In un opaco mese di Dicembre, povero di uscite davvero importanti, si innalza maestosa la figura di Hawken, shooter free to play che ci mette ai comandi di giganteschi mech in arene futuristiche in cui darsi battaglia insieme al resto del mondo. In questi giorni si chiude definitivamente la terza fase di beta messa in atto dai ragazzi di Adhesive Games, per permettere di fruire del gioco in maniera completa dal 12 di questo mese. Ecco le impressioni che queste tre corpose sessioni di beta testing mi hanno lasciato.

Ma che Mercedes! Io voglio un Mech!

Per quanto mi riguarda anche solo il fatto di avere la possibilità di mettere le mani su un gioco di mech mi fece esaltare non poco. Sono sempre stato un appassionato di cose di questo tipo: Gundam, Zone of Enders, Mechwarrior, Armored Core e compagnia cantante sono sempre riusciti a farmi sognare. Sinceramente, chi non vorrebbe poter pilotare un colosso metallico armato di armi che potrebbero radere al suolo una città? Credo che ben pochi  non sarebbero attratti dall’idea. E così rieccoci qui nello, scarno ad essere sinceri, menù di partenza di Hawken. Da qui possiamo gestire tutte le cose di primaria importanza del gioco, ed ovviamente parlo della scelta del Mech. Essi su suddividono in ben sei categorie differenti: Assault, Infiltrator, Rockeeter, Berseker, Sharpshooter e Brawler, in generale i primi tre risultano essere i più veloci e versatili, ma anche fragili e dotati di armi non troppo potenti, mentre i rimanenti sono i più corazzati, pesanti e dotati delle armi più devastanti, ma, allo stesso tempo, lenti e goffi. Ogni robot segue una barra di progressione che aumenta ad ogni uccisione e vittoria in partita rendendo accessibili pian piano tanti punti esperienza da spendere nell’albero delle abilità, per potenziare armi, equipaggiamenti ed estetica. In questo senso si ha davvero un ampia scelta, ma è bene ponderare dove spendere i propri punti, dato che ci vuole parecchio per accumulare sufficienti punti per sbloccare ogni nuovo oggetto. Gli sviluppatori hanno inserito due metodi di pagamento differenti: sono due tipi di punti che si accumulano continuando a giocare e vincere, i primi si accumulano velocemente e sono la moneta più usata nel gioco, vista la facilità con cui reperirli, i secondi invece sono più lenti da ottenere e risultano la moneta principale per acquistare nuovi Mech. Talvolta gli sviluppatori permettono di utilizzare un Mech gratuitamente o applicano particolari sconti su alcuni modelli, così si facilita la disponibilità di nuovi mezzi e la varietà di applicazioni con cui il giocatore può giostrarsi. Sconsiglio comunque vivamente, almeno all’inizio, di avere più di due robottoni nel proprio garage, dato che il feeling col proprio Mech non si acquista immediatamente e servono diverse partite prima di capire come sfruttare al meglio le potenzialità del nostro mostro meccanico. Cambiare continuamente mezzo significa spendere montagne di punti a vuoto poiché continuare a cambiare Mech impedirà di ottenere la giusta padronanza delle meccaniche di gioco e di conseguenza continuerete ad essere rottamati in ogni partita.

Che faccio? Il pieno?

