Sleeping Dogs – Recensione

SCHEDA GIOCO
TITOLO: Sleeping Dogs
SVILUPPATORE: United Front Games
PUBLISHER: Square-Enix
DATA DI USCITA: 30-08-2012 (PC, PS3, Xbox 360)
GENERE: Action/Free Roaming
LINGUA: Inglese, sottotitolato in italiano

 

Requisiti minimi:
– OS: Windows Vista o Windows 7

– Processore: Core 2 Duo 2.0 GHz o Athlon X2 2.4 GHz
– RAM: 2GB
– Scheda video: compatibile con DirectX 10 or 11; ATI Radeon 3870 or higher, Nvidia GeForce 8800 GT or higher.
– Memoria della scheda video: 512 MB
– Scheda audio: compatibile con DirectX
– Spazio su hard disk: 15 GB
Features grafiche avanzate PC:
– Dettaglio dei piccoli oggetti incrementato
– Texture e ombre in alta risoluzione
– Filtri ombre in alta qualità
– Soft Particles
– SSAO in alta qualità
– Motion blur in alta qualità
– Anti-Aliasing migliorato

C’era una volta una serie chiamata True Crime… Iniziando questa recensione proprio come la dovessimo raccontare ad un bambino, abbiamo già messo in chiaro una cosa!
La serie True Crime, ci ha abbandonati.
Eh già, proprio perché Activision, non lo riteneva un brand di successo, ha chiuso baracca e burattini, ed ha lasciato al proprio destino uno dei migliori “GTA-Clones” degli ultimi anni. Dopo un primo episodio ben fatto (True Crime: Streets Of L.A.) ed un secondo episodio mai troppo valorizzato, anche se considerato dal sottoscritto migliore del capostipite (True Crime: New York City), Activision aveva pensato bene di proporre un nuovo capitolo sulla corrente generazione, ambientato nella luminosa ed esotica Hong Kong.
Purtroppo però, lungo il percorso, qualcosa si è inceppato… Nonostante i video di gameplay lasciassero presagire un divertente action-game, Activision (forse troppo impegnata a contare i soldi fatti con Call Of Duty), decide di interrompere tutto, di abbandonare lo sviluppo della creatura e di mandare a spasso gli 80 dipendenti del team Luxoflux (il team sviluppatore originario).
Il prodotto sembrerebbe destinato a finire nell’oblio più totale, destinato a divenire l’ennesimo illustre vaporware di questa generazione (come lo sono stati titoli promettenti come This Is Vegas e Ride To Hell), poiché nessuna software house si sognerebbe mai di accollarsi un prodotto che è stato giudicato un fallimento, un’occasione persa, ancor prima del raggiungimento della cosiddetta fase “Alpha”.
Ma, come dice il proverbio, ognuno avrà ciò che si merita!
E Square-Enix, deve aver pensato proprio questo, quando, dopo aver visto lo stato della produzione di True Crime: Hong Kong, ha deciso di afferrare al volo questa occasione, con tanto di sbeffeggiamenti sul precedente “padrone di casa”, Activision… Proprio il presidente di Square-Enix USA, Mike Fischer, ha dichiarato che Activision, è stata pazza ad abbandonare un prodotto così promettente, e che nel momento stesso in cui Square l’ha visto ha avuto la consapevolezza di aver scoperto un diamante grezzo.
Insomma, Square-Enix, è stata un pò “il Salvatore”, per questo titolo, affidato poi agli sviluppatori di United Front Games… Il titolo ha cambiato denominazione, per ragioni di copyright (Square-Enix, ha acquistato il lavoro, ma non il marchio di True Crime), ed è diventato così Sleeping Dogs.
Ci avrà visto giusto Square-Enix, su Sleeping Dogs? Scopriamolo…

Wei Shen, è nato e cresciuto ad Hong Kong, nei sobborghi del quartiere di Old Prosperity, tra un’infanzia di piccoli crimini e povertà, la sua famiglia decide di trasferirsi a San Francisco, dove una volta divenuto adulto si arruolerà nel dipartimento di polizia locale.
In seguito ad un’operazione congiunta tra la polizia di San Francisco e il dipartimento di Polizia di Hong Kong, Wei viene inviato nella sua città natale, come infiltrato, per tentare di annientare definitivamente le triadi locali.
Ed è proprio grazie ad un vecchio amico d’infanzia, Jackie Ma, che lui riuscirà ad entrare nella più potente triade locale, la Sun On Yee (riferimento alla realmente esistente triade di Sun Yee On)… Proprio da questo momento, inizierà la scalata ai ranghi della triade di Wei Shen, con inseguimenti al limite, sparatore forsennate, dilemmi interiori del protagonista, e soprattutto tante, ma tante mazzate!

