Shadow Tactics: Blades of the Shogun – Recensione

Non so quanti di voi ricorderanno i videogiochi della serie Commandos, ambientati nella Seconda Guerra mondiale. Dovevamo guidare un manipolo di coraggiosi infiltrati dietro le linee nemiche per compiere azioni di sabotaggio. Ho amato questa serie e adesso avere l’opportunità di giocare a Shadow Tactics: Blades of the Shogun (da ora in poi STBOTS) è stato come fare un salto nel passato. Ma sarà questo gioco un degno erede? Scopriamolo insieme.

Titolo: Shadow Tactics: Blades of the Shogun
Sviluppatore: Mimimi Productions
Publisher: Daedalic Entertainment
Lingua: Inglese
Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One, PC
Data di uscita: 06/12/2016

Il Giappone medievale è sempre stato ricco di sanguinose guerre tra i vari feudatari che volevano imporre con la forza le loro brame di potere.

Molti giochi hanno trattato quest’epoca storica nipponica, ma con STBOTS cambia il tipo di approccio. Dovremo infatti guidare un manipolo di cinque personaggi attraverso una serie di missioni che favoriranno il nostro Shogun nella conquista di potere e gloria. Nella prima missione, che funge anche da esaustivo tutorial, inizieremo impersonando il più classico degli assassini che vivono nell’ombra: uno shinobi. Attraverso il mouse e la tastiera iniziamo ad impratichirci delle regole base, come selezionare le varie azioni del personaggio, modificare lo zoom, spostare la telecamera per inquadrare al meglio la nostra zona d’azione e capire quali siano gli approcci migliori. Il gioco si svolge tutto in tempo reale, quindi dovremo pianificare bene ogni mossa, controllare i movimenti dei nostri avversari, verificare quali sono le zone d’ombra della loro visuale per cercare di non essere scoperti. Durante questa prima missione faremo conoscenza di altri due elementi del quintetto che poi avremo a disposizione durante le altre missioni. Incontriamo dopo poco sul nostro cammino un possente samurai, che ha nella forza e nell’abilità con la spada i suoi caratteri peculiari, in grado di sferrare possenti e letali fendenti e trasportare pesanti oggetti. Appare poi una figura particolare, ovvero un anziano e micidiale cecchino, che da lontano può aiutarci a togliere di mezzo scomodi avversari. Sono rimasto un po’ interdetto da questo personaggio, perché risulta anacronistico, ma che al contempo costituisce una preziosa risorsa per l’economia della squadra. Più avanti si uniranno al terzetto altri due personaggi, dei quali vi lascio il piacere della scoperta.

Le missioni sono strutturate per poter avere diversi approcci. Si può scegliere se essere dei letali seminatori di morte o delle silenziose ombre che silenziosamente compiono gli incarichi a loro attribuiti. L’utilizzo della squadra è fondamentale, per cui oltre ad una coordinazione perfetta delle varie azioni da parte nostra, si può ricorrere anche ad una modalità detta Shadow Mode. In pratica si tratta di programmare una sequenza di azioni, designando ogni singolo personaggio di un compito, per poi farle compiere all’unisono premendo il tasto “enter” sulla tastiera. Ho trovato molto interessante questa possibilità, soprattutto per risolvere da situazioni che sembravano senza via d’uscita. Ogni avversario ha un suo set di movimenti, per cui dopo aver osservato i vari patterns, si può studiare una strategia combinata per evitare di essere scoperti. Non è facile, soprattutto nelle prime fasi di gioco, dove ho dovuto prendere confidenza con i tempi di reazione di ogni membro della squadra, ma già alla seconda missione mi sono trovato perfettamente a mio agio nel compiere le varie azioni in Shadow Mode.
Il gameplay è quello di uno stealth-action in tempo reale,ma penso che questo l’abbiate già capito da quanto detto sopra. Coloro i quali sono abituato ad un sistema a turni si troveranno spiazzati dalla velocità dell’azione, che non perdona la minima sbavatura. Abbiamo il tempo di pensare e pianificare ogni nostra mossa, ma una volta che daremo il via alle danze, non ci potranno essere ripensamenti. La cosa più macchinosa è passare velocemente da un personaggio all’altro, perchè nei momenti più concitati rischiamo di perdere il controllo dell’azione e finire irrimediabilmente scoperti. Questo comporta un allarme generale e un riversarsi di truppe nemiche verso la nostra posizione. Si può anche combattere in campo aperto, ma ho constatato personalmente che ciò porta velocemente alla nostra disfatta. Quello che invece vi consiglio vivamente di fare è salvare molto spesso, con il tasto F5 della tastiera, per poter poi riprendere il gioco nel caso di qualche errore madornale, dal punto del salvataggio, premendo semplicemente F8. Ma state molto attenti, perché se salvate quando siete in un cul de sac, poi sarete costretti a ricaricare un salvataggio più remoto.

Ma anche se la difficoltà è elevata anche al livello più basso, devo ammettere che mai sono stato colto dalla frustrazione, anzi, ogni errore mi dava lo stimolo per continuare nell’avventura, affinare le mie tecniche e cercare la strategia migliore per affrontare con successo la missione.

Considerate che al livello più basso della scala della difficoltà del gioco, ho impiegato di media due ore per terminare ogni singola missione, ma leggere che il tempo limite per ottenere un punteggio più elevato di completamento è in media di venti minuti, mi sono sentito una vera schiappa. Sono sicuro che ci saranno sicuramente giocatori molto più capaci di me in grado di completare ogni missione nei tempi prestabiliti, ma alla fine non mi importa, perché quello che importa è divertirsi, non metter record.

Graficamente STBOTS è eccellente, con una realizzazione in cel-shading molto curata nei dettagli, con le animazioni dei personaggi e dello sfondo di ottima fattura. La mappa di gioco si può ruotare, come già dicevo poc’anzi, per ottenere una visuale migliore, così come zoomare in avanti o indietro, il tutto con una buona fluidità.

Anche il comparto audio, arricchito di un pregevole voice acting e completato da una solenne colonna sonora, è tecnicamente impeccabile.

In Conclusione

STBOTS è un gioco in grado di catturati e non lasciarti più andar via. Si possono passare ore a studiare tattiche, percorsi e strategie per poi accorgersi che ci può essere anche un altro modo per proseguire. La struttura stealth-action in tempo reale è sicuramente molto più complicata da gestire rispetto ad un gioco a turni, ma una volta imparate le meccaniche del gioco e raggiunta la necessaria coordinazione tra i cinque personaggi, scoprirete quanto possa essere affascinante e immersivo questo titolo. La possibilità di rigiocare ogni singola missione a più livelli di difficoltà lo rende un titolo sicuramente longevo e rigiocabile.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.