraggerei questa forma di concorrenza per evitare che il genere diventi stagnante. Penso che PlayStation All-Stars Battle Royale possa ben figurare tra i Brawler Game, ma solo il tempo ci dirà se i personaggi ed il ricorso al franchising sarà sufficiente per costringere i giocatori a dargli una possibilità.

Dopo tutto, il cuore di ogni gioco di combattimento sono gli stessi personaggi. Questi dovranno avere una loro storia, essere divertenti e facili da padroneggiare. Dovranno avere una varietà nei loro movimenti e metodi di attacco, e cosa importantissima, dovranno essere equilibrati. Penso che All-Stars abbia tutti questi elementi.

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Il gioco mette a disposizione più di 20 combattenti tra cui scegliere. Si vedranno un sacco di volti noti come Nathan Drake (Uncharted) e Cole McGrath (Infamous), così come altri grandi nomi come Kratos (God of War) e Sly Cooper. Alcuni di questi personaggi, come Raiden (Metal Gear Rising: Revengeance) e Dante (DMC), fanno il loro debutto all’inizio del combattimento, con le loro nuove versioni in uscita prossimamente. Inoltre, se siete stati fan di lunga data PlayStation, potreste essere felici nel vedere alcune delle vecchie glorie come Spike (Ape Escape), Sir Dan (MediEvil) e Toro (Doko Demo Issyo).

In PlayStation All-Stars non esistono due combattenti simili, ciascuno avrà le proprie abilità e i super attacchi. In un primo momento potrà sembrare che alcuni personaggi siano efficaci solo da vicino o da lontano, favorendo il corpo a corpo o il combattimento a distanza, ma dopo aver padroneggiato al meglio le numerose mosse con le varie combinazioni dello stick analogico e i pulsanti frontali, si scopriranno presto un gran numero di strategie che potranno essere impiegate da ogni combattente. Ad esempio, Sweet Tooth, si rivelerà un ottimo combattente da vicino con il suo fucile a pompa, ma potrà combattere efficacemente  anche da lontano, facendo cadere dall’alto delle mine o lanciando granate al napalm o sfruttando il controllo della folla. Gli attacchi di ogni combattenti sono davvero molteplici, toccherà a voi, quindi, prediligere tattiche diverse a seconda di chi avrete davanti.

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Probabilmente non ci vorrà molto tempo per accorgersi della mancanza di una vera e propria barra della salute. Si tratta di un bug? No, questa è stata una scelta intenzionale da parte degli sviluppatori. Il compito del giocatore, infatti, sarà quello di riuscire a riempire progressivamente la barra delle mosse speciali, per poi eseguire il colpo che potrà uccidere uno o più avversari e incrementare il nostro punteggio. Per fare questo dovremmo cercare di dominare la partita utilizzando tutte le tecniche a nostra conoscenza. La barra delle mosse speciali ha tre livelli, ed ognuno procurerà danni sempre più potenti. Il primo generalmente uccide un avversario (forse più), mentre l’ultimo può potenzialmente eliminarli tutti. Come per gli attacchi normali, ogni mossa speciale è molto diversa a seconda del personaggio utilizzato e potrebbe richiedere la massima precisione per attivarla.

Interessante, poi, il design dinamico delle arene. I nostri personaggi, infatti, non lotteranno sempre e comunque nel proprio campo di battaglia, ma vedranno cambiare completamente ogni ambientazione, includendo elementi tratti da diversi giochi, fondendosi in maniera più o meno coerente tra di loro. Questi tipi di eventi, che includeranno anche alcuni pericoli (se attivati nelle opzioni), potrebbero interrompere anche i vostri attacchi speciali, rendendo vano il percorso fatto fino a quel momento.

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La modalità Arcade di PlayStation All-Stars è sostanzialmente l’anello più debole del gioco. La campagna di ogni singolo personaggio è piuttosto breve, offrirà una serie di partite, nelle quali si dovranno affrontare da uno a tre giocatori IA, scelti in base al livello di difficoltà, fino ad incontrare un boss finale, poco brillante. Tutto sommato, se si ha un serio interesse a questo gioco, probabilmente non si trascorrerà molto tempo in questa modalità. Oltre alla modalità Arcade, il single player include anche l’Allenamento e il Tutorial. Nella prima modalità potrete affinare il vostro stile di gioco, mentre nel tutorial potrete iniziare a destreggiarvi con i vari personaggi.

Se la modalità Arcade è l’anello più debole del gioco, non si potrà dire lo stesso del multiplayer offline. Qui si potranno collegare fino a quattro controller e giocare 1v1, 2v2, 3V1, etc, e tutte le opzioni saranno personalizzabili, come il tempo limite, la velocità di ricarica della barra super e addirittura eliminare le intro per velocizzare il gioco. Questo fa si che ogni partita risulti di volta in volta diversa, portando la longevità del gioco a livelli altissimi. Inoltre come nella modalità Arcade anche qui si potranno sbloccare una serie di oggetti utilizzabili e configurabili in questa modalità.

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Se non hai amici nelle vicinanze con i quali divertirti, o se sei uno che ha bisogno di una sfida migliore, allora la modalità multiplayer online è quello che stai cercando. In questa modalità troveremo, sia partite classificate che partite veloci, oltre ai tornei. Le modalità non offrono nulla di innovativo, ma si avrà un plus per le partite veloci che permetteranno di filtrare la ricerca in base a diverse opzioni. Inoltre il gioco fa parte dell’iniziativa Cross-Play di Sony, nel quale i giocatori Playstation 3 e PS Vita potranno giocare online insieme in qualsiasi combinazione e senza alcun tipo di limite. Opzione interessante visto che acquistando la versione PS3 del gioco, si ottiene gratuitamente anche una copia digitale per Playstation Vita.

E ‘chiaro che SuperBot Entertainment ha messo lacrime e sangue in questo titolo, e la loro attenzione al dettaglio è, per quanto mi rigurda, ripagata meravigliosamente. Mentre non si può discutere su una ipotetica eredità della saga Super Smash Brothers, non si può negare il suo potenziale che lo fa diventare di diritto un degno concorrente.

Dopo aver provato la moltitudine di opzioni e modalità che questo gioco ha da offrire, si può dire definitivamente e con sicurezza che, mentre c’è ancora qualche imprecisione nel sistema di combattimento, PlayStation All-Stars Battle Royale è un ottimo esempio di come un gioco di combattimento sia accessibile, e meriti sicuramente la vostra considerazione, guadagnando il diritto ad entrare nel cerchio dei titoli più blasonati.


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