Recensione Fallout: New Vegas

Dopo l’enorme successo di Fallout 3, tocca agli studi Obsidian prendersi carico dell’eredità del titolo Bethesda proponendo Fallout New Vegas. Un lavoro arduo da compiere in quanto molte sono le aspettative dei videogiocatori che amarono le desertiche ed inospitali terre della Washington DC post-nucleare. In New Vegas ci sposteremo nel territorio del Mojave, dove si trova ancora intatta la lussureggiante Las Vegas, circondata dalle montagne e da vaste pianure desertiche. Il nostro alter-ego è un corriere della zona contaminata, che, durante una delle sue spedizioni, viene intercettato da un misterioso gruppo di uomini che lo uccidono e seppelliscono. Miracolosamente veniamo però salvati da un robot e ci troveremo nella piccola cittadina di Goodspring. Da qui partiremo alla caccia del nostro assassino finendo immischiati negli affari delle tre maggiori fazioni del Mojave che cercano di acquisire il controllo del territorio, costringendoci a scegliere per chi schierarci, modificando così le missioni che ci verranno assegnate e portandoci ad uno dei quattro finali disponibili. Una trama più interessante del precedente capitolo, ma che nasconde un gameplay sostanzialmente invariato che mantiene pregi e difetti del titolo Bethesda. Ancora una volta quindi saremo completamente liberi di vagare per le selvagge wasteland decidendo come completare le missioni principali e secondarie, esplorando città e rovine del Mojave e venendo a contatto coi vari abitanti coi quali potremo avere rapporti positivi o negativi, delineando così la nostra reputazione con un determinato gruppo o tribù, che potrà essere visualizzata dal nostro Pip-Boy. Maggiore la nostra reputazione, maggiori i vantaggi che otterremo dagli altri abitanti del Mojave. Questa aggiunta va a migliorare significativamente l’esperienza di gioco, rendendola più realistica ed immersiva, ma che va a rendere praticamente inutile il sistema di Karma già presente in Fallout 3. Al pari di quest’ultimo, potremo poi migliorare le abilità del nostro corriere salendo di livello (fino ad un massimo di 30) potenziando le capacità di uso di armi di svariato genere, oppure di mimetizzazione o ancora di sopravvivenza… Ancora presente è il sistema di mira automatico che ci permetterà di fermare il tempo permettendoci di decidere che parti del corpo dei nemici colpire a nostro piacimento, affiancato da una percentuale che indica la probabilità di successo del colpo sparato. Il sistema di combattimento mantiene tuttavia i vecchi difetti di legnosità ed imprecisione generale dei comandi. Tecnicamente New Vegas spinge al massimo il motore grafico Gamebryo, regalando panorami mozzafiato e più vari: dalle luci di Vegas si passa ai sobborghi e al ghetto malfamato, passando al deserto fino alle montagne e alle zone innevate circondate da alcuni boschi. Sfortunatamente a tale spettacolo si aggiungono i molteplici bug grafici e vistosi cali di frame rate che vengono accompagnati da un adattamento in italiano non sempre molto preciso e da vari problemi di simile natura. Anche New Vegas vanta una grandissima longevità (circa 20 ore per la campagna principale, fino a 70 per esplorare tutto il mondo di gioco) incrementata ancor di più dal fattore rigiocabilità decisamente più marcato, dal momento che molte missioni saranno contrastanti l’un l’altra e non sarà possibile completarle tutte giocando solo una volta il gioco. Fallout New Vegas si conferma ancora una volta come un titolo estremamente affascinante, longevo e divertente, reso ancora più appassionante da una trama più curata e da un ambiente di gioco più immersivo, consigliato a chi ama giochi in cui è la libertà data al giocatore a farla da padrone ed un acquisto obbligato per gli amanti del precedente capitolo.

 

GRAFICA: 8

SONORO: 8,8

DIVERTIMENTO: 9

LONGEVITA’: 9,5


TOTALE: 8,9


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