Recensione Of Orcs And Men

Siete stanchi dei soliti fantasy medievali in cui impersonate coraggiosi cavalieri, potenti stregoni, valorosi ladri e avete dolci fanciulle e regni da salvare? Of Orcs And Men allora potrebbe essere il gioco che fa per voi.

of orcs and men

Diversamente dagli altri RPG a cui siamo abituati, nella nuova produzione di Cyanide Studios vestiremo i panni di due personaggi delle razze considerate da sempre come simbolo del male: il possente Orco Arkail e il Goblin Stige. La trama vede un rovescio delle classiche storie fantasy, e questa volta sono gli Umani che invadono il territorio degli Orchi compiendo massacri e torture di ogni tipo. Gli Orchi tuttavia non cedono facilmente, e dopo il contrattacco riportano diverse vittorie, costringendo l’Impertatore Damocle a cambiare strategia. Viene quindi costruito un immenso muro a difesa del regno umano, e l’Imperatore convoca una riunione con i sovrani degli elfi e dei nani per stringere un’alleanza ed eliminare definitivamente gli Orchi. Per salvaguardare la propria razza, entra in scena Arkail, membro dei Bloodjaw, ovvero i guerrieri d’elite degli Orchi. Insieme ai suoi compagni escogitano un piano per entrare nel regno  umano e uccidere l’Imperatore in persona. Ognuno segue la sua strada attenendosi al piano, e Arkail si incontra con la sua guida Stige. Egli è l’unico esemplare di Goblin che riesce a parlare e mostra intelligenza, anche più delle altre razze. Nonostante l’età avanzata (afferma che potrebbe anche essere il nonno di Arkail), Stige è un assassino professionista, e le sue abilità furtive non hanno eguali. Tra i due i rapporti non sono dei migliori all’inizio, infatti Arkail agisce per onore, mentre Stige per soldi, e spesso le lor ideologie si troveranno in contrasto. L’improbabile duo inizierà così un lungo e faticoso viaggio, ricco di misteri, retroscena e intrighi.

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PREGI

  • Una trama avvincente: il punto di forza di Of Orcs And Men è sicuramente la trama. Oltre ad essere diversa dalle solite storie a cui siamo abituati, gli intrighi, i tradimenti e i segreti che vengono alla luce riescono ad appassionare e a non far staccare il giocatore anche per diverse ore spinti dalla curiosità di sapere cosa accadrà. Una storia che andrebbe giocata da tutti gli appassionati di fantasy, senza esclusioni.
  • Longevità: la storia di Of Orcs And Men, oltre ad essere appassionante, è anche abbastanza longeva, con una durata di circa 15 ore escluse le missioni secondarie, che purtroppo sono poche ed estremamente brevi, tanto che l’unica cosa che andranno ad influenzare veramente sarà il vostro Gamerscore, visto che la maggior parte delle missioni secondarie prevede lo sblocco di un Obiettivo o Trofeo. Da una parte tuttavia l’ho trovato quasi un pregio, poichè spesso nei giochi le missioni secondarie tendono a spezzare troppo il ritmo della trama principale, invece in questo caso non si viene mai distratti troppo a lungo e ci si può concentrare unicamente sulla storia del gioco.
  • Stealth che passione: particolarmente apprezzate anche le fasi stealth con Stige. Più che una variante al gameplay, queste si rivelano estremamente fondamentali, ed eliminare silenziosamente quanti più nemici possibili prima di essere scoperti si rivelerà l’unico modo per avanzare, altrimenti preparatevi a sudare!
  • Cooperazione: oltre all’eliminazione preventiva di quanti più nemici possibili tramite le azioni furtive, sarà fondamentale far cooperare i due protagonisti: usare Stige per avvelenare e danneggiare l’armatura dei nemici per po farli finire da una potente mazzata di Arkail sarà molto più facile che affrontare gli avversari senza una strategia.
  • Caratterizzazione dei protagonisti: nota di merito anche per la caratterizzazione dei personaggi, in particolare Stige. Le sue battute pungenti, il linguaggio volgare e il suo spirito di osservazione lo rendono un personaggio memorabile e divertente, entrando anche nella mia personale lista dei migliori personaggi dei videogiochi. Anche Arkail ha il suo fascino, con il suo senso del dovere e dell’onore, anche se l’ho trovato leggermente sottotono rispetto al suo carismatico compagno.
  • Doppiaggio: un elemento che ha contribuito fortemente nella caratterizzazione dei personaggi è l’ottimo doppiaggio in inglese. Le voci sono quanto di più azzeccato si potesse trovare, e anche l’intonazione e l’enfasi è sempre adeguata. Peccato solo per qualche personaggio secondario non proprio carismatico, ma in linea generale il lavoro svolto è ottimo. Rimanendo in tema di audio, gradevole anche la colonna sonora, con pezzi di violino che aggiungono il giusto phatos alle varie situazioni.

