Recensione Brothers in Arms: Hell’s Highway

BROTHERS IN ARMS: HELL’S HIGHWAY

 

Uno degli episodi più neri della campagna militare degli Alleati in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, fu certamente l’Operazione Market Garden, che impiegò numerose truppe aviotrasportate in territorio nazista, presso il Reno. Nonostante l’operazione prevedesse una vittoria degli USA entro natale, il tutto si rivelò un enorme fallimento, che costò la vita a moltissimi soldati. Il dramma di quest’ultimi viene raccontato da Brothers In Arms: Hell’s Highway, che tenta di riuscire a creare una trama carica di pathos, e nel contempo di offrire una esperienza ludica meno incentrata sul semplice shooting. Cardine del gameplay è infatti l’azione strategica, che ci permetterà di guidare truppe di vario tipo, dagli anticarro ai fucilieri, posizionandole ovunque noi preferiamo nella mappa. Il gran numero di ordini impartibili ai nostri commilitoni stride però violentemente con una IA, alleata e nemica, davvero deficitaria e un level design che lascia spesso poco spazio all’inventiva del giocatore: questo fa sì che, nel momento in cui impartiamo gli ordini ai soldati, ci rendiamo presto conto di come i livelli siano troppo spesso costruiti in modo tale che le tattiche efficienti siano davvero poche, mentre le altre portino ad una sconfitta immediata. In questo modo, la componente strategica diventa presto blanda e ripetitiva, rivelandosi una occasione sprecata, specialmente se si tiene conto di quanto grandi siano generalmente le ambientazioni. Dal punto di vista del controllo del nostro personaggio, il titolo Gearbox aggiunge alla classica meccanica FPS, un sistema di copertura, che, quando utilizzato, muterà la visuale dalla prima alla terza persona. Alle sessioni “strategiche” si affiancano inoltre fasi in cui ci troveremo da soli a combattere contro la fanteria tedesca: sfortunatamente queste sono le parti del gioco assolutamente meno riuscite, in quanto lineari e prive di mordente. L’altra componente fondamentale è la trama, che cerca di eliminare il tradizionale stereotipo dei personaggi di videogame di guerra, solitamente presentati come spacconi, sempre con la battuta pronta e dotati di possenti muscoli. In BiA:H’sH ci troveremo a contatto con uomini che devono sopportare la distanza dalla loro famiglia, feriti e disperati. Nonostante questo lavoro sia ben realizzato per quanto concerne molti personaggi, altri cadono spesso nei più banali stereotipi, divenendo per il giocatore fastidiosi e persino antipatici. Sorpassando questa pecca, va comunque apprezzato il plot narrativo, che riesce a coinvolgere molto più di quanto siano mai riusciti altri titoli del genere, il tutto marcato da un doppiaggio di buona fattura, e da una colonna sonora che si rivela tutto sommato buona. Terminata la campagna, che vanta una quindicina di ore per essere conclusa, resta poi il multiplayer, decisamente scarno e privo di un gran numero di modalità, che si rivela superfluo dopo poche ore di gioco. Il comparto tecnico infine è su buoni livelli, in particolare per quanto concerne le ambientazioni, ottimamente realizzate ed accurate nei minimi dettagli. Brothers In Arms: Hell’s Highway si rivela in conclusione un titolo dalle grandi potenzialità poco sfruttate, che sarebbe potuto riuscire a coniugare una trama di livello ad un gameplay solido e vario, ma risultando privo di mordente. Nonostante tutto è comunque un titolo piacevole, ma, visti altri titoli disponibili sul mercato, difficilmente può competere con la concorrenza.

 

GRAFICA: 8

SONORO: 8

DIVERTIMENTO: 7,5

LONGEVITA’: 8

 

TOTALE: 7,7


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