Recensione Devil May Cry 4

Con Devil May Cry 3, la trilogia CAPCOM aveva raggiunto l’apogeo, regalando ai videogiocatori di tutto il mondo una avventura che mescolava sapientemente un battle system profondo ad un mondo goticheggiante pieno di nemici di ogni tipo e tanto umorismo pungente.Ad anni di distanza il quarto capitolo si fa avanti presentando un nuovo protagonista a fianco del ben più conosciuto Dante: Nero.Quest’ultimo è un giovane che, “infettato” da una entità demoniaca, vedrà il proprio braccio sinistro mutato in una sorta di artiglio bluastro in grado di afferrare e malmenare con violenza i nemici. Nel corso della prima parte dell’avventura utilizzeremo quindi Nero, che avrà come nemico principale proprio il nostro caro vecchio Dante. Dopo una prima missione di tutorial che ci vedrà combattere contro il nostro vecchio beniamino mezzo umano e mezzo mortale, prenderà avvio una storia semplice ma ben narrata, dotata di qualche colpo di scena degno di nota, ma che pecca di caratterizzazione per quanto concerne i personaggi secondari. La struttura del gameplay riprende i canoni del precedente capitolo, dotandoci di spada e arma da fuoco, potenziabili con globuli che troveremo nel mondo di gioco. La vera novità è rappresentata dal braccio di Nero, che rimpiazza i vecchi “stili” di Dante: con essa potremmo afferrare i nemici, raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili e così via.La formula funziona, ma risente di una carenza di situazioni davvero coinvolgenti, complici un battle system che vede proprio nel braccio demoniaco un elemento non adeguatamente integrato.Giunti a metà del gioco prenderemo di nuovo mano al nostro caro Dante, che darà nuovamente accesso ai 4 stili presenti in DMC3: trickster, royal guard, swordmaster e gunslinger.Seppur il sistema di combattimento e di crescita del personaggio si riveli praticamente lo stesso profondo di DMC3, la possibilità di poter cambiare stile durante l’azione di gioco rende il gameplay incredibilmente più divertente.Peccato che quella che si poteva rivelare la parte migliore dell’intera produzione viene penalizzata gravemente da un backtracking eccessivo che ci costringerà a ripetere a ritroso tutto il percorso da noi fatto con Nero, boss di fine livello inclusi.Questa infelice scelta porta tuttavia a due boss battle finali di tutto rispetto, che riportano, almeno in parte, in buona luce il lavoro dei CAPCOM.Dal punto di vista tecnico ancora oggi DMC4 mostra un comparto grafico di tutto rispetto, che, con animazioni fluide e texture sufficientemente dettagliate, riesce a fare ancora un’ottima impressione.Molto buono il doppiaggio in inglese, realizzato con cura e coinvolgente, così come la colonna sonora che, ancora una volta, a tracce metal unisce altre realizzate con cori e simili.Conclusa l’avventura potremo decidere di affrontare ancora le orde di demoni a difficoltà superiore, fino a giungere alla nuova arrivata Hell Or Hell, in cui il nostro personaggio sarà eliminabile con un singolo colpo mentre la resistenza dei nemici sarà nettamente più elevata.In alternativa potremo dedicarci ad una nuova modalità, che ci sfiderà a resistere ad ondate di demoni di forza (e numero) via via sempre più alta.
In conclusione Devil May Cry 4 si rivela sì un buon gioco, ma non al pari del suo predecessore, di gran lunga più appassionante.Una prima metà di gioco che tenta a fatica di introdurre novità in un gameplay comunque consolidato, unita ad una seconda migliore, ma che ci costringe ad un vergognoso backtracking, non riesce a portare in auge un titolo che avrebbe potuto osare di più.Ciò non toglie che questa nuova avventura di Dante (e Nero) non mancherà di divertire fan e non della saga rivelandosi una buona produzione, meritevole di acquisto.

 

GRAFICA: 8,8

SONORO: 8,7

DIVERTIMENTO: 8

LONGEVITA’: 8

 

TOTALE: 8


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