Dungeon Souls – Recensione

Se si apre la ricerca di Steam e si cerca “dungeon crawler roguelike” ci troviamo di fronte a centinaia di risultati. Dungeon Souls appartiena ovviamente a questa categoria, ma riuscirà il titolo di Lamina Studios a distinguersi dalla miriade di prodotti simili? Non vi resta altro che leggere qua sotto per scoprirlo!

Titolo: Dungeon Souls
Sviluppatore: Lamina Studios
Publisher: Black Shell Media
Lingua: Inglese
Piattaforme: PC
Data di uscita: 02/12/2016

Come ho appena detto, Dungeon Souls si colloca nella categoria dei dungeon crawler con grafica top-down pixellosa, con elementi RPG e roguelike. Fin qua non si discosta molto dai suoi consimili.

Veniamo trasportati in una serie di livelli generati proceduralmente, pieni zeppi di ostici avversari, trappole mortali, oggetti da raccogliere e negozi dove spendere l’oro racimolato. Insomma un titolo che potrebbe essere l’archetipo del suo genere, ma che non riesce invece a convincere fino in fondo.

Ho trovato il gameplay divertente nelle prime partite, ma che diventa rapidamente ripetitivo. Non è che si possa parlare di un vero e proprio senso di noia, ma ripetere sempre i soliti schemi dopo poco fa perdere di interesse nel proseguire il gioco. Sbloccati gli elementi che permettono di aprire un portale, si passa al livello superiore, sempre dopo aver sconfitto una moltitudine di mostri e mostri che cercheranno di farci fuori in qualsiasi modo possibile. Possiamo aumentare la potenza dei nostri attacchi, trovare armi più potenti, ma sicuramente prima o poi moriremo e saremo costretti a ripartire da capo. Come dicevo le prime partire sono abbastanza divertenti e come vuole la tradizione recente, di un livello di difficoltà medio alto. Ho subito scoperto alcuni trucchetti che mi hanno permesso di sconfiggere con molta pazienza anche i nemici più tosti. Ma bisogna stare sempre in allerta, perché possono apparire dal nulla altri avversari che riusciranno a drenare molto velocemente i punti ferita. Con una levetta del pad spostiamo il personaggio, con l’altra indirizziamo gli attacchi. Ho trovato da principio un po’ imprecisi i controlli, ma dopo qualche tempo ho inziato ad impratichirmici, anche se rimane molto discutibile la scelta di questa tipologia di comandi. La direzione dell’attacco, soprattutto nelle fasi più concitate, non è ben indirizzabile, per cui rischiamo di essere sopraffatti soprattutto per la difficoltà di poter mirare in maniera corretta. Si possono selezionare dei colpi speciali che potremo acquisire con i punti abilità accumulati ad ogni passaggio di livello, che ci permetteranno di infliggere danni maggiori.

Ci sono dei tosti boss dai quali è consigliabile fuggire, in quanto come guerrieri alle prime armi avremo molta difficoltà anche solo a scalfirli.

I livelli sono ben realizzati dal punto di vista grafico, così come le animazioni che riportano alla memoria l’epoca nella quale i pixel grossolani la facevano da padrona. Però anche questo non è sufficiente a far emergere Dungeon Souls dalla mediocrità.

Sembra che in Lamina Studios abbiano puntato più sull’aspetto che sulla sostanza, aggiungendo anche un ottimo comparto audio che rimanda anch’esso alle retro glorie del passato, facendo perdere al gioco una componente del suo titolo, l’anima.

In Conclusione

Dungeon Souls appare come un titolo molto interessante, ma che non riesce a mantene le sue promesse. La bellezza di questo gioco risiede sicuramente più nei comparti audio/video che non nel gameplay. Non è un gioco brutto, ma ha la pecca di essere pedantemente ripetitivo, nonostante i livelli generati proceduralmente. Difficilmente si erge sopra la media dei suoi concorrenti ed è un peccato, perché con qualche accorgimento in più nella struttura del gioco sarebbe potuto essere un gioco molto più appetibile.

 


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