Prepare to die

Il team di From Software ha mostrato con Demon’s Souls che i giochi difficili e profondi non sono morti, proponendo un titolo action-gdr ambientato in un mondo fantasy dark, dove gli aiuti sono pochi e la morte è in grado di abbattersi su di noi in ogni istante, portando con sé gravi malus.

Dark Souls si propone come un seguito spirituale di Demon’s Souls che, piuttosto di rivoluzionare le meccaniche di gameplay, le evolve, offrendo una esperienza ludica di enorme livello ma altrettanto impegnativa.
Pad alla mano e ancora una volta, preparatevi a morire.

Storie di demoni, dei e non morti maledetti

La trama di Dark Souls, al pari del predecessore, si propone come un semplice pretesto per buttare il giocatore in pasto ad orde di nemici, presentando pochi colpi di scena.

Dopo aver scelto la classe del nostro personaggio e averlo personalizzato tramite un editor abbastanza profondo verremo quindi a conoscenza di essere dei non-morti, uomini maledetti costretti a vivere in prigionia nell’attesa della fine del mondo, salvo essere liberati da un misterioso cavaliere. Dopo una rocambolesca fuga dalla nostra cella giungeremo nelle terre di Lordran e da qui inizieremo ad esplorare il mondo di gioco alla ricerca di un modo per sfuggire alla nostra maledizione.

Una delle caratteristiche introdotte in Dark Souls è per l’appunto il mondo di gioco: non più diviso in una serie di dungeon accessibili da un Hub centrale in favore di un’ambiente open world liberamente esplorabile.

Ancora una volta l’azione di gioco ci condurrà ad affrontare demoni via via sempre più mortali fino a giungere agli immancabili boss di fine dungeon. Uccidendo le orde di demoni riceveremo anime, la valuta più importante del gioco.
Tramite queste potremo potenziare armi, acquistare oggetti ma soprattutto salire di livello presso i falò. Questi fungono sostanzialmente da checkpoint ove riposare e ricaricare la nostra fiaschetta estus, il principale oggetto curativo. Di contro, questa sosta farà ritornare in vita tutti i demoni (boss esclusi) eliminati precedentemente.

Un problema non da poco visto che anche i primi nemici che incontreremo saranno in grado di eliminarci con un paio di colpi ben piazzati riportandoci all’ultimo falò visitato.
Al pari di Demon’s Souls tuttavia, con la morte perderemo tutte le anime guadagnate e l’unico modo per riottenerle sarà tornare al punto dove siamo stati uccisi e toccare la macchia di sangue che abbiamo lasciato. Morire nuovamente prima di esser giunti alla macchia di sangue coinciderà con la perdita definitiva di tutte le anime faticosamente guadagnate.

Tienti stretta la tua umanità

Chi ha giocato il precedente “Souls” dei From Software sa bene che perdere le anime non è l’unico malus a cui si incorre con la morte: se nel primo si diveniva fantasmi (dotati di meno hp) in questo Dark Souls la pena in cui incorreremo sarà il ritorno allo stato di zombi. Questo non inciderà sulla nostra salute quanto piuttosto sul drop rate e su alcuni parametri di difesa. Per ritornare umani avremo pertanto bisogno di un oggetto chiamato “Umanità”: tramite questi saremo inoltre in grado di potenziare i falò e di compiere altre azioni particolari.

Essere umani in carne ed ossa inoltre sarà necessario per eseguire molte azioni legate all’online del titolo.
La modalità multiplayer di Dark Souls si propone come una evoluzione del precedente, seppur ancora inficiata da problemi di lag: in qualsiasi momento di gioco potremo infatti comunicare o incontrare altri giocatori attraverso vari metodi.
Il primo consiste nel lasciare a terra consigli e suggerimenti (veri o ingannatori che siano) da far leggere agli altri avventurieri di Lordran; ciò che più è interessante resta però la possibilità di farsi convocare da un giocatore per sconfiggere il boss della zona oppure invadere un povero malcapitato cercando di rubare la sua umanità.

Di fatto l’esperienza online eleva il comparto ludico offerto da Dark Souls, rendendolo nettamente più longevo e divertente se giocato con una connessione ad internet sempre attiva.

Il fascino del regno dei morti

Le terre di Dark Souls sono tra le più affascinanti viste in questi ultimi anni: un mondo di gioco estremamente vario che si estende orizzontalmente ma anche verticalmente, passando da fortezze che si stagliano sulla vetta delle montagne per scendere nelle profondità del sottosuolo.
Il tutto contornato da un comparto tecnico di qualità che si sposa ad una colonna sonora di grande effetto, che intervalla il silenzio dell’esplorazione a tracce coinvolgenti e ben contestualizzate durante le boss fight.

A fronte di questa ottima realizzazione tecnica è un peccato dover constatare come il frame rate  sia davvero troppo poco stabile, subendo crolli improvvisi in più occasioni o mantenendosi sotto i 30fps durante interi dungeon (in particolare nella Città Infame).

Seppur questo sia un problema su cui si può sorvolare è ovvio quanto ciò possa inficiare sull’azione di gioco in determinati frangenti.

Anime, armi ed incantesimi

Come ogni GDR che si rispetti anche Dark Souls può vantare una longevità elevata ma soprattutto un arsenale vasto e la possibilità di personalizzare nel dettaglio il proprio personaggio.

Potenziare determinati parametri e contemporaneamente utilizzare un equipaggiamento che ben si sposi con le nostre statistiche si rivelerà fondamentale per sopravvivere, e ciò sprona il giocatore a cercare aree segrete nei dungeon dove trovare una armatura rara oppure un’arma unica di grande potenza.

A questo si aggiungono poi le innumerevoli magie che potremo far imparare al nostro eroe non-morto, gestite non più tramite la consueta barra della Mana, bensì da un determinato numero di utilizzi delle stesse, che potrà essere ricaricato solo ristorandoci presso i falò.

Cappa e spada in mano

Dark Souls riesce a migliorare sotto ogni punto di vista il suo predecessore, rivelandosi uno dei migliori GDR di questi ultimi anni: divertente, longevo ma decisamente non adatto ai deboli di cuore: la difficoltà nettamente superiore alla media lo rendono una sfida tanto ardua quanto soddisfacente. Pochi giochi in questa generazione sanno ripagare la fatica di ore di gioco come Dark Souls e solo questo è un motivo più che sufficiente per acquistarlo.

PRO

* Divertente ed assuefante

* Visivamente eccezionale

* Online originale

CONTRO

* L’elevata difficoltà non lo rende un titolo per tutti

* Lag problematico online

* Frame rate poco stabile

* Perde molti punti se giocato offline

Grafica: 8.5

Sonoro: 9

Divertimento: 9

Longevità: 9

Totale: 9

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