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DIFETTI

  • Estremamente lineare: negli RPG la componente esplorativa e l’interazione con gli altri personaggi è sempre fondamentale, ma purtroppo in Of Orcs And Men non troverete nulla di tutto questo. I livelli si svolgono tutti in aree predefinite che sembrano dei lunghissimi corridoi, con pochissime deviazioni utili per aggirare i nemici e colpirli alle spalle. Di norma si procede lungo passaggi stretti, si arriva in una zona leggermente più ampia dove sono presenti i nemici e si prosegue per passaggi stretti. Anche le aree all’aperto sono limitate alla strada principale, tutto il resto è solo di contorno e non è possibile esplorarlo. Anche l’interazione con l’ambiente è praticamente nulla, ad eccezione dei (pochi)  forzieri contenenti equipaggiamento.  Anche i personaggi nelle rare zone abitate saranno immobili e senza possibilità di interagire, escludendo i nemici che seguono delle ronde di pattugliamento e i vari mercanti e personaggi secondari. Potremo perfino assassinare delle guardie davanti a dei civili, e questi non batteranno ciglio e continueranno le loro attività come se non fosse successo nulla.
  • Intelligenza Artificiale: se si potrebbe passare sopra al fatto che i civili ignorino completamente gli omicidi delle guardie commessi sotto i loro occhi, non si può accettare che nemmeno le guardie stesse facciano finta di nulla vedendo i cadaveri dei loro compagni uccisi a pochi passi da loro. In un gioco dove la componente stealth è fondamentale, questa semplificazione smorza di molto la pianificazione degli attacchi, dove dovremmo scegliere con attenzione il momento per colpire senza attirare l’attenzione degli altri nel momento in cui viene scoperto un corpo senza vita.
  • Traduzione italiana non molto fedele: per qualche strana ragione la localizzazione in italiano presenta diverse modifiche rispetto ai dialoghi inglesi originali. Nulla che vada a stravolgere il senso della trama, sia chiaro, ma mi riferisco in particolar modo al linguaggio colorito e alcune espressioni completamente rimosse o modificate. Spesso Stige fa un abuso di parolacce e battute piuttosto colorite che non ritroviamo nella traduzione, andando a minare la sua caratterizzazione. Fortunatamente non ho problemi con l’inglese me mi sono goduto ogni singola parola dei dialoghi divertendomi molto, ma leggendo i sottotitoli sono spesso sono rimasto basito per come abbiano in parte rovinato il carisma di alcuni personaggi. Tra l’altro non mi sembra nemmeno un discorso di censura, perchè paradossalmente in alcune frasi dove invece non venivano dette parolacce queste erano presenti nella traduzione. Non riesco proprio a capire il motivo di queste modifiche, e se ve la cavate con l’inglese vi consiglio vivamente di prestare più attenzione all’audio che alle scritte, perchè potreste perdervi dei siparietti davvero geniali.
  • Comparto tecnico: fatta eccezione per Arkail e Stige,  sia gli altri personaggi che soprattutto le ambientazioni non sfoggiano un grande dettaglio grafico, con texture piatte e dettagli slavati.  Da rivedere anche le espressioni facciali troppo macchinose, che purtroppo rovinano in parte l’ottima caratterizzazione descritta nei pregi: ascoltare un eccellente doppiaggio ma vedere su schermo la bocca che si muove a scatti non è proprio il massimo.
  • Gameplay non molto entusiasmante: il sistema di combattimento prevede una serie di comandi da inserire in una coda delle azioni, e una volta effettuata questa operazione il nostro personaggio le eseguirà nell’ordine impartito. Inoltre potremo scegliere tra due assetti da battaglia per ogni personaggio e uno comune di coppia. Arkail potrà scegliere tra attacco offensivo e difesa, inoltre una volta riempita la barra della furia subendo un certo numero di danni l’Orco entrerà in modalità Berserk. In questo stato i danni saranno notevolmente aumentati a scapito della difesa e non avremo più il controllo del personaggio, il quale attaccherà indistintamente nemici e amici, mettendo quindi in pericolo anche il povero Stige. Il Goblin invece dispone di una serie di attacchi ravvicinati (basati più sull’infliggere status alterati come il veleno o il danneggiamento dell’armatura) e attacchi a distanza, più utili in quanto la vita di Stige sarà piuttosto bassa e tenere lontano il nemico sarà sempre la soluzione migliore. Tuttavia questo sistema si rivela piuttosto piatto dopo diverse ore di gioco, e non si ha mai la sensazione di avere il pieno controllo dei personaggi. Personalmente avrei preferito un gameplay più “classico” da Action/RPG, con varie combo e attacchi pesanti per Arkail e mosse rapide per Stige, in modo da avere sempre una reazione istantaea dei comandi, senza aspettare l’esecuzione della catena delle azioni sperando che la mossa evasiva o difensiva coincida con il tempo di attacco dei nemici.

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COMMENTO FINALE

Of Orcs And Men è un gioco piuttosto difficile da valutare. Personalmente l’ho apprezzato tantissimo per la trama e i personaggi carismatici, tuttavia i difetti elencati sono piuttosto gravi per un RPG, e la spesa di 70 euro per il gioco non è certo uno scherzo. Se come me ritenete che una trama appassionante possa farvi passare sopra i difetti tecnici allora l’acquisto è consigliatissimo e potete aggiungere un punto al voto finale, me se per voi anche il gameplay e l’occhio vogliono la loro parte allora togliete un punto e fareste bene a cercare altrove, o quantomeno attendere un calo di prezzo.


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