Recensione Metal Gear Solid 4: Guns Of The Patriots

La saga di Metal Gear Solid divenne fin dal primo capitolo uno dei brand più lodati degli ultimi 20 anni. Ecco perché, giunti di fronte all’ultimo episodio, la conclusione e snodo di tutti gli intrighi della magistrale macchina teatrale di Hideo Kojima, si venga colpiti inevitabilmente dall’effetto hype. Con grandi speranze ci mettiamo col pad alla mano e iniziamo l’ultima avventura di Solid Snake…In Metal Gear Solid 4 il nostro eroe, invecchiato in maniera decisamente prematura, riceve il suo ultimo incarico: sconfiggere Liquid Ocelot, rinato nel corpo di Revolver Ocelot. Nel corso delle abbondanti 30 ore per completare il gioco, senza rovinare troppo le sorprese, l’ambientazione di gioco passerà ora da una zona urbana, ora ad una montuosa fino a grandi complessi lontani dai centri abitati, il tutto dislocato nel corso dei 5 atti in cui è divisa la storia. Dopo un lungo video introduttivo, metteremo mano ad un nuovo sistema di controllo: seguendo la scia di MGS3 Subsistance, l’inquadratura sarà in terza persona, abbandonando la vecchia visuale isometrica. Fulcro del gameplay, come sempre, sarà la necessità di nasconderci dai nemici, dotati di una buona IA in grado di mettere più volte il giocatore alle strette, specialmente ai livelli di difficoltà più alti; ecco quindi che in nostro aiuto viene la Octocamo, una veste speciale in grado di fortificare i muscoli di Snake (rendendolo capace di sopportare i mali della vecchiaia) ma soprattutto di mimetizzarsi una volta toccata qualsiasi superficie. Il giocatore tuttavia non si troverà quasi costretto ad adottare solo manovre stealth come in passato, dal momento che, per i meno pazienti, sarà disponibile un enorme e variegato arsenale acquistabile tramite un negozio oppure ottenibile tramite la ricerca di armi nel campo di battaglia. Quest’ultimo sarà inoltre spesso caratterizzato da scontri armati tra fazioni avverse lasciando a noi la scelta se proseguire evitando i proiettili o partecipando attivamente alla sparatoria.L’ampio ventaglio di possibilità date al giocatore tuttavia tende a scemare man mano che si prosegue nell’avventura dal momento che, mentre i primi due atti vantano mappe estremamente grandi ed una grande libertà, gli ultimi tre si fanno via via più lineari, cosa tuttavia obbligata in molti casi anche per necessità di trama.La storia di Metal Gear Solid è infatti certamente una delle più affascinanti mai realizzate, complessa e spesso toccante, in grado di regalare forti emozioni a chiunque la conosca sin dal primo episodio. Inutile dire però che tutti coloro che si avvicinano per la prima volta alla saga si sentiranno certamente spiazzati di fronte ad una mole di cut scene lunghe e di impossibile comprensione senza una conoscenza minima della storia. Tutti gli altri però potranno godere di una regia maestrale unita a moltissimi colpi di scena, uno dietro l’altro, fino a giungere all’epilogo. Ad infarcire maggiormente il pacchetto offerto da MGS4 vi sono poi boss fight epiche e mai simili tra loro, che vengono ancor meglio enfatizzate dalla splendida colonna sonora di Harry Gregson Williams, storico compositore della saga, nonché famoso in ambito cinematografico. Anche in MGS4 è presente una modalità online, sorprendentemente ricca e fresca nelle meccaniche, che riesce ad amalgamare sapientemente il gameplay del single player alle meccaniche di uno shooter tattico. Piacevole e curato, penalizzato da un lag spesso presente.Anche tecnicamente MGS4 si difende egregiamente, con animazioni e texture all’altezza ed effetti particellari ottimi e così anche la resa dei volti.In conclusione, Metal Gear Solid 4 si rivela un grandioso epilogo della saga made in Kojima, in grado di emozionare, commuovere e divertire. Un capolavoro strepitoso che da solo varrebbe l’acquisto della console Sony pur di esser giocato, a patto di “studiarsi” per tempo la trama dei precedenti episodi oppure ancor meglio, dopo esserseli giocati tutti quanti.

 

 

GRAFICA: 9

SONORO: 9,8

DIVERTIMENTO: 9,2

LONGEVITA’: 9,3


TOTALE: 9,6


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