Recensione Need For Speed: Most Wanted (2012)

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Sono passati ben 18 anni dall’uscita del primo Need For Speed. In tutti questi anni la serie ha avuti diversi alti e bassi, ma uno dei titoli che ha riscosso più successo è stato senza dubbio Most Wanted nel 2005. EA ha così deciso di riportare in vita lo storico capitolo affidando lo sviluppo a Criterion Games, già autori del vecchio NFS Hot Pursuit e della serie Burnout.

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Non c’è una vera e propria trama in Need For Speed: Most Wanted: veniamo immediatamente catapultati per le strade dell’immaginaria città di Fairheaven, e il nostro scopo sarà quello di scalare la classifica dei 10 Most Wanted e conquistare le loro macchine.Naturalmente non sarà un’impresa facile, e prima di poter sfidare questi particolari piloti e i loro bolidi dovremo guadagnare diversi Speed Point.

Questi potranno essere acquisiti in diversi modi, come sfrecciare ad alta velocità davanti ai vari autovelox sparsi per la mappa o esibirsi in lunghe derapate, ma il modo più rapido è completare le sfide legate ad ogni macchina presente nel gioco.Queste sfide si dividono in 4 tipi principali: le gare classiche, le gare in cui bisogna mantenere una velocità media superiore a quella richiesta, le gare in circuiti cittadini ed infine sfuggire ad una imboscata della polizia.

Le auto presenti saranno ben 41, tutte con licenze ufficiali, e ad accezione delle 10 possedute dai piloti Most Wanted, le restanti 31 potranno essere sbloccate semplicemente trovandole per strada.Ogni macchina infatti avrà 3 punti di “respawn”, e una volta individuata basterà avvicinarsi e tramite la pressione di un tasto saremo a bordo del nostro nuovo veicolo.

La città e i dintorni saranno liberamente esplorabili, e l’ambiente sarà ricco di sfide secondarie, come i numerosi cancelli e cartelloni pubblicitari da sfondare con salti e manovre estreme.

Torna infine l’Autolog, ovvero il sistema social del gioco: collegandosi in rete, anche durante le nostre partite in single-player possiamo sapere sempre quali sono i record dei nostri amici, ad esempio sfrecciando davanti un autovelox possiamo vedere se qualche nostro conoscente è passato ad una velocità meggiore nello stesso punto, oppure se l’abbiamo umiliato con una performace migliore. Questo vale per tutte le sfide presenti nel gioco, e mantengono alto il livello di competizione.

Degno di nota infine il sistema EasyDrive: grazie alla pressione di pochi tasti potremo infatti gestire praticamente ogni cosa. Premendo la croce direzionale a destra ad esempio si aprirà un menù che non interromperà l’azione su schermo, e da lì potremo selezionare una nuova auto da guidare tra quelle sbloccate, oppure scegliere un evento ed impostare la rotta per arrivare alla griglia di partenza.

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PREGI

  • Comparto tecnico: la prima cosa che salta all’occhio è sicuramente il comparto tecnico. Le auto sono fedelmente riprodotte con dovizia di texture ed ottimi effetti di luce dinamici, e anche la città di Faiheaven è ricca di particolari e con scenari piuttosto vari. Anche il lato sonoro svolge egregiamente il suo lavoro, con una colonna sonora che racchiude diversi generi ed una ottima riproduzione dei rombi di motore delle varie auto.
  • Feel the speed: sembra una cosa scontata, ma spesso nei giochi di macchine manca quel senso di velocità che si dovrebbe avere alla guida di veri e proprio mostri su quattro ruote. Non è il caso di Need For Speed: Most Wanted. La differenza tra le auto si sente eccome, e avrà anche ripercussioni su sistema di guida: mantenere il controllo di un’auto a 300 km/h sarà decisamente più difficile rispetto ad una che arriva “solo” ai 200 km/h. Naturalmente non bisogna aspettarsi un modello di guida realistico, tuttavia ci vuole leggermente più tecnica nella guida rispetto ai classici giochi arcade di questo tipo, rendendo il tutto un po’ più impegnativo nelle fasi iniziali, ma regalando maggiori soddisfazioni.
  • Autolog 2.0: veramente ben implementato anche il sistema Autolog, grazie al quale possiamo tenere sempre sotto controllo i record dei nostri amici, ed avere quindi sempre nuove “sfide nelle sfide”: non basterà infatti trovare tutti i vari segreti o passare davanti tutti gli autovelox, ma ci sarà sempre lo stimolo aggiuntivo del fare tutto meglio degli altri e dimostrare d essere il top.

