Non è semplice proporre dei sequel che siano all’altezza delle opere prime e quando venni a conoscenza dell’annuncio di Steins;Gate 0, ennesima visual novel nata dal franchise Steins;Gate, pensai subito ad uno dei tanti spin-off e prodotti correlati pubblicati in esclusiva giapponese, opere perlopiù dominate dal gusto per il fanservice e la volontà di spremere fino in fondo la gallina delle uova d’oro che questo marchio ha rappresentato per m.a.g.e.s. e .5bp. L’indifferenza iniziale, tuttavia, ha dovuto giocoforza lasciare spazio alla curiosità che mi suscitava la singolare premessa narrativa: questo capitolo non è né un sequel, né un “gaiden” (gioco ambientato in un universo differente, ma con gli stessi personaggi), bensì la storia che portò Okabe Rintaro, il protagonista di Steins;Gate, a non arrendersi al destino avverso. Un’avventura che corre parallela a quella originale e che in qualche modo fa luce su un nuovo lato della vicenda, a tratti ancora più struggente di quanto visto in passato.

Titolo: Steins;Gate 0
Sviluppatore: 5bp, nitroplus
Publisher: Pqube
Lingua: Audio giapponese, testo inglese
Piattaforme: PlayStation 4, PS Vita
Data di uscita: 29/11/2016

Da capo

Ambientato in una linea temporale parallela a quella del capitolo originale, Steins;Gate 0 è da considerarsi un sequel e al contempo parte integrante della storia originale, poiché narra le vicende che porteranno il protagonista ad inseguire il fantomatico concetto di “Steins;Gate”, ovvero una universo in cui la terza guerra mondiale non è mai avvenuta. Benché in fase di localizzazione i traduttori si siano sforzati di renderli fruibile come capitolo stand alone, è chiaro che questo “episodio zero” sia prima di tutto indirizzato agli appassionati e a coloro che conoscono già il variegato cast di protagonisti, le cui vicende personali si intrecciano a quelle dell’eroe principale in un continuo susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni a tratti sconcertanti. Purtroppo la premessa iniziale del gioco non fa altro che anticipare un punto fondamentale e determinante della trama del prequel, in cui lutto e trasporto emotivo giocano un ruolo fondamentale nell’esperienza che questa visual novel offre nelle sue decine di ore di gioco; un legame empatico che, seppur in modo parziale, può essere creato anche decidendo di iniziare proprio con questo episodio 0, per quanto il consiglio di chi scrive sia quello di recuperare il prima possibile il capitolo originale. Anche solo considerando il suo intrinseco valore.

Senza anticipare nulla (sarebbe un delitto!) si può certamente affermare che Steins;Gate 0 non solo proponga una tono della narrazione decisamente più disteso e maturo, considerando anche i temi trattati, ma si prende anche il tempo di seguire le vicende personali di alcuni comprimari che, in passato, non ebbero la fortuna di brillare di luce propria. Un cambio di prospettiva continuo che non solo aiuta ad affezionarsi maggiormente ai volti che da anni portano alta la fama di questo franchise, ma che in qualche modo arricchisce la narrazione al punto di avvicinarla maggiormente ad un vero e proprio racconto di classica fantascienza piuttosto che a una visual novel dominata dalla presenza di “waifu”. Ovviamente l’identità tipica della serie, a cavallo fra la cultura Otaku di Akihabara (famoso quartiere di Tokyo), e passaggi degni di un dorama giapponese con una spruzzata di teorie complottiste è rimasta la medesima, ma il ritmo narrativo che in qualche modo appesantiva la fruizione della prima parte della storia originale lascia sicuramente spazio a una scrittura più concisa, che pur indugiando su ore e ore di character development e spiegoni tecnici di sorta, riesce nella missione di risultare accattivante. Ottimo il cast di personaggi, ripreso nella sua interezza e arricchito da diverse nuove comparse – per lo più femminili.

0 è il passato conosciuto, 1 il futuro incerto

Steins;Gate 0 presenta una meccanica di gioco a bivi molto più semplice di quella vista in altre visual novel o nel prequel diretto, capace di portare il giocatore a vivere sei epiloghi di cui solamente uno realmente definitivo. Per poter modificare il corso della storia si dovrà semplicemente fare attenzione al comportamento del cellulare del protagonista, scegliendo accuratamente come comportarsi in determinate circostanze. In ogni caso, il titolo permette di salvare in ogni momento, e ogni singolo episodio in cui il giocatore è chiamato a prendere una decisione è preceduto da un salvataggio veloce che permette di caricare anche nell’attimo successivo ad una scelta, permettendo di sperimentare diverse scelte senza investire troppo tempo. Comoda, anche se è consuetudine del genere, la possibilità di saltare a pié pari le parti di testo già lette tramite una comoda meccanica skip che facilita così l’eventuale rilettura dell’opera in cerca di nuovi bivi. Si tratta in ogni caso di un modello di gioco standardizzato nel mondo delle visual novel, e benché molte abbiano tentato l’ibridazione con altri generi, come ad esempio la nota serie Danganronpa, Steins;Gate 0 si presenta come un’avventura testuale pura, senza troppi fronzoli. Questa sua natura ludicamente “scheletrica” potrebbe scoraggiare coloro che potrebbero avvicinarcisi in seguito alla visione dell’adattamento animato, arrivato in Italia grazie a Dynit e disponibile gratuitamente su vvvvid.it, ma al pari di un bel libro, seppur tradotto in un inglese semplicissimo e senza presentare particolari guizzi letterari, questa avventura di Okabe Rintaro e soci potrebbe rappresentare una ghiotta occasione per lanciarsi in una lettura appassionata. Ottimo, come sempre, il commento sonoro, che oltre a presentare una colonna sonora piacevole e ricca di brani toccanti può contare sulla collaborazione di artisti del calibro di Itou Kanako e Zwei, voci già prestate da tempo al franchise e al genere visual novel in generale. Buono anche il doppiaggio in lingua giapponese, che come sempre riesce in modo assolutamente convincente a trasmettere le emozioni – a tratti laceranti – che i protagonisti si trovano a vivere, colpo di scena dopo colpo di scena. Di ritorno anche l’illustratore Huke, che con il suo tipico stile deciso tratteggia un cast visibilmente più maturo, anche nelle tante illustrazioni che coronano i passaggi più importanti della storia.

In Conclusione

Steins;Gate 0 non stravolge quanto raccontato in passato dal ben più noto prequel, ma riesce nell’intento di proporre qualcosa di visibilmente diverso senza tradire le caratteristiche che lo resero famoso anche fuori dai confini giapponesi. Gli appassionati della serie anime che non fossero in vena di leggere per più di 40 ore di gioco, tuttavia, potrebbero preferirgli il futuro adattamento animato, previsto in arrivo sulle emittenti giapponesi nei prossimi mesi del 2017.

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.

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