Red Dead Redemption – Recensione

Sono pochi i titoli di questa gen videoludica in grado di immergere davvero il giocatore all’interno di un universo suggestivo ed intrigante. E’ questo il caso di Red Dead Redemption, prodotto dalla sempre più prolifica Rockstar: abbandonate le moderne (e corrotte) città dei vari GTA, i ragazzi di San Diego cambiano completamente ambientazione, portandoci nel vecchio West, un ambiente che da sempre ha affascinato cinema e letteratura, ma che in rari casi è stato riprodotto in maniera adeguata da un’opera videoludica.Vestiremo i panni di John Marston, un uomo dal passato oscuro, costretto a vagare dall’America al Messico alla ricerca di alcuni fuorilegge per poter tornare alla sua famiglia. Marston si rivela un personaggio complesso, cinico e disincantato, dotato di sangue freddo e di una certa verve comica, e riesce facilmente a diventare apprezzato agli occhi del videogiocatore. Nel corso della sua avventura, Marston verrà a contatto con individui di ogni tipo, da sceriffi a truffatori fino a dittatori locali, il tutto a far da contorno ad una trama interessante e caratterizzata da uno dei finali più profondi e commoventi degli ultimi anni.Come da tradizione Rockstar, il gameplay riprende la struttura free-roaming, permettendoci di esplorare liberamente l’enorme mappa di gioco dedicandoci a minigiochi come il poker,ad attività tipiche del far west, come la caccia, o ancora a missioni più “violente” come i lavori da cacciatore di taglie. Il sistema di combattimento ricalca quelli dei TPS, con una visuale in terza persona unita alla possibilità di prendere copertura dietro agli oggetti presenti nell’ambiente; potremo poi metter mano su un vasto campionario di armi del tempo, dai revolver ai fucili fino all’immancabile lazo da cowboy con cui legare i criminali (o le povere fanciulle). Ciò che varia la componente shooting del titolo è la presenza di una sorta di bullet time, detto “Dead Eye”, grazie al quale saremo in grado di rallentare brevemente il tempo prendendo con tutta calma la mira sui malcapitati che vorremo uccidere.Seguendo le missioni principali del titolo ci lanceremo in imprese tipiche degli spaghetti western: duelli, assalti ai treni, combattimenti in città abbandonate rappresentano solo alcune delle situazioni in cui saremo catapultati nel corso della nostra avventura.Una avventura estremamente longeva per di più: l’enorme mole di attività a cui dedicarsi, unita ad un numero decisamente alto di missioni principali portano la durata di Red Dead Redemption a livelli elevatissimi, senza che la noia riesca mai a subentrare.Ciò che tuttavia più riesce a colpire è la grande capacità di questo titolo di immergere il giocatore: correre sul dorso di un cavallo al tramonto attraverso una immensa e desolata prateria regala emozioni che difficilmente si provano con altri videogiochi.C’è da dire che anche la resa grafica ha la sua parte in questa “opera di immersione del giocatore”: per quanto la definizione delle texture non faccia gridare al miracolo, il motore grafico di RDR regala scorci mozzafiato, il tutto con cali di frame rate o pop up quasi inesistenti, ed una realizzazione delle animazioni e dei volti ottima. Si può passare sopra alle sporadiche compenetrazioni poligonali degli elementi di gioco.A chiudere il tutto vi è infine una colonna sonora strepitosa, azzeccata in ogni momento, che passa da musiche di sottofondo in tema con l’ambiente in cui ci troviamo, ad altre più movimentate sino a raggiungere quelle più toccanti ed emozionanti.In aggiunta, al pari di GTA IV, anche in RDR è presente una modalità multiplayer, dove i giocatori potranno girovagare per il medesimo mondo di gioco del single player, decidendo di scontrarsi oppure di completare le varie sfide proposte dai ragazzi Rockstar.Red Dead Redemption si rivela pertanto un gioco eccellente, che per molti versi può essere definito un capolavoro, in grado di regalare momenti di rara bellezza, longevo e divertente come pochi.

 


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