The Last Guardian – Recensione

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Chi sa cos’è un “vaporware”? Vaporware è un neologismo coniato nel corso dell’ultimo decennio che identifica quei titoli tanto chiacchierati e desiderati ma che non vedono mai luce per un problema o per un altro. Uno dei titoli che ha rischiato più e più volte di non vedere mai la luce è indubbiamente The Last Guardian che, dopo uno sviluppo travagliato durato anni, è stato finalmente pubblicato in esclusiva su PlayStation 4, tra le ovazioni di pubblico e critica.
Mostrato per la prima volta nel 2007 con un breve filmato in computer grafica, The Last Guardian fu ufficialmente annunciato solo due anni dopo, nel corso dell’E3 del 2009 con il nome di Project Trico, per poi sparire nell’ombra anche a causa della separazione di Fumito Ueda da Sony. Nel 2015, durante l’E3 dello stesso anno, Sony annunciò che il progetto sarebbe stato completato entro il mese di ottobre del 2016 (per poi essere posticipato a dicembre) in esclusiva su PlayStation 4. Ecco le nostre impressioni.

Titolo: The Last Guardian
Sviluppatore: Team Ico
Publisher: Sony Computer Entertainment
Lingua: Sottotitoli in italiano
Piattaforme: PlayStation 4
Prezzo: 59,90 euro
Data di uscita: 07/12/2016

Il mio amico Trico

Assegnare a The Last Guardian un genere è veramente difficile poiché potremmo definirlo come un platform, ma allo stesso tempo un puzzle game o un titolo strategico. Ma nulla di questo sarebbe corretto. Ci piace immaginare The Last Guardian come se fosse una favola; perché si, chi ha giocato gli altri prodotti del Team Ico sa bene quanto questi titoli cerchino di colpire l’emotività del giocatore attraverso le immagini, tralasciando trame complicate o dialoghi prolissi. The Last Guardian racconta a modo suo la storia di un ragazzo e di Trico, una sorta di grifone, due anime destinate a incontrarsi per motivi ignoti tra le mura di un castello dove entrambi si risvegliano. La storia è narrata interamente da una voce  esterna di un narratore onnisciente che, presumibilmente, è lo stesso ragazzo diventato oramai adulto.
Dopo avere mosso i primi passi con vicendevole diffidenza, i due protagonisti iniziano a capirsi e collaborare, fino a dare inizio a una reale e inossidabile amicizia che porterà l’uno ad avere sempre bisogno sempre dell’altro. Come da nostro stile non ci piace addentrarci troppo nella narrazione della storia per non rovinare al giocatore il gusto della scoperta, ma basti sapere che The Last Guardian, come già detto, si racconta attraverso le immagini, attraverso i versi di Trico ed è quindi un prodotto per certi versi di nicchia che potrebbe non piacere a quelli che cercano una narrazione guidata o comunque con un evidente filo conduttore.

Io senza te non posso nulla

Come abbiamo lasciato intuire in precedenza, il rapporto che lega i due personaggi è probabilmente il cuore pulsante di The Last Guardian. Un po’ come accadeva in Ico, in questo titolo è necessaria la stretta collaborazione tra i due personaggi per arrivare sani e salvi alla fine dell’avventura. Andiamo con ordine. Nelle prime fasi di gioco prenderemo il controllo esclusivamente del ragazzo impegnato a conquistarsi la fiducia di Trico, dandogli da mangiare, calmandolo con delle carezze oppure spostando oggetti per consentire il passaggio dell’enorme amico. Successivamente invece, una volta che il rapporto tra i due protagonisti sarà consolidato, il ragazzo potrà dare delle indicazioni precise a Trico, chiedendogli di raggiungere determinati luoghi oppure di eliminare i nemici presenti a schermo. Un po’ come accadeva in Ico, il ragazzo ha solo un’arma a disposizione e questa è rappresentata da Trico, l’unico dei due personaggi a essere in grado di sferrare attacchi ai nemici presenti a schermo. Non mancano, ovviamente, casi in cui il ragazzo si trova a fronteggiare da solo i nemici e per farlo dovrà ricorrere alla sua astuzia, scomparendo dal loro raggio visivo e sgattaiolandogli alle spalle, in attesa di sbloccare il passaggio per Trico.

Come ogni animale anche Trico è quasi del tutto privo di razionalità, pertanto reagisce in maniera istintiva a tutto ciò che lo circonda; per capire lo stato emotivo di Trico basta guardarne il colore degli occhi che cambia che, per esempio, al rosso quando è arrabbiato mentre nero quando è tranquillo e/o felice. Trico, inoltre, produce versi differenti a seconda del messaggio che vuole trasmettere come, per esempio, frustrazione per non riuscire a raggiungere una direzione che gli avete indicato. In ogni caso, quando Trico risulta essere arrabbiato o frustrato, basterà dargli del cibo oppure salirgli in groppa ed accarezzarlo con l’ausilio del pulsante cerchio.
Come avete potuto intuire, quindi, il gameplay di The Last Guardian non è altro che un rapido susseguirsi di labirinti in cui la soluzione non è sempre in vista e non saranno rari i casi in cui a fornirvi la soluzione sarà più la fortuna di un colpo d’occhio, che l’acume.

Realizzazione grafica ispirata ma superata

Se The Last Guardian fosse uscito qualche anno fa, probabilmente si sarebbe parlato di un prodotto mastodontico con una realizzazione tecnica sopraffina. Nel 2016, invece, il prodotto del Team Ico mostra una realizzazione grafica ispirata, ricca di dettagli e con una paletta di colori che cambia a seconda della situazione, ma sicuramente non in grado di mettere in difficoltà le potenzialità offerte da PlayStation 4. Perché se da una parte abbiamo un modello di Trico praticamente perfetto con movimenti naturali e ispirati ai più comuni felini, dall’altra abbiamo il ragazzo e i nemici presenti a schermo troppo simili ai modelli offerti nel lontano 2001 in Ico e legnosi oggi come allora. Sia chiaro che bestemmieremmo se dicessimo che The Last Guardian è un titolo brutto, au contraire, ma avrebbe necessitato di un restyling grafico per risultare al passo coi tempi.
Per quel che riguarda la colonna sonora, The Last Guardian offre un ristretto campionario di brani che ben si sposano con l’azione di gioco; discorso diverso è invece quello che riguarda il campionario di effetti sonori, molto vasto e che racchiude diversi versi di Trico che permetteranno al giocatore di decidere al meglio la prossima mossa.

In conclusione

The Last Guardian è un prodotto che sicuramente sente il peso degli anni che sono stati necessari a svilupparlo, con alcuni aspetti che probabilmente hanno ricevuto un ammodernamento rispetto ad altri. Accantonate alcune piccole difficoltà legate alla gestione della telecamera e alla legnosità di alcune animazioni, il prodotto del Team Ico è esattamente il capolavoro che tutti ci aspettavamo, un titolo a cui non servono troppi dialoghi per farsi amare. In The Last Guardian perderete ore ad ascoltare il rumore del vento sull’erba, i versi di Trico e lo scoppiettare del fuoco nei labirinti, perché il gioco è un susseguirsi di emozioni che solo le persone predisposte a viverle potranno apprezzare. E’ inoltre lodevole il livello di sfida offerto, sicuramente superiore ai titoli presenti oggi sul mercato. Se siete pronti a vivere una storia di amicizia e di lealtà, The Last Guardian è quello che fa per voi.

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