In un periodo natalizio costantemente monopolizzato dai “cinepanettoni”, come sempre di dubbia fattura, approda nelle sale la genuina pellicola, dall’ampio risvolto morale, di Fausto Brizzi ovvero Poveri ma ricchi, un vero e proprio remake all’italiana della commedia francese Les Tuche, risalente al 2011 e mai distrbuita nel nostro Paese.

La storia di Poveri ma ricchi prende piede in quel Torre Secca, un borgo fittizzio facente parte della periferia romana della Prenestina. Qui, all’interno di una modesta abitazione, vive la povera ma onesta famiglia Tucci, uno stereotipo dell’italiano provinciale che, tra parlate dialettali e mangiate di supplì, tenta di arrivare alla fine del mese. Ad interpretare il capofamiglia, Danilo Tucci, un operaio in un caseificio locale con il sogno della Formula Uno, c’è il sempreverde Christian De Sica, veterano della commedia all’italiana, accompagnato dalla bravissima Lucia Ocone che veste i panni della moglie, Loredana, una donna tutto d’un pezzo nonchè colei che porta i “pantaloni” in famiglia. Con loro vivono il cognato nullafacente Marcello, interpretato dal simpaticissimo Enrico Brignano, un perito agrario che si destreggia in incorci botanici alquanto discutibili, e nonna Nicoletta, un’anziana signora senza oeli sulla lingua e che passa le sue giornate guardando serie TV, interpretata dall’indimenticabile signora Silvani di Fantozzi, Anna Mazzamauro. La sua passione più ardita ? Gabriel Garko. I problemi familiari si diramano, in maniera diametralmente opposta, sui due figli, Tamara e Kevin. La prima è completamente immersa nel mondo digitalizzato tra social network, Paris Hilton ed hashtag mentre il secondo, nonostante la sua giovane età, rappresenta la parte più erudita della famiglia nonchè voce narrante dell’intera vicenda.

La vita della famiglia Tucci prende una svolta decismente inaspettata quando questi ultimi, dopo aver giocato alla lotteria i numeri fortunati della nonna, ottengono la strepitosa vincita di 100 milioni di euro. Sull’onda dell’emozione decidono di mantenere il tutto segreto ma, come spesso succede in questi frangenti, una parola di troppo scappa dalla bocca del capofamiglia e ai Tucci rimane soltanto una soluzione, prima di essere perseguitati da sedicenti amici e conoscenti: scappare. La meta prediletta è Milano, città che la signora Tucci ha sempre sognato da ragazza e considerata, all’unanimità della famiglia, il vero spartiacque tra l’Europa e Torre Secca, per citare una delle battute clou del film. Da qui in avanti si susseguiranno una serie di gag davvero esilaranti che riducono al minimo la volgarità ormai desueta dei cinepanettoni. Brizzi confeziona, per la prima volta dal suo debutto dietro alla macchina da presa con Notte prima degli esami, una commedia spontanea e genuina che fa dei sentimenti e della satira verso il gap sociale tra ricchezza e povertà, il suo punto di forza. La famiglia Tucci si trova a suo agio nella colorita “maschera” di milionari che spendono e spandono tra vetture sgargianti, pranzi in hotel di lusso, abiti firmati e tