Resident Evil 6 – Recensione

SCHEDA GIOCO
TITOLO: Resident Evil 6

SVILUPPATORE: Capcom
PUBLISHER: Capcom
DATA DI USCITA: 02-10-2012 (PS3, Xbox 360) – 22-03-2013 (PC)
GENERE: Action/Horror
LINGUA: Inglese, sottotitolato (Full Ita opzionale)

 

La saga di Resident Evil è tornata… I primi tre capitoli, hanno davvero segnato il cuore di milioni di videogiocatori… Balzi sulla sedia, atmosfere decadenti, e rompicapi ed indovinelli. Insomma, per chi ha giocato ed amato i primi capitoli, sa di cosa sto parlando. Ora, nel 2012, il famoso brand della nipponica Capcom, torna per invadere le nostre console (e successivamente i nostri PC), con quello che a detta degli addetti ai lavori è il più grande Resident Evil mai creato.
L’hype ovviamente non ha tardato a farsi sentire nei videogiocatori di tutto il mondo, spaccati letteralmente in due: coloro che hanno apprezzato la svolta quasi totalmente action avvenuta con Resident Evil 5, e coloro che hanno tirato fuori dalla soffitta gli impolverati fucili e li hanno puntati addosso agli sviluppatori giapponesi, rei di aver snaturato e disintegrato un brand storico del mondo videoludico.
Dopo l’anonimo Operation Raccoon City, pensato più per i videogiocatori online, Capcom torna con la saga principale nella sua settima iterazione (comprendendo anche lo storico Code: Veronica X)… Sarà riuscita Capcom a tornare sulla via tanto amata dai fans? O hanno continuato imperterriti sulla loro strada? Scopriamolo assieme nella nostra recensione.

Tall Oaks, 2013.
Sono ormai passati 15 anni dall’attacco bio-terroristico della multinazionale Umbrella, sulla placida cittadina del midwest statunitense, Raccoon City.
L’attuale presidente degli Stati Uniti, conoscendo tutta la verità che è stata celata ai tempi, durante una convention nel campus universitario di Tall Oaks, decide di vuotare il sacco, e rivelare la verità alle autorità ed alla stampa.
Purtroppo, tutto va storto, ed un nuovo attacco bio-terroristico, scatena il panico nel campus, tramutando tutti in zombie… Proprio come accaduto 15 anni prima sull’ormai ex cittadina Raccoon City.
Leon S. Kennedy, agente speciale al servizio del presidente, si ritrova suo malgrado nel bel mezzo dell’attacco, con la sua misteriosa partner Helena Harper. Ma la tragica realtà del campus, si è sparsa sull’intera cittadina, mietendo quasi la totalità della popolazione, riducendola ad un branco di putride carcasse ambulanti affamate di carne.
Ma non è tutto qui…
La misteriosa società dietro questa apocalisse, intende rendere il mondo un inferno, ed è per questo che anche la Cina, precisamente la fittizia città di Lanshiang, subisce un attacco bio-terroristico.
Dopo essersi ripreso psicologicamente dal fallimento di una missione, viene inviato il capitano della BSAA (Bio-terrorism Security Assestment Alliance) e vecchia conoscenza della saga, Chris Redfield, con il partner Piers Nivans.
Qui, il nuovo C-Virus, tramuta le vittime in abomini dotati di intelligenza e capacità rigenerative, denominati J’avo, già affrontati dal team sei mesi prima nella Repubblica di Edonia, un piccolo stato est-europeo.
Proprio in questo sperduto angolo d’Europa, Jake Muller (figlio del celebre bio-terrorista Albert Wesker), viene rintracciato da Sherry Birkin (altra vecchia conoscenza della serie), che informa il “figliol prodigo”, della sua resistenza alle mutazioni del C-Virus, grazie agli anticorpi ereditati dal paparino… Ma una misteriosa Ada Wong, trama nell’ombra per chissà quale ragione…
Una trama complessa, avvincente ed articolata farà da sfondo all’ennesima (dis)avventura dei nostri eroi, impegnati nello sventare l’ennesima minaccia all’integrità globale.

