Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali – Recensione

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Sconvolto dall’improvvisa morte del nonno, il giovane Jacob Portman (Asa Butterfield) si reca in Galles insieme al padre per intraprendere una terapia psicologica. In realtà Jake è alla ricerca della fantomatica “Casa dei ragazzi speciali” gestita da Miss Alma Peregrine (Eva Green) di cui tanto aveva sentito parlare proprio da suo nonno. Qui scoprirà un gruppo di ragazzi dagli incredibili “talenti”, sospesi in un loop temporale che ne preserva la vita e garantisce loro la sopravvivenza. La pace e la quiete sono però destinate ad essere turbate dall’arrivo del sig. Barron (Samuel L. Jackson) e dei temibili Vacui.

La voglia di raccontare storie calate in atmosfere magiche e misteriose è sempre stata una prerogativa di ogni produzione di Tim Burton, grazie anche ad una particolare capacità di andare a creare o scegliere protagonisti che potessero coerentemente calarsi all’interno di queste fantastiche realtà. Anche questi “ragazzi speciali”, almeno nelle loro premesse, sembravano poter essere i degni protagonisti burtoniani di una storia di freaks in un mondo ritagliato ad hoc, così ben inserito nella società ma così lontano da essa nel suo essere dimora di talenti e peculiarità.

Miss Peregrine: La casa dei ragazzi speciali si pone invece di fronte allo spettatore in modo totalmente diverso partendo da presupposti che tradiscono fin da subito la concezione di Burton che lo spettatore si aspetta (e dal quale recentemente viene sempre più tradito). Lo stesso Burton pesca infatti a piene mani dall’omonimo romanzo di Ransom Riggs non epurando affatto l’inadeguato tono young-adult dell’opera letteraria ma ponendolo alla base delle avventure di Miss Peregrine e dei suoi ragazzi. Malgrado premesse interessanti ed una partenza dai toni dark e misteriosi, il film segue un’evoluzione assolutamente lineare che non trova alcun beneficio narrativo se non quello del ritmo (decisamente più sostenuto e godibile nella seconda parte). Dopo aver rapidamente liquidato la tensione sull’incontro con i ragazzi e le loro capacità, la pellicola si limita infatti ad essere un mero action-adventure dall’aspetto tecnico rivedibile in cui tutti i dogmi del cinema burtoniano vengono meno lasciando il campo al mero intrattenimento per ragazzi.

Questo perché Miss Peregrine vuole darsi un tono di superiorità (dettato anche dalla scelta registica), ma si risolve inevitabilmente nel non essere poi tanto lontano da un Hunger Games di turno o un qualsiasi altro film che pone al centro del progetto delle semplicistiche avventure tra ragazzi, qualche tocco di puerile amore e i disperati tentativi di creare degli stereotipi viventi a cui lo spettatore possa affezionarsi e fantasticare oltre la pellicola stessa, in attesa del seguito. Ogni personaggio è mal sfruttato, relegato ad una parte anonima o evitabile, passando per un Samuel L. Jackson relegato nel ruolo che meglio esprime il concetto di “inadeguatezza filmica”.

Molti si aspettavano il ritorno del Tim Burton che latita da anni sul grande schermo, molti rimarranno delusi. Anche prendendo Miss Peregrine come un film a se stante, indipendentemente dal background del regista californiano, si nota come manchino completamente l’estro e la fantasia, la magia e il fiabesco. Resta solo l’assurda sensazione di trovarsi di fronte ad un film di un’attonita banalità e semplicità che, malgrado si ritrovi a parlare di ragazzi speciali, si dimostra ben lontano dall’essere quantomeno normale, figuriamoci speciale.

 

Scheda Film

Titolo: Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Jane Goldman, Ransom Riggs (soggetto)
Cast: Eva Green, Asa Butterfield, Chris O’Dowd, Allison Janney, Rupert Everett, Terence Stamp, Ella Purnell, Judi Dench, Samuel L. Jackson
Genere: Avventura, Drammatico, Fantastico
Durata: 128′
Produzione: Chernin Entertainment, Tim Burton Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Nazione: USA
Uscita: 15/12/16

Critico cinematografico, giurista e speaker. Classe '94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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