Recensione ICO

Molti appassionati si sono posti sempre una domanda: “i videogiochi possono essere arte?”
Il team di Fumito Ueda risponde con ICO, per PS2. E la risposta è un altisonante “sì”.
Protagonista di questa particolarissima avventura è Ico, un bambino nato con un vistoso paio di corna. Sfortuna vuole che questa caratteristica sia vista come un presagio nefasto da parte degli abitanti del villaggio di Ico, che lo conducono in un enorme castello ove tutti i “cornuti” vengono imprigionati come vittime sacrificali.
Il giovane riesce nonostante tutto a liberarsi dalla minuscola cella in cui si trova rinchiuso, e cercherà di scappare dalla sua prigione, venendo a contatto con una splendida e quasi eterea ragazza, Yorda, perseguitata da alcune misteriose e minacciose ombre.
Il gameplay di ICO si rivela estremamente semplice a partire dai comandi che dovremo utilizzare: uno per saltare, uno per attaccare ed un altro per chiamare a noi Yorda e prenderla per mano. Nelle varie sezioni di gioco infatti il nostro obiettivo sarà quello di risolvere intricati enigmi di difficoltà crescente, al fine di far proseguire insieme a noi la bella Yorda. A complicarci le cose ci saranno inoltre le “ombre”, che tenteranno di risucchiare in una sorta di buco oscuro la ragazza, con conseguente gameover.
A questa semplice ma interessante formula di gioco si affianca tutto un susseguirsi di ambientazioni evocative, desolate ed imponenti, assolutamente originali e praticamente introvabili in altri titoli. L’emozione suscitata da “ICO” è qualcosa di inspiegabile ed unico: i soli tentativi di dialogo tra Ico e Yorda (i quali parlano due lingue diverse, entrambe inventate) lasciano il segno per la loro semplicità e tenerezza.
Ad aumentare tutto ciò vi è un comparto sonoro favoloso, che lascia spazio specialmente ai suoni ambientali, introducendo solo occasionalmente tracce musicali di grandissima qualità. I silenzi, intervallati dal rumore delle onde del mare o degli uccelli, regalano ora momenti di tranquillità, ora di insicurezza e timore.
Non manca inoltre un motore grafico all’altezza, che, nonostante gli anni, riesce ancora a regalare scorci mozzafiato e colorati con una palette cromatica ottima; essa varia da colori molto caldi a tonalità più fredde, in base all’ambientazione ma anche alle vicissitudini della trama, cosicché, ad esempio, in sequenze più “tristi”, si ottengano colori più scuri e cupi.
In un crescendo di emozioni, ICO conduce il giocatore fino ai titoli di coda, che arrivano però troppo presto (si parla di circa 5-6 ore).
Nonostante questa unica pecca, ICO è davvero una delle più grandi perle disponibili su PS2 ed in generale su tutte le console, che merita di essere giocato e gustato da chiunque sia interessato a provare una esperienza videoludica unica e particolare.

GRAFICA: 8,8

SONORO: 9

DIVERTIMENTO: 9,6

LONGEVITA’: 7,8
TOTALE: 9,5


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  1. Avatar Davide

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