Presentato a Viareggio il Festival EuropaCinema 2012

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Presentato ieri a Viareggio la nuova, 33esima edizione dello storico Festival Europacinema che si svolgerà nella città toscana dal 10 al 14 Dicembre.

La crisi finanziaria dello storico main sponsor, il Comune di Viareggio, commissariato nei mesi scorsi, non ha certo aiutato l’organizzazione. Il direttore artistico Prof. Pier Marco De Santi lo ha presentato come un Festival dell’emergenza e non ha mancato di aggiungere che, in mancanza di finanziamenti più consistenti per l’anno prossimo, potrebbe essere l’ultimo della lunga serie.
Il Festival si presenta dunque con un programma ridotto che si concentra sul concorso di 12 film europei inediti in Italia, su un omaggio a Gianni Amelio e sull’anteprima del nuovo film del regista viareggino Alessandro Tofanelli, “Il segreto degli alberi”.
I richiami per il grande pubblico appaiono nel complesso limitati, mentre qualcuno di più ne sentiranno gli addetti ai lavori.
I 12 film in concorso sono infatti di autori europei dalla scarsa visibilità, non-esordienti che non hanno ancora raggiunto l’onore delle cronache o della critica con i lavori precedenti. Difficile pensare di poter scoprire tra di essi dei capolavori o delle sorprese.
L’unica anteprima vera del Festival è quella dell’autore locale Alessandro Tofanelli, che presenta la sua seconda fatica “Il segreto degli alberi” dopo la tipieda accoglienza del suo “Contronatura” (2005).
Le serate di gala sono dedicate all’incontro con due autori italiani, il pluripremiato Gianni Amelio (con la proiezione del suo ultimo film “Il primo uomo” del 2011) e Paolo Fontanelli (“Puccini e la fanciulla”, del 2008).
Ulteriore serata di gala, prima della premiazione finale, è dedicata invece all’interessante, poco visto (ma da vedere) noir “I, Anna” (2012), di Barnaby Southcombe, con protagonisti Charlotte Rampling (madre del regista) e Gabriel Byrne.

Vista l’incertezza per il futuro, ci si dovrebbe chiedere se, in assenza di budget importanti, festival storici come questo non debbano rivedere completamente la propria struttura, insostenibile anche perchè troppo simile a quella dei Festival più blasonati e generosamente finanziati.
Servirebbe senz’altro una caratterizzazione maggiore che permetta di ottenere richiamo non solo dagli ospiti, ma anche dai temi affrontati: ciò potrebbe aiutare la comparsa di sponsor privati.
Nell’era dei Social Network, servirebbe inoltre una maggiore apertura al pubblico: le giurie sono sì composte anche da volontari e da studenti dell’Università di Pisa, ma la vera innovazione sarebbe stata quella di coinvolgere questi soggetti nella selezione delle opere da mostrare durante il Festival. Una soluzione del genere avrebbe senz’altro evitato rischi di autoreferenzialità.

Quindi, per il futuro, sperimentare o morire?

narrating, creating and reflecting a mesmerized world.

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