Recensione Transformers: La Caduta Di Cybertron

Allontanandosi dallo stile della trilogia cinematografica di Michel Bay, i ragazzi di High Moon Studios sono tornati con il capitolo conclusivo della loro saga con protagonisti gli intramontabili Transformers.

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DI COSA SI TRATTA

Transformers: La caduta di Cybertron inizia esattamente dove era terminato il gioco precedente, con i Decepticon in vantaggio e gli Autobots costretti a fuggire a bordo dell’Arca. Naturalmente il malvagio Megatron non vuole lasciare superstiti, e tenta di ostacolare il piano di Optimus Prime in ogni modo.

Nel corso dei 13 capitoli che compongono la Campagna vivremo quindi gli eventi di questa guerra impersonando ogni volta un robot diverso, pendendo il controllo sia degli Autobots che dei Decepticons a seconda della situazione.

Il gameplay sarà sempre quello di uno sparatutto in terza persona, con la particolarità di potersi trasformare in un veicolo diverso per ogni personaggio, variando così le situazioni. Inoltre si potranno sfruttare gli elementi dello scenario come coperture, e grazie alla semplice pressione del tasto cerchio/B il nostro robot cambierà l’impugnatura dell’arma dalla mano destra alla sinistra o viceversa, e questa semplice caratteristica si rivelerà fondamentale in battaglia, permettendoci di sparare senza esporci troppo al fuoco nemico a seconda del lato da cui ci sporgiamo.

Oltre alla Campagna, sarà presente un comparto multiplayer competitivo e la modalità Escalation, ovvero la classica Orda in cui dovremo sopravvivere a 15 ondate con nemici sempre più potenti.

Analizziamo ora nel dettaglio i vari pregi e difetti del titolo.

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PREGI

  • Gameplay sempre vario: Come già accennato, in ognuno dei 13 capitoli della Campagna impersoneremo un robot diverso (tranne rare eccezioni come Optimus Prime nei capitoli 2 e 3), e ognuno sarà caratterizzato da un’abilità e una trasformazione diversa dagli altri. Questo permetterà di provare dei gameplay completamente differenti di volta in volta: ad esempio con Optimus Prime avremo delle sezioni di pura distruzione, e grazie all’abilità speciale potremo richiamare un bombardamento a tappeto nella zona selezionata, mentre a distanza di un solo capitolo nei panni di Cliff Jumper grazie alla nostra temporanea invisibilità avremo a che fare con sezioni stealth veramente ben riuscite. Anche le trasformazioni garantiranno diversi vantaggi, come potersi infilare in passaggi altrimenti troppo stretti o volare per lo scenario tramite le trasformazioni in elicottero o aereo. Le varianti sono molte, e ogni livello è quindi una nuova esperienza che eliminina la probabile noia che sarebbe derivata da un gameplay monotono come in molti third-person shooter.
  • Trama: Naturalmente non aspettatevi una storia da Oscar, anche perchè essendo un prequel alla serie animata (o anche ai film volendo) sappiamo già come andrà a finire, tuttavia gli eventi narrati non sono mai stati approfonditi più di tanto nel cartone originale, e la possibilità di viverli in prima persona scoprendo le varie motivazioni e battaglie che hanno portato al risultato che tutti conosciamo è comunque interessante, incollando il giocatore alla schermo sia per sapere quale nuovo robot impersonerà nel livello successivo sia per scoprire quale è stato il suo ruolo nella guerra.
  • Mancanza di modalità cooperativa: No, questo non è un difetto che è stato erroneamente scritto tra i pregi e so che è quasi paradossale, ma considerata la moda di inserire il multiplayer cooperativo o competitivo anche in giochi o situazioni dove stona completamente, ho apprezzato la scelta di High Moon Studios di eliminare la cooperativa online e di lasciare solamente il multiplayer competitivo, di certo molto più azzeccato. Il motivo è quello già descritto prima: ogni personaggio è unico. Se gli sviluppatori avessero ascoltato le richieste dell’inserimento della cooperativa, non avrebbero potuto creare dei livelli specifici per ogni personaggio, togliendo quindi la caratteristica meglio riuscita del titolo. E’ vero che durante le missioni a volte saremo affiancati da altri robot controllati dalla CPU, lasciando pensare che forse sarebbe stato possibile inserire la co-op, però si tratta comunque di brevi e scriptate sessioni, che non giustificano una critica per l’assenza di questa modalità.
  • Comparto audio: Nota di merito anche alla colonna sonora, con brani e cori che sottolineano ed enfatizzano l’epicità dei momenti clou e si adattano alle varie situazioni. Buoni anche gli effetti sonori delle varie armi, esplosioni e trasformazioni. Il gioco vanta anche un ottimo doppiaggio in inglese (con sottotitoli in italiano), con doppiatori storici della serie animata originale.
  • Grafica: I personaggi sono realizzati tutti con dovizia di particolari e risultano veramente belli da vedere, con le loro armature cromate ricche di pistoni e ingranaggi in costante movimento
  • Personalizzazione nel multiplayer: Come nel precedente capitolo ho apprezato al possibilità di personalizzare l’aspetto dell nostro robot nel multplayer in ogni suo dettaglio, e seppur la scelta non sia vastissima permette comunque a tutti di creare il suo Transformers ideale.
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DIFETTI

