Heavy Rain – Recensione

Un cambio di rotta

Nel corso degli anni abbiamo potuto vedere come il confine tra videogioco e cinema sia diventato sempre più labile. Dopo l’esperimento amato/odiato di Farenheit, i ragazzi di David Cage cercano ora con Heavy Rain di eliminare definitivamente questo confine.
Il titolo in questione è davvero difficile da inquadrare, innanzitutto perché non si tratta di un videogioco nel senso stretto del termine; il termine che più si adatta è “film interattivo”.
Un film dai toni estremamente cupi e drammatici.

4 personaggi in cerca di killer

 

Heavy Rain narra infatti le vicende di un padre a cui è morto il figlio, una donna che soffre di insonnia, un detective privato e un agente dell’FBI, tutti legati da un solo filo: l’assassino dell’Origami. I 4 si trovano a dare alla caccia al killer, i cui obiettivi sono sempre bambini tra i 9 e 13 anni, affogati e poi abbandonati per strada con un misterioso origami nella mano.
In una disperata corsa contro il tempo saremo quindi chiamati ad indagare sull’assassino, scoprire la sua identità ed impedire che la sua prossima vittima muoia.

Film o videogioco?

Elemento caratteristico del prodotto dei Quantic Theory è la libertà di scelta: in ciascun capitolo manovreremo uno dei nostri alter ego, e starà a noi decidere come raggiungere il nostro scopo: anche le più piccole scelte potranno portare cambiamenti significativi alla storyline, cambiamenti che troveranno la loro conclusione in uno dei numerosissimi finali del gioco. Svelare anche il più insignificante dettaglio della trama, che riprende lo stile di blockbuster come Seven, sarebbe un crimine, ma va detto che ogni nostra azione avrà un peso, al punto che persino morire non porterà al game over ma al contrario gli eventi proseguiranno con i personaggi rimasti ancora in vita.
Il gameplay di gioco si struttura sostanzialmente come un grande Quick Time Event: per muoverci utilizzeremo la levetta sinistra e il tasto R2, ma per compiere le varie azioni apparirà sempre su schermo una icona che indicherà che tasto premere. Una piccola ed interessante aggiunta riguarda poi il tasto L2, con cui potremo visionare i pensieri del nostro personaggio.
La storia, dopo una prima ora sottotono, prende poi il via con un susseguirsi di eventi in grado di rapire letteralmente il giocatore, tenendolo incollato al pad.

… e non solo trama

Complici di ciò sono certamente anche un doppiaggio in italiano decisamente ottimo (che può vantare tra le sue file Pino Insegno) ed una colonna sonora azzeccatissima, davvero memorabile.
Dal punto di vista tecnico il gioco può vantare pregi grandissimi ma anche qualche difetto: la resa dei volti dei protagonisti è certamente una delle vette più alte mai raggiunte in questi anni, anche se di contro i personaggi secondari non possono fregiarsi di una cura altrettanto buona; secondariamente, a fronte di ambientazioni generalmente molto buone, elementi come un antialiasing non eccelso e un dettaglio delle texture non elevato non permettono ad Heavy Rain di vantare un motore grafico rivoluzionario, pur essendo comunque di altissimo livello.
Sfortunatamente, come è facile aspettarsi, Heavy Rain non dura molto: in poco meno di 10 ore si raggiungeranno i titoli di coda, lasciando come incentivo a ricominciare l’avventura la possibilità di fare nuove scelte.
Chiunque apprezzerà il titolo certo non si rifiuterà di trovare le altre decine e decine di soluzioni per completare il titolo, ma è naturale che, una volta terminato la prima volta, la carica di suspense scemi parecchio.

And the winner is…


In conclusione Heavy Rain è certamente uno dei giochi più particolari in circolazione, in grado di farsi largo tra la miriade di sparatutto ed action a cui siamo abituati. Di contro la sua natura di “film interattivo” fa sì che possa essere apprezzato solo da chi vuole vivere una esperienza diversa e assolutamente originale. Chiunque sia disposto a fare ciò potrà assistere ad una delle storie più coinvolgenti mai raccontate da un videogame.

 


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