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DIFETTI

  • Tutto e subito: la scelta degli sviluppatori che mi ha lasciato più perplesso è stata quella di rendere tutte le macchine (sempre ad eccezione delle 10 Most Wanted) disponibili fin da subito. Se da un lato questo invoglia all’esplorazione della mappa per trovare tutti i bolidi, dall’altro manca totalmente la soddisfazione che si provava nei vecchi giochi quando si partiva dal basso e solo sudando e giocando assiduamente si veniva premiati con le auto migliori. Ora invece tutta la sfida si è praticamente persa, e ad esempio nella mia prova dopo esattamente 8 minuti di gioco gironzolando ho trovato una Marussia B2, una delle auto più veloci del gioco. Potete ben immaginare che una volta completate le sfide con una Marussia passare ad una auto meno potente o un SUV non è proprio il massimo…è un po’ come iniziare una cena dal piatto forte, immaginarsi cosa ci possa essere dopo un inizio così meraviglioso e poi trovarsi davanti solo sottaceti. Ovviamente questo è stato solo un caso, però non sarà raro trovare veri e proprio bolidi e poi vedersi costretti a tornare su modelli di auto che seppur potenti, non rendono le stesse sensazioni di velocità e potenza.
  • Questo l’ho già visto…: al momento dell’annuncio, Criterion specificò subito “Most Wanted unirà il meglio della serie Burnout al meglio della serie NFS”. Peccato che in realtà il gioco sia al 90% Burnout e solo al 10% Need For Speed. Chi ha giocato e spolpato l’ottimo Burnout Paradise non faticherà a riconoscere luoghi e situazioni prese di peso e inserite praticamente nello stesso identico modo in Need For Speed: Most Wanted. Già il concept stesso era lo stesso di Paradise: una città open world, cartelloni pubblicitari da sfondare, cancelli da distruggere, officine lungo le strade per riparazioni istantanee, takedown spettacolari, gare tra il traffico cittadino…questo appunto rappresenta il 90% del gioco preso da Burnout, gli unici tratti di Need For Speed sono dati dal (seppur non molto profondo) sistema di modifiche alle prestazioni e dalla presenza della polizia..che come vedremo non è stata una grande implementazione.
  • Dannati sbirri: la caratteristica più famosa del vecchio Most Wanted erano gli inseguimenti della polizia, che si rivelavano piuttosto divertenti ed equilibrati. In questo nuovo capitolo invece si rivela una feature più negativa che positiva: sfuggire agli inseguitori è decisamente frustrante, poiché questi adottano delle tattiche estremamente aggressive (stile ambulanza di GTA, che per salvare un civile ne uccideva 100 nel tragitto) e nonostante la bravura del giocatore o la potenza dell’auto guidata nella maggior parte dei casi vi ritroverete catturati senza possibilità di fuga, poiché la polizia evidentemente possiede dei prototipi segreti di auto che raggiungono velocità assurde restandovi incollate in ogni situazione, e come ne eliminate una con un takedown ne spunteranno altre due dal nulla a sostituirla. Tra l’altro se venite arrestati non avrete nessuna penalizzazione, portando quindi dopo poco tempo a preferire l’arresto immediato piuttosto che rischiare di perdere tempo in inutili fughe.

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COMMENTO FINALE

Come avete letto i difetti non sono roba da poco conto, ma allora perchè premiare nonostante tutto con un 8 Need For Speed: Most Wanted? Semplicemente perchè i difetti sono validi se si pensava (giustamente) di avere una riedizione del glorioso Most Wanted del 2005 in alta definizione, ma già dall’annuncio e dai primi video si capiva che in realtà questo gioco si doveva chiamare Burnout Paradise 2. E questo da difetto diventa un pregio per chi, come me, ha amato quel capitolo della serie Burnout. Gli elementi tipici ci sono tutti, ed era da tempo che mancava un arcade con quel senso di velocità e distruzione che ha sempre contraddistinto la serie Criterion. Se visto con quest’ottica e preso per quello che è (ovvero NON un Need For Speed ma un Burnout), il gioco si rivela divertente (nonostante il difetto della polizia, quello rimane comunque frustrante) e interessante, mentre se invece speravate in un ritorno ai vecchi fasti probabilmente rimarrete piuttosto delusi, e il consiglio è quello di rispolverare i capitoli storici e sperare che in futuro la serie si risollevi dal baratro in cui è entrata.

I videogiochi non sono solo una passatempo per Andrea: da anni ormai scrive su riviste e siti specializzati, trasformando così la passione in lavoro. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e collector's edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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