Recensione – Skyrim: Dragonborn

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Per quelli che stanno cercando di estendere la propria esperienza su Skyrim al giusto prezzo, questo è il DLC che fa per voi. Dragonborn non si accontenta di essere un semplice contenuto, ma arriva come una espansione, sia per le dimensioni che per l’impatto sull’esperienza di gioco nel mondo di Skyrim. Con più di 10 ore di gioco, escluse le quests secondarie, è il DLC più grande visto finora su The Elder Scrolls V: Skyrim. La nuova area di Solstheim, da sola, è quasi un terzo delle dimensioni della mappa di Skyrim, il che significa più intrighi, più dungeons, e più draghi.

Per iniziare questa nuova avventura basterà recarsi in una qualsiasi delle città di Skyrim (anche se personalmente ho vagabondato prima di riuscire a far partire l’espansione), e, una volta arrivati, incontrerete due cultisti che, a quanto pare, servono un certo Miraak, definito il vero Sangue di Drago, scoprendo quindi di non essere l’unico Dragonborn esistente. Il vostro compito sarà quindi indagare  e dimostrare l’unicità del Sangue di Drago. Sarà comunque possibile accedere a Solstheim senza incorrere nei cultisti andando al porto di Windhelm. L’unico inconveniente è che avrete bisogno di loro per attivare la quest principale, quindi, se ci si avventura a Solstheim in anticipo, avrete bisogno di tornare a Skyrim per completare il DLC.

Nel complesso, la missione principale del DLC Dragonborn si compone di sette quests, tra cui tre viaggi al felice regno dell’esistenza soprannaturale: Oblivion. Solstheim è una regione di Morrowind abitata principalmente da Elfi Oscuri ed è stata recentemente afflitta da una eruzione vulcanica, avvolgendo e ricoprendo il cielo e la terra di cenere. Questo lo rende un ambiente unico, molto diverso dai paesaggi di Skyrim.

Durante il viaggio entreremo in possesso di misteriosi Libri Neri, che fanno parte di Apocrypha, regno oscuro di Hermaeus Mora, Dio Daedrico della conoscenza. Proprio questi libri ci porteranno ad apprendere il sapere celato in essi, ma venirne in possesso non sarà così facile. Dovremo infatti fronteggiare molti nemici e risolvere diversi enigmi per venirne a capo e aumentare le nostre conoscenze.

Uno dei libri migliori è sicuramente quello che si sblocca dopo aver completato la quest principale di Dragonborn, che permetterà di azzerare le abilità riassegnandole come si vuole al costo di un’anima di drago. Se si mantiene questo Libro Nero, sarà possibile tornare in questa zona in qualsiasi momento e riassegnare le abilità ogni volta che si desidera.

Non mancano poi nuovi nemici, armi, armature, inedite capacità magiche da apprendere, e quattro nuovi Urli.

Esatto, quattro nuovi Urli che potremo acquisire completando tutta l’espansione. Ovviamente quello più atteso e il più importante è l’Urlo Piega la Volontà che ci consentirà di cavalcare i draghi. Quando controlleremo il drago avremo la possibilità di attaccare i nemici agganciando i bersagli con Y e attaccandoli premendo LS. La delusione risiede nel fatto che il drago non potrà essere direzionato dove vorremo ma seguirà dei percorsi prestabiliti, ma è così dannatamente divertente che questo difetto può passare benissimo in secondo piano.

L’arco narrativo principale di Dragonborn è fantastico anche se breve rispetto alle decine di missioni secondarie che sono disponibili. Ci sono volute circa 10-15 ore per completare la quest principale e altrettante per fare tutto ciò che era possibile in questa nuova espansione. A parte qualche difetto trascurabile e i soliti bug che si porta dietro un gioco come Skyrim, questo DLC merita il vostro tempo e il costo di 1600 MP. Brava Bethesda!

1 Commento

  1. Finalmente una “vera” espansione per Skyrim, purtroppo ho venduto il gioco, però attendo la GOTY Edition ,per riprenderlo. Peccato per l’urlo Piega la Volontà, mi aspettavo qualcosa di più

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