COMPARTO GRAFICO
Paradossalmente, quello che era il comparto meglio riuscito del tanto criticato quinto capitolo, è quello che mostra maggiormente il fianco alle critiche in questo “6”.
In Resident Evil 5, assistevamo alla massima espressione del motore grafico di Capcom, MT Framework, che ci consegnava una resa grafica dettagliatissima e ricca di tocchi di classe.
Forse, nel 2012, il motore risente del peso degli anni, e sicuramente non possiamo rimproverare l’hardware dell’attuale generazione, visto che nella precedente iterazione, si era comportato egregiamente.
Intendiamoci, ci sono prodotti, la cui resa grafica è molto molto peggiore rispetto a questo Resident Evil 6 (il cui comparto grafico non è assolutamente da bocciare), ma visti gli eccellenti risultati ottenuti col precedente, sicuramente ci saremmo aspettati una cura ed un dettaglio maggiori.
Ciò che più colpisce è la mancanza di cura negli elementi di contorno, specialmente nelle fasi ambientate in locazioni urbane… Infatti specialmente quelle in Cina, soffrono di textures molto spesso slavate ed in bassa definizione, oltre che ad una generale mancanza di pulizia.
Oltre a questi peccati veniali, il comparto tecnico si difende bene, partendo dalle splendide animazioni dei personaggi che risultano sempre realistiche (eliminato dopo 16 anni, lo storico difetto del “pattinamento”), grazie all’ausilio del motore fisico Havok (Assassin’s Creed, L.A. Noire), e anche dei non-morti/mutanti, che risultano sempre convincenti.
Il level design, è molto ispirato, consegnandoci una moltitudine di scenari dalle peculiarità diverse tra loro… Si va dalle ambientazioni urbane di Tall Oaks, ad una decadente cattedrale con annesso cimitero, passando per decadenti laboratori, basi sottomarine, navi mercantili e porti fluviali… Insomma, la varietà nelle ambientazioni di certo è una cosa che non manca!
Altra chicca di questo “6”, è la realizzazione delle cut-scene, qui in numero decisamente superiore (durata che sfiora quasi le 4 ore). In diverse circostanze ci siamo chiesti se stessimo assistendo ad un pregevole film in CG, vista l’eccellente qualità e la regia cinematografica dei filmati.
Impeccabile la regia anche durante le fasi di giocato, pronta a sottolineare i momenti salienti (oppure un improvviso Quick Time Event), con una prontezza disarmante.
Di fattura pregevole, sono anche gli effetti particellari (specialmente durante le esplosioni) e la realizzazione dei liquidi (acqua, sangue), mentre una piccola tirata d’orecchie va al “bestiario”, che non gode della particolare cura del precedente capitolo, in quanto i mostri si riducono ad un ammasso informe di carne purulenta.
La fluidità si attesta su livelli dignitosi, con il frame ancorato sui 30fps in quasi tutti i casi, eccetto in alcune fasi concitate, dove si assiste a qualche piccolissimo rallentamento. Mentre, per quanto riguarda il tallone d’Achille del precedente capitolo (tearing, assenza di v-sync a 1080p), in questo capitolo, abbiamo notato la totale assenza del tearing e una discreta qualità dell’anti-aliasing (eccetto nella proiezione delle ombre).
Insomma, nonostante qualche evidente difetto di vecchiaia del motore MT Framework, la resa grafica, pur non raggiungendo picchi di eccellenza come nel precedente, si difende molto bene.

COMPARTO SONORO
Il comparto audio, rappresenta una vera chicca in questo Resident Evil 6, risultando estremamente curato ed efficace.
Partiamo dalla colonna sonora, a cura di Akihiko Narita, che ci ha già deliziati con la splendida colonna sonora del quinto capitolo. In questo capitolo il compositore nipponico al soldo di Capcom, non si smentisce, e ci consegna una colonna sonora sempre a tema, con composizioni curate ed azzeccate.
Ottima anche l’effettistica come colpi d’arma da fuoco o rumori circostanti (lamenti degli zombie nella campagna di Leon ed Helena), che rendono il tutto ancora più immersivo, specialmente se giocato con un impianto Dolby 5.1 su Xbox 360, oppure DTS se possedete una PlayStation 3.
A sorpresa, ottimo anche il doppiaggio totalmente in italiano, già sperimentato nello spin-off per 3DS, Revelations, con il principe dei doppiatori videoludici Claudio Moneta (John Shepard nei videogames, Barney Stinson di How I Met Your Mother in tv), nei panni di Chris Redfield.
Peccato per alcuni saltuari abbassamenti del volume che rendono difficoltosa la comprensione… Tutto sommato il doppiaggio è molto curato, ma per i puristi, ricordiamo che la sua installazione è opzionale, ed il titolo è godibile anche in inglese sottotitolato.