COMPARTO GRAFICO
Leviamoci subito il sassolino dalla scarpa… Il comparto grafico di Sleeping Dogs, è senza dubbio l’anello debole del titolo.
Assistiamo senza dubbio ad uno spettacolo dignitoso, con una Hong Kong ottimamente realizzata, grazie soprattutto all’ispiratissimo design della potente città-nazione asiatica. Ma purtroppo assistiamo in molti casi a textures poco definite, e soprattutto ad un marcatissimo tearing  (specialmente negli spazi più chiusi) e ad un ancor più marcato aliasing. Anche le ombre soffrono di un marcato aliasing, e spesso assistiamo a dei bug piuttosto grossolani… Capiterà di vedere degli abitanti che si incastrano nei palazzi, oppure una cattiva gestione dei “rag-doll” (l’animazione post-morte dei nemici).
Nulla che possa rovinare in maniera significativa l’esperienza di gioco, ma indubbiamente il comparto grafico, è quello che ha risentito maggiormente della lunga e travagliata gestazione del titolo.
Discorso a parte per la versione PC, che grazie ad una serie di features interamente dedicate, offre un colpo d’occhio veramente notevole e privo di qualsivoglia bug.
Ottimo il motion capture, che restituisce una resa convincente dei volti, differentemente da quanto avvenuto dal concorrente Grand Theft Auto IV, in cui i volti sembravano a tratti troppo “plasticosi”, ma si tratta comunque di un gioco vecchio di 4 anni.
Di ottima fattura sono anche le animazioni dei personaggi, che risultano sempre molto naturali e piacevoli a vedersi, grazie anche all’ausilio del motore fisico Havok (già utilizzato in titoli come Assassin’s Creed, Top Spin 4 e L.A. Noire).
Menzione particolare, va alla realizzazione dell’acqua, la cui riproduzione digitale rasenta il fotorealismo (anche su console), consegnandoci spesso riflessi di luce solare, o riflessi di luce artificiale, semplicemente ottimi.
Anche il frame-rate, è sempre stabile, ancorato sui 30fps, anche nelle fasi più concitate.
Tutto sommato uno spettacolo dignitoso, ma che comunque, è costellato da difetti piuttosto grossolani.

COMPARTO SONORO
Di ottima fattura è il comparto audio, caratterizzato dalla solita mole impressionante di brani nelle autoradio (proprio come la tradizione vuole), che variano dal metal, al pop, fino alle tipiche musiche “spirituali” dal sapore tipicamente cinese. Purtroppo non è possibile creare una propria playlist personalizzata dei brani presenti, questa opzione, seppure molto valida, è presente finora solo in Saints Row The Third e nella versione PC di Grand Theft Auto IV.
Ottimo anche il doppiaggio in inglese, ottimamente interpretato, con un copione molto ben scritto, che non disdegna una buona dose di linguaggio colorito, in pieno stile Pulp Fiction… Inoltre anche gli accenti sono ben interpretati dai doppiatori, donando quella tipica intonazione cantonese, al parlato anglosassone… Tra i doppiatori presenti ci sono nomi di lusso tra cui Emma Stone (The Rocker, The Amazing Spider-Man), Lucy Liu (Charlie’s Angels e Slevin) e Robin Shou (Mortal Kombat, Death Race).

GAMEPLAY
Il gameplay rappresenta forse il vero punto forte del titolo Square-Enix/United Front Games, risultando vario, divertente, ma non per questo inaccessibile.
Come nei precedenti True Crime, a farla da padrone nelle fasi di giocato saranno le risse a colpi di arti marziali.
Il sistema di combattimento, è piuttosto semplice ed immediato, prendendo chiaramente spunto dal sistema adottato da Rocksteady per il suo Batman: Arkham City.
Ci sarà il tasto adibito ai colpi, un tasto per la presa ed un tasto per la contromossa, che dovrà essere premuto con tempismo, altrimenti sarà inutile. L’unico difetto (se possiamo chiamarlo tale) che affligge il sistema di combattimento, è l’IA degli avversari, che tenderanno ad attaccare uno per volta (un pò come accade nella serie Assassin’s Creed), rendendo piuttosto agevole il proseguo del combattimento.
Discorso a parte per le prese… Quest’ultime se effettuate vicino un’oggetto dello scenario illuminato, potranno brutalmente mettere fine alla vita del nostro avversario. Gli sviluppatori hanno denominato questo attacco, “Attacco Ambientale”.
Ma spesso a complicare le cose potrebbe essere l’elevato numero di nemici che quasi sempre affronteremo (anche 15-20 per volta), magari una nostra disattenzione rendere il combattimento un pò più vivo e dinamico, ma se sapete padroneggiare la tecnica ed il meccanismo, anche 15-20 nemici cascheranno come pere mature sotto i colpi di Wei Shen, esperto poliedrico di ogni genere di arte marziale… Dalle prese del Judo e del MMA, ai più raffinati calci del Jeet Kune Do, fino ai velocissimi pugni del Kung Fu.

