Martin McDonagh, già autore del fascinoso “In Bruges” (2007) e già vincitore di un Oscar per miglior cortometraggio, realizza un film su come la finzione possa invadere la realtà con risultati grotteschi, divertenti e sottilmente inquietanti. Le aspettative espresse nella prima puntata della rubrica Great Expectations vengono così ampiamente ripagate.

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LA STORIA

Marty (Colin Farrell), uno sceneggiatore, ha venduto uno script dal nome “7 psicopatici”, pur non avendo ancora scritto una riga. Come potrà riuscire a completarlo? verrà in suo aiuto la realtà, costituita dagli amici Billy (Sam Rockwell) e Hans (Christopher Walken) che svolgono la creativa occupazione di rapitori di cani. Quando i due rapiscono l’amatissima bestiola del boss della mala Charlie (Woody Harrelson), la sceneggiatura diventerà l’ultimo dei problemi, realtà e fantasia dello scrittore si mescoleranno fino a diventare indistinguibili l’una dall’altra e gli amici dovranno dimostrare di essere davvero tali, ad ogni costo.

PANE AL PANE

Un cast importante, ma particolare come questo (ci sono anche Tom Waits e il Michael Pitt visto in Boardwalk Empire) dev’essere shakerato con molto cura per ottenere un risultato positivo. La sceneggiatura DEL film, diversamente da quella NEL film, riesce in questo alla perfezione, costruendo incastri divertenti e scene destinate a diventare culto. Con una struttura narrativa originale, il film ci porta presto a riflettere sull’eterno dilemma della distinzione tra realtà e fantasia, senza fornirci una soluzione prevedibile o scontata o consolatoria. In fondo, per McDonagh, tra le due non ci dev’essere una gran differenza: la sua regia è per questo del tutto affezionata ai personaggi, alle loro manie, ai loro segni distintivi. Saranno anche sette psicopatici, ma nel bene e nel male hanno tutti un loro posto, in questo oppure (ops…) nell’altro mondo.

CURIOSITA’

Il ruolo del boss sarebbe spettato a Mickey Rourke, che ha abbandonato il set per dispute col regista (pare). Woody Harrelson non lo fa affatto rimpiangere: del resto, non è certo nuovo a ruoli assurdi come questo (Defendor, Benvenuti a Zombieland).

 

Regia: Martin McDonagh

Fotografia: Ben Davies

Durata 110’

narrating, creating and reflecting a mesmerized world.

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