GAMEPLAY
Dobbiamo ammetterlo… Capcom, almeno sul fattore gameplay ha dato ascolto alle pesanti lamentele dei fans, ai tempi di Resident Evil 5.
L’agilità dei protagonisti nel quinto capitolo, era paragonabile a quella di un autoarticolato… L’impossibilità di trovare coperture, o di sparare mentre si camminava, era stata definita dagli sviluppatori come un catalizzatore per aumentare l’ansia ed il panico nelle fasi più concitate… Ma a molti era venuto il dubbio che quelle mancanze erano solo frutto di pigrizia, per essersi crogiolati del buon risultato ottenuto con Resident Evil 4.
Qui l’aria che si respira è totalmente diversa… Le novità a livello di gameplay sono diverse.
Partiamo da quella più acclamata, ovvero la possibilità di sparare mentre si cammina… Finalmente il protagonista non si inchioderà al suolo, quando punteremo l’arma contro gli obbrobri che ci si presenteranno davanti.
Oltre alla suddetta novità, sono state introdotte anche la possibilità di fare una capriola (in avanti, oppure a destra, o sinistra), una scivolata ed un tuffo all’indietro, oltre che l’introduzione del sistema di copertura.
Riguardo al tuffo all’indietro, una volta compiuto, tenendo premuto il grilletto sinistro, potremo sparare anche in posizione supina.
Capcom, ha voluto strizzare l’occhio anche agli elementi base di sviluppo del personaggio, presenti nei più classici GDR, introducendo il sistema di potenziamento del personaggio tramite specifiche abilità acquistabili spendendo punti abilità, ottenuti nel corso dei capitoli.
Altro elemento fondamentale sono gli attacchi corpo a corpo, qui necessari vista, in alcuni tratti, la penuria di munizioni (specialmente a difficoltà più elevate). Per evitare l’abuso degli attacchi fisici, è stato introdotto un indicatore di stamina, che si consumerà gradualmente.
Inoltre, gli sviluppatori giapponesi, hanno voluto anche dare una sorta di tributo ai Resident Evil che furono, nella campagna di Leon e Helena.
La suddetta campagna, riprenderà molti degli elementi tanto amati nei primi capitoli… Costante penuria di munizioni, atmosfera macabra e qualche sporadico salto sulla sedia.
Nulla che faccia gridare al miracolo, o ad un magico ritorno al passato, ma comunque un’atmosfera ben realizzata di cui sentivamo la mancanza da Resident Evil 4.
Nonostante qualche piccola imperfezione legata alla gestione manuale della telecamera o all’inutilità del GPS che ci indicherà costantemente la strada da percorrere eliminando qualunque senso di smarrimento, possiamo affermare con certezza che Capcom ha svolto un ottimo lavoro con il gameplay di Resident Evil 6, rinnovandolo, ampliandolo e rendendolo finalmente degno delle attuali produzioni.
Ogni campagna, avrà atmosfere e caratteristiche differenti… Se con Leon ed Helena, ci sarà una sorta di mini déjà-vù dei primi capitoli, con Chris e Piers vedremo il lato più militaresco e la rinascita di un eroe caduto in disgrazia… Con Jake e Sherry vivremo una spettacolare avventura e la redenzione di Wesker Jr, grazie alla ex-piccola sopravvissuta di Raccoon City… Mentre Ada Wong, dovrà far luce sulla verità sul suo conto, per quanto riguarda l’attacco bio-terroristico su scala globale.
La campagna della spia Wong, risulterà molto affascinante, per via dei diversi enigmi e rompicapo che saranno sparsi lungo tutto il percorso.

LONGEVITA’
La longevità, è senz’altro uno dei punti forti del prodotto Capcom. Il titolo offre ben 3 campagne immediatamente giocabili, più una sbloccabile al termine delle tre precedenti (quella della sexy spia Ada Wong).
La durata di ciascuna campagna si attesta sulle 6/7 ore, in base anche al livello di difficoltà con cui l’intraprenderemo… Raggiungendo così il totale di circa 24 ore, una durata ragguardevole per un titolo action.
Considerando l’elevata rigiocabilità del titolo tramite la modalità “Nuova Partita+” e le modalità sbloccabili “I Mercenari” e la nuova “Caccia all’uomo”, in cui potremo ospitare 4 giocatori nei panni dei nemici, che cercheranno di eliminarci (un pò come la modalità Belva di Gears Of War 3), possiamo dire che il fattore longevità in questo Resident Evil 6, raggiunge livelli d’eccellenza, forse mai visti fin’ora in un titolo action.

CONCLUSIONE
Resident Evil 6, è davvero il più grande Resident Evil mai creato? Si, in molti aspetti… Ma non tutti.

Intendiamoci, l’elevata longevità, la spettacolarizzazione di molti momenti, la trama intricata e ben spiegata potrebbero far pendere la bilancia alle dichiarazioni rilasciate da Capcom… Ma purtroppo, le numerose magagne tecniche e la quasi totale assenza di terrore non permettono al titolo di aggiudicarsi la palma di miglior titolo horror, o comunque del più grande Resident Evil mai creato.
Tuttavia, risulta un titolo eccellente, che corregge e migliora molti dei punti dolorosi del suo predecessore, e regalerà a tutti i fan della saga e non, tanti momenti di epicità e divertimento.
Anche se, ora, il vecchio survival un pò ci manca…

 

PRO CONTRO
– Spettacolare, longevo, epico e divertente – Qualche magagna tecnica
– Grande varietà di situazioni – Non fa paura
– Ottima trama – A che serve il GPS?
– Gameplay rinnovato e funzionale
– Divertente in cooperativa

11 Comments

    • maidenmaniac
    • Davide
  1. Davide
    • maidenmaniac
    • fullmetalalchemist25
  2. maidenmaniac
  3. fullmetalalchemist25
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