Ma basta parlare di potenziamenti e gettiamoci nella mischia. Le modalità disponibili erano quattro: Team Deathmatch, Deathmatch, Missile e Siege. I primi due sono il classico combattimento a squadre e tutti contro tutti, mentre Missile è una modalità in cui si dovranno raccogliere delle risorse energetiche da punti strategici per poi riportarle alla base, in questo modo partirà un missile diretto verso la base avversaria che la colpirà indebolendola, bisognerà ripetere il tutto fino alla distruzione completa di una base o allo scadere del tempo. Siege invece è una modalità in cui si dovranno occupare dei punti di controllo per aumentare il punteggio della squadra fino alla vittoria. Tre sono le mappe in cui ho potuto combattere: Andromeda, classica città futuristica che si dirama tra autostrade, palazzi e piccoli spazi aperti; Titan, mappa ambientata in una base militare che si snoda tra corridoi strettissimi, torrioni giganteschi, tre livelli a piattaforme, scorciatoie e piccolissimi spiazzi laterali; infine Sahara, anch’essa ambientata in una base dal sapore militare, ma situata in un deserto ricco di depressioni, pareti rocciose e la base centrale, tutte quante disponibili per un massimo di dodici giocatori e vi assicuro che come numero vanno più che bene, altrimenti ci sarebbe stato davvero troppo macello sullo schermo e non si sarebbe potuta garantire una certa stabilità della connessione. Entrati in battaglia capiamo subito che ci troviamo di fronte ad un lavoro davvero rifinito con cura. Graficamente il gioco mostra i muscoli, i Mech sono definitissimi, esplosioni e mitragliate sono rese alla grande, le costruzioni godono di molti dettagli e non sono stati trascurati elementi come il vento o l’illuminazione. L’interfaccia che avremo dinnanzi è sicuramente la più immersiva possibile, niente scritte luminose stile digitale, ma bensì vedremo tutta l’intelaiatura della cabina del Mech dove tachimetri ci evidenzieranno il boost a disposizione, livello di integrità strutturale, surriscaldamento armi, munizioni delle armi extra disponibili ed ogni altra informazione che ci può tornare utile. Appena muoveremo i primi passi ci renderemo conto del significato di pesantezza, i Mech si differenziano tra loro per velocità, ma di ognuno percepiremo i passi pesanti che compie sul campo di battaglia, lo sforzo degli ammortizzatori e il movimento della cabina sottolineerà il fatto che ci stiamo muovendo insieme a un bestione di chissà quante tonnellate di metallo e proiettili. Imparare ad utilizzare il boost sarà la prima cosa da fare se volete sopravvivere in Hawken, esso infatti vi garantisce una spinta nella direzione che desiderate, anche in altezza, per un breve periodo di tempo, sufficiente il più delle volte per evitare proiettili avversari e levarsi di torno, ovviamente anche la durata e l’efficienza del boost varia da Mech a Mech ed è, naturalmente, potenziabile. Come detto prima i Mech pesanti non hanno un boost molto lungo o potente, perciò sarà necessario usarlo solo quando strettamente necessario, visto anche il tempo di ricarica. I Mech più piccoli, invece, possono contare su un boost più potente e duraturo che gli permette manovre veloci non solo per sfuggire alle raffiche di missili, ma anche per arrivare alle spalle degli avversari e fargli la festa. In questo senso va comunque detto che i Mech pesanti sono anche meglio corazzati e forniti, le loro armi possono tranquillamente eliminare un robot leggero se i colpi vanno a segno. In questo senso il bilanciamento tra i vari robot è formidabile, poiché i Mech leggeri tenteranno sempre di prendervi alle spalle per massimizzare i danni delle loro armi, mentre i robot corazzati potranno usare i loro sciami di missili dalla distanza per eliminare il fattore velocità dei loro avversari. In aiuto dei giocatori arrivano gli equipaggiamenti e qui ce né  davvero per tutti i gusti: granate termiche, bolle scudo, dispositivi emp, sensori di movimento, oggetti per il raffreddamento delle armi più rapido ecc., essendo, tutti i dispositivi elencati, limitati vanno usati con saggezza poiché sprecarli significa rendere noto a tutti che li abbiamo a disposizione e di conseguenza il nemico cambierà strategia nei nostri confronti. Piccolo accenno alla possibilità di riparare il Mech nel mezzo della battaglia, premendo il pulsante adibito a tale funzione potremo rigenerare le difese del Mech tramite un piccolo drone fluttuante, ma state attenti, poiché in questa fase sarete immobili e scoperti ad ogni attacco, in più non funzionerà nemmeno il radar impedendovi di sapere se qualcuno sta arrivando per cogliere una così ghiotta occasione per eliminarvi. Importante sarà quindi il lavoro di squadra con i compagni che vi coprono le spalle, mentre voi recuperate le energie per tornare in battaglia.

Niente ruggine, ma qualche macchia

Senza dubbio quello che Hawken ha da offrire è veramente ottimo sotto tutti i punti di vista: il feeling con i Mech è sublime, forse uno dei migliori mai realizzati, il comparto grafico rende davvero godibile il tutto con robottoni definiti ed anche le mappe sono davvero ben realizzate, anche se tutte troppo sul grigio o comunque colori scuri. Il gameplay tattico e bilanciato rende benissimo su questo titolo, riuscendo a dimostrarsi frenetico ed appassionante in molti frangenti. Forse il vero punto debole del titolo è la mancanza di una modalità singolo giocatore, ma anche a questo il team di sviluppo si è detto pronto a rimediare, ma sicuramente non in tempi brevi. Non posso fare altro che consigliarvi assolutamente di mettere mano su Hawken il prima possibile, vi ricordo che sarà free to play e se avete timori del tipo –Girerà mai sul mio pc?-, vi lascio qui sotto le specifiche del mio pc che, come potrete vedere, non sono affatto alte.

PRO:

  • Sembra di stare davvero su un Mech;
  • Comparto tecnico di prim’ordine;
  • Tantissimi tipi di Mech e potenziamenti, equipaggiamenti, modifiche estetiche da poter applicare al robot;
  • Gameplay tattico e frenetico allo stesso tempo;

CONTRO:

  • Una modalità single player sarebbe la benvenuta;
  • Colori un po’ troppo scuri e menù scarni.

Specifiche PC utilizzato:

  • OS: Windows 7 Home Premium;
  • CPU: Intel Core 2 P8700;
  • Ram: 4GB
  • Scheda Grafica: Nvidia GeForce GT130M Cuda 1GB

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