  • Ambientazioni spoglie: se da una parte come appena detto i protagonisti godono di una realizzazione tecnica eccellente, purtroppo non si può dire lo stesso dei livelli di gioco, che risultano essere spesso spogli e anonimi, e anche l’interazione con l’ambiente è ridotta al minimo e limitata alle coperture. Mi sarei aspettato anche una buona distruttibilità dello scenario per sottolineare la devastante potenza di fuoco dei robot, e invece a parte qualche piccolo dettaglio tutto rimane esattamente come è, anche dopo un bombardamento a tappeto.
  • Trasformazioni a volte inutili e difficili da controllare: La caratteristica principale dei Transformers è, appunto, trasformarsi. Eppure in alcuni livelli questa peculiarità che dovrebbe essere fondamentale si rivela letteralmente inutile, e se il gioco stesso non ci ricordasse di usare la trasformazione (ad esempio mettendoci delle strade aperte da percorrere in forma veicolare solo per andare più veloci, oppure dei tunnel stretti che non possono essere attraversati come robot) spesso ci dimenticheremo di questa possibilità. Inoltre i mezzi terrestri soffrono di un modello di guida piuttosto impreciso in curva che ci porta a sbandare o obbligandoci a fermarci per poi ripartire. Discorso diverso invece per le trasformazioni in mezzi aerei, che oltre ad avere una migliore maneggevolezza si rivelando anche molto più utili in battaglia, con la possibilità di fuggire da una situazione difficile volando via e bombardando dall’alto in attesa che gli scudi si rigenerino.
  • Multiplayer un po’ sbilanciato: magari è un’impressione solo mia, ma ho trovato il multiplayer competitivo di Transformers: la Caduta di Cybertron lievemente peggiore rispetto al predecessore, con un evidente sblinciamento delle classi a favore del Titano, mentre le altre 3 (Scienziato, Distruttore, Infiltratore) si trovano più svantaggiate, con il risultato che nella maggior parte delle partite mi sono trovato contro (o con) squadre di soli Titani, eliminando così la varietà e la tatticità che ci sarebbe stata nelle partite con diverse classi sul campo.
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COMMENTO FINALE

Transformers: la Caduta di Cybertron è decisamente un ottimo gioco che ogni appassionato della serie dovrebbe giocare. Un vero e proprio tributo di High Moon Studios ad una serie che ha segnato più generazioni, rendendo giustizia ad un brand reso ridicolo dagli orribili tie-in ispirati alle pellicole cinematografiche. Se invece non siete mai stati appassionati il gioco si rivelerà comunque un ottimo sparatutto in terza persona con diverse varianti originali, inoltre questo e il capitolo precedente sono un ottimo inizio per innamorarsi delle vicende di Optimus Prime e compagnia.


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