Recensione: Naughty Bear (PS3)

Scordatevi gli orsetti del cuore perché Artificial Mind and Movement ha stupito un po’ tutti con questo titolo, Naugthy Bear, gioco che sembrerebbe adatto ad un bambino a primo impatto, ma che si dimostra subito ideale per un altro target di utenti.

Vedere dolcissimi orsetti sterminati dal nostro tenero Naughty Bear susciterà in noi sentimenti contrastanti, l’ultra-violenza ci strapperà qualche sorriso, anche se ci porterà anche a riflettere sui disturbi che affliggono il nostro piccolo orsetto di pezza.
La trama è semplice e banalotta, il dispettoso Naughty Bear viene, per il suo carattere, emarginato dalla popolazione degli orsetti dell’ Isola di Perfection; un giorno, scopre che gli altri orsetti hanno organizzato una festa e lui non è stato invitato, decide allora di farsi giustizia da solo…
La grafica del titolo è veramente buona, seguendo uno standard della generazione, anche se saranno presenti molti piccoli problemini che renderanno la visualizzazione non eccelsa, intanto dei vistosi cali di frame-rate, alcune texture non perfette, ambientazioni un po’ troppo monotone e non particolarmente impreziosite da qualche novità. La grafica in ultima analisi risulta di discreto livello, anche se troppo banale, un po’ la sintesi del prodotto.
Il gameplay sarebbe potuto essere la scialuppa di salvataggio del titolo, ma è proprio qui che invece affonda inesorabilmente. Il gameplay, infatti, per quanto simpatico risulta essere noioso e ripetitivo, senza particolari innovazioni se non l’ultra violenza, che rappresenta l’idea teorica del titolo, unico punto fermo della produzione. Simpatica la lana uscire fuori al posto del sangue dei teneri orsetti . Avremo la possibilità di scegliere tra diverse armi per vendicarci degli altri orsetti, spinta da una meravigliosa voce fuori campo, che ci assegnerà le missioni, ma ciò non renderà particolarmente vario il gioco, le missioni si ripeteranno in maniera quasi identica da livello a livello, senza mai avere qualche novità di rilievo. Unica fase leggermente diversa saranno quei livelli in cui non dovremo uccidere, ma solo spaventare gli orsetti, nulla di particolarmente interessante ne’ divertente. L’unico pregio del gameplay è sicuramente la varietà (apparente) degli omicidi fattibili; per il resto il gameplay è molto legnoso, macchinoso e impreciso, e difficilmente potrà offrire divertimento per molte ore.
Il sonoro è uno dei punti di forza del titolo, veramente divertente e ben fatta, sia la voce fuori campo che ci guiderà, che pur essendo dolce e pacata ci spingerà ad uccidere gli altri simpatici orsetti; sia anche i rumori, alcuni veramente ben riprodotti, come i colpi di mazza da baseball, irriverenti ma divertenti. Il sonoro quindi ci farà assaporare benissimo il contrasto tra i dolci orsetti e la violenza del titolo.
La longevità del titolo è un altro dei tanti difetti del gioco, dura una manciata di ore, è estremamente facile, ed è difficilmente rigiocabile, a parziale supporto al titolo abbiamo la modalità multiplayer, che incrementerà di un paio di orette il titolo, ma nulla su cui fare affidamento se siete in dubbio se comprare o meno il titolo.
In conclusione consiglio di valutare attentamente se acquistare o meno questo gioco, infatti a fronte di un’idea attraente abbiamo una realizzazione imprecisa e carente sotto quasi ogni punto di vista, il divertimento già dopo un paio di scene tende a latitare a causa della grande ripetitività del gioco. Mi sento di consigliare il titolo soltanto a chi ha voglia di provare un titolo così originale, mettendo però in chiaro il concetto che difficilmente si resterà stupiti dal gioco e, che ben presto finirà a prendere polvere su qualche mensola, o peggio ancora rivenduto.
Peccato, occasione persa, sarebbe potuto essere un titolo apripista per il genere, invece non è altro che l’ennesimo tentativo fallito di innovare.

massiccio


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