Driver: San Francisco – Recensione

Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

SCHEDA GIOCO
TITOLO: Driver: San Francisco
SVILUPPATORE:
Reflections
PUBLISHER:
 UbiSoft
DATA DI USCITA:
02-09-2011 (Xbox 360, PS3) 27-09-2011 (PC)
LINGUA:
Totalmente in italiano

Dopo averci lasciato con il fiato sospeso, sul finale del non troppo lodato Driv3r, torna in veste next-gen, l’agente John Tanner.
Molte cose sono cambiate, dal lontano 2004. Dopo il multipiattaforma Parallel Lines, e il relativo spin-off ’76 su Psp, Reflections passa sotto l’ala protettiva di UbiSoft e alla volta dell’estate 2010, viene annunciato ufficialmente, il primo episodio next-gen, dal titolo: Driver: San Francisco.
La trama riprende dopo gli eventi di Driv3r, dove in seguito ad una feroce sparatoria ad Istanbul, Tanner e la sua nemesi Jericho, sono rimasti in fin di vita.
Ora Jericho è in prigione, e Tanner presta servizio con lo storico compagno Tobias Jones (coppia sullo stile Mel Gibson-Danny Glover di Arma Letale). Finché, i due, di pattuglia, ricevono la segnalazione dell’evasione di Jericho durante il trasferimento al penitenziario federale, dando vita ad un furioso inseguimento che terminerà con un violentissimo frontale tra i due, mandando in coma Tanner.
Al suo risveglio, Tanner tornerà alla caccia di Jericho… Ma qualcosa non quadra. Perché è in grado di portare la propria coscienza nei cieli di San Fran, ed entrare nel corpo di qualsiasi guidatore?

GRAFICA: Il comparto tecnico di Driver: San Francisco, presenta alti e bassi, prediligendo la fluidità, al dettaglio.
Notiamo infatti un dettaglio piuttosto scarno di edifici ed elementi di contorno, con textures non sempre pulite e brillanti ed una realizzazione piuttosto approssimativa delle ombre.
Tuttavia ci sono anche numerosi pregi, quali un’ottima realizzazione degli automezzi (tutti su licenza), una parziale distruttività degli elementi accessori sulle strade ed un frame-rate ancorato costantemente sui 60fps, nonostante l’enorme mole di elementi in movimento.
Buona anche la realizzazione di San Fran, risultando fedele alla controparte reale, ed adatta per le nostre scorribande in auto, con le sui lunghissimi boulevard ed i tipici saliscendi.
Peccato per l’assenza di un ciclo giorno/notte. Ammirare le strade di San Fran di notte, sarebbe potuto essere un valore aggiunto.

SONORO: Comparto audio estremamente d’effetto. Ottima la tipica colonna sonora stile anni ’70, che caratterizza la serie fin dal suo primo episodio, dando quell’atmosfera “a là Quentin Tarantino”. Discreto il campionamento degli effetti sonori (rombo motori ed effetti sonori metropolitani), risultando sufficientemente nella media.
Ottimo tra l’altro il doppiaggio, totalmente in italiano, caratterizzato da ottime voci, ben interpretate.

GAMEPLAY: Il fulcro del gameplay di questo nuovo capitolo, è lo Shift.
Questa peculiarità, ci permetterà di impersonare qualunque guidatore sulla strade di San Fran, con la semplice pressione del tasto A (o X). Se inizialmente potrebbe risultare innaturale e snaturante per il genere, dopo diverse ore, noterete come questa novità si inserisce perfettamente nel contesto del gioco, risultando estremamente divertente, dando anche un tocco di strategia al classico gameplay.
Inseguendo un malvivente, possiamo ad esempio decidere di prendere il possesso di un’auto che viene in senso opposto e schiantarci frontalmente contro il fuggitivo, ponendo la parola fine alla sua folle corsa… Oppure in missioni particolari dovremo scegliere attentamente l’auto nel traffico tra le più veloci per poter meglio portare a termine un incarico.
Il modello di guida è chiaramente arcade, volto a non rendere troppo frustrante ed impegnativa l’esperienza di gioco.

LONGEVITA’: La storia principale, è terminabile in 8 ore. Ma a San Francisco, ci sono numerose attività in cui cimentarvi. Tra corse, sfide acrobatiche, inseguimenti e lo sblocco di automobili, garage e modalità, chi vuole sfruttare il gioco al 100% ha molte ore di gioco davanti a sé.
E’ presente in Driver: SF, anche una modalità multiplayer, in cui dovremo cimentarci in delle gare agonistiche su circuito, più serie se confrontate con le modalità scanzonate in cui a farla da padrone sarà lo Shift. Per evitare che sia sovrautilizzato in multiplayer l’uso dello Shift è comunque soggetto al riempimento di una apposita barra, quindi va usato con un minimo di senso per evitare di sprecarlo.
Doveroso sottolineare anche la presenza del software Facebook, all’interno del gioco dove sarà possibile condividere stati e le proprie storie, sul vostro profilo e sulla pagina ufficiale di Driver.

CONCLUSIONE: Alla fine dei conti, Driver: San Francisco, si è rivelato una piacevole sorpresa. Il passaggio di Reflections, sotto l’ala di UbiSoft, ha indubbiamente giovato, consegnandoci un titolo estremamente divertente, senza troppi pensieri e ricco di contenuti. Consigliato senza riserve.

Videogiocatore vecchio stile (predilige il singleplayer alle modalità online), si avvicina ai videogame alla tenera età di 9 anni con Resident Evil e Metal Gear Solid, divenendone immediatamente stregato.
Amante del rock e del metal (o della buona musica in generale), la notte diventa il Cavaliere Oscuro, a patto che sia quello scritto e diretto da Christopher Nolan (e non quello di Tim Burton o l’aborto di Joel Schumacher).
Del regista britannico è un grande sostenitore, mentre la sua vita è costantemente accompagnata dalle musiche di Hans Zimmer.
Ama i gatti e i cani.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up