“Svuota la tua mente.
Sii senza forma.
Senza limiti, come l’acqua.
Se metti dell’acqua in una tazza,
l’acqua diviene tazza.
Se la metti in una bottiglia,
diventa la bottiglia.
In una teiera, diventa la teiera.
L’acqua può fluire o spezzare.
Sii come acqua, amico mio.”
Cit. Bruce Lee

Dopo la piccola parentesi spirituale, riprendiamo la descrizione del gameplay… Per incrementare le abilità di Wei, è presente anche un sistema di crescita del personaggio, molto ben realizzato, e che a conti fatti, rappresenta una novità per il genere.
Saranno presenti 3 rami diversi dedicati alla crescita del personaggio: Triade, Poliziotto e Corpo a Corpo.
Inutile dire che per ottenere PE spendibili nel ramo Triade, dovremo compiere missioni per conto della Triade… Stessa storia per il ramo Poliziotto.
E per il Corpo a Corpo? Per quest’ultimo ramo di crescita, dovremo restituire delle preziose statue di giada, al dojo di un nostro amico d’infanzia, che come ricompensa ci permetterà di scegliere quale tipo di mossa apprendere.
Wei potrà anche usufruire di alcune particolari mosse acrobatiche, con la semplice doppia pressione del tasto A (oppure X). Infatti potrà agilmente scavalcare recinzioni,arrampicarsi su alcune impalcature e perfino saltare da un veicolo all’altro in corsa senza la minima difficoltà, aggiungendo un piccolo tocco di platforming al già vario gameplay.
Il sistema di guida, è palesemente arcade… Forse anche troppo! I veicoli si maneggiano con una facilità disarmante, consegnando al videogiocatore un feeling divertente invero, ma con un effetto troppo posticcio, diametralmente opposto al sistema di guida pseudo-simulativo presente in Grand Theft Auto IV, che, se saputo maneggiare, sapeva offrire grandi soddisfazioni.
Ad aggiungere un ulteriore tocco di varietà (come se non ce ne sia già abbastanza) ci sono dei simpatici minigiochi di hacking durante le missioni, completabili tramite l’utilizzo del nostro palmare/cellulare.
Potremo crackare telecamere e sistemi informatici, calibrare cimici e perfino tracciare il segnale di una chiamata esterna (James Bond gli fa un baffo!).
Anche dal lato sparatutto il gioco si difende molto bene, con un gameplay molto classico… E’ presente un sistema di copertura, si spara tramite la pressione dei due grilletti e abbiamo perfino una sorta di bullet-time, che si può attivare solo ed esclusivamente dopo aver scavalcato un ostacolo… E anche in questo caso l’ottimo feeling e il divertimento sono assolutamente assicurati!
Che dire… Una simile varietà di gameplay non si era mai vista in un Action/Free Roaming, neanche nel principe del genere Grand Theft Auto!

LONGEVITA’
La longevità delle missioni principali, si attesta sulle 10-12 ore, che, considerando gli standard del free-roaming, risulta essere estremamente ridotta… Ma sarà impossibile per tutti i videogiocatori, non perdersi tra le mille attività che popolano l’affascinante ed esotica città-nazione di Hong Kong.
Potremo compiere favori, liberare le strade dagli spacciatori di droga, cantare al karaoke, intraprendere relazioni sociali col gentil sesso, cimentarci in corse clandestine, riscuotere il pizzo, rapinare furgoni portavalori, picchiarci selvaggiamente nelle arene, giocare a mahjong e perfino scommettere sui combattimenti tra galli!
Insomma, di attività Hong Kong ne è piena… Tanto piena da succhiare ben 20-22 ore al vostro tempo.
Tuttavia, dei finali alternativi ed una diversa ramificazione delle missioni (come accadeva nei precedenti capitoli della serie True Crime), sarebbero stati molto graditi… Ciò che non ho gradito, è stato l’immediato annuncio di Square-Enix di un piano semestrale dei DLC, sperando che questi non siano stati castrati dalla versione originale del prodotto.

CONCLUSIONE
Square-Enix, ci ha visto giusto… E anche parecchio! Sleeping Dogs è un titolo divertente, longevo, che non stanca mai e che in alcuni componenti scavalca anche il principe Grand Theft Auto.

Purtroppo alcuni difetti grafici (almeno su console), la linearità della campagna ed alcune imperfezioni di contorno, non gli permettono di aggiudicarsi lo scettro… Ma senza dubbio tutti gli amanti degli Action/Free Roaming, o gli amanti dei videogame ben fatti in generale, non possono lasciarsi sfuggire questo titolo dalla grande personalità.
Sleeping Dogs, non è un titolo perfetto… Ma senza ombra di dubbio, meritava la resurrezione come l’araba fenice, dalle proprie ceneri.
Activision ha mollato un titolo enorme e vario… Che si sia lasciata accecare dal vile Dio Danaro, che ha guadagnato con Call Of Duty?
Activision ha avuto ciò che si meritava…