Recensione Killzone 3

La saga di Killzone vede le sue radici nella vecchia PS2, con il primo episodio che passò sfortunatamente un po’ in sordina ma che comunque si dimostrò  un titolo dalle buone possibilità. Passano gli anni e si viene a creare un enorme hype per il secondo episodio, in uscita per PS3, che vantò una grafica sensazionale, ma che a conti fatti non portò nulla di nuovo nel mercato, presentando una campagna lineare soppesata perlomeno da un buon online. E’ ora il turno di Killzone  3, i ragazzi di Guerilla saranno riusciti a rimediare ai vecchi errori? Vediamolo subito…

La trama di Killzone 3 prende mossa subito dopo gli eventi di Killzone 2, con un centinaio di soldati ISA costretti a fuggire dall’esercito Helgast. Nel corso dell’avventura alcuni colpi di scena comporteranno numerosi cambi di piano da parte delle forze ISA fino a giungere all’epilogo, e il che richiederà all’incirca 10 ore. Una trama ancora una volta molto piatta e lineare ma che si rivela se non altro più interessante di quella di Killzone 2. Il nostro alter ego sarà ancora Tomas Sevchenko, supportato dall’amico Rico. Proprio la cooperazione con Rico, o comunque insieme a qualunque altro soldato veniamo affiancati, si rivela necessaria, dal momento che, ogni volta che moriremo, il nostro compagno cercherà di raggiungerci e curarci, a patto di non essere troppo distanti e di non essere morti già troppe volte. Ciò rende il gameplay molto meno frustrante e invoglia ad un atteggiamento più “ponderato”, dato che mantenere le distanze dall’IA compagna comporterà l’impossibilità di esser curati in caso di morte. L’IA nemica infatti difficilmente perdonerà i nostri errori, rivelandosi incredibilmente aggressiva ed intelligente, tranne per quei rari momenti di “idiozia” in cui vedremo soldati imbambolati a guardare il muro. Per il resto, poche novità sul fronte del single player: l’azione di gioco si sviluppa in maniera estremamente lineare, fatta eccezione per brevi, ma comunque sempre molto guidate, sezioni a bordo di veicoli tra cui esoscheletri, rompighiaccio e astronavi. Seppur l’azione non sia sempre molto avvincente, i passi avanti  per rendere questo episodio più appassionante si vedono, e rispetto a Killzone 2 si denota un certo impegno, anche nel presentare un numero maggiore di ambientazioni, dalle rovine cittadine, ad una insidiosa giungla fino ai ghiacciai. Il tutto contornato come sempre da una grafica di primo livello, un vero spettacolo per gli occhi. Moltissimi dettagli, texture definite, il tutto senza un solo calo di frame rate. Il comparto sonoro è caratterizzato da alti e bassi: ad una soundtrack che varia tra il buono ed il discreto  (con qualche picco di qualità) si passa ad un doppiaggio non sempre convincente e per di più fuori sincronizzazione più volte.  Ottimi invece gli effetti sonori, realistici e ben realizzati.

Il comparto multiplayer ha subito invece delle modifiche più consistenti, dall’eliminazione della classe d’assalto, considerata troppo potente, fino alla ben più corposa aggiunta di un sistema di sblocchi che ci permetterà di acquistare nuove armi per le varie classi, miglioramenti per le loro abilità eccetera. Le modalità di gioco sono ancora Guerilla, cioè il deathmatch a squadre, Zona di guerra, un susseguirsi di vari obiettivi che variano tra la difesa di un punto all’assassinio di un giocatore nemico, e la nuova arrivata Operazioni, una modalità di attacco/difesa dove le forze ISA avranno come obiettivo la distruzione di determinate strutture helgast mentre quest’ultimi dovranno cercare di impedirglielo. Le mappe sono generalmente piuttosto grandi e il lavoro di rifinitura delle classi si vede, ma sfortunatamente più di una risulta essere potenziata troppo: per esempio la spia, in grado di travestirsi da nemico, è ora in grado, raggiunto il massimo della propria abilità, di mantenere il camuffamento anche mentre spara verso di noi. La presenza di più mappe che permettono spawn camping, un grande caos generale e la calibrazione mal riuscita di certe classi, penalizza irrimediabilmente quella che poteva essere un’ottima esperienza multiplayer.

In sintesi, Killzone 3 cerca, ed in piccola parte ci riesce, a rimediare agli errori del passato, con una campagna più avvincente ed un multiplayer più rifinito, pur dovendo ancora limare più difetti su entrambi i fronti. In ogni caso un buon gioco che si rivela divertente e nel complesso piuttosto longevo, in grado di soddisfare gli amanti degli FPS.

 

GRAFICA: 9,7

SONORO: 8,2

DIVERTIMENTO: 8,4

LONGEVITA’: 9
TOTALE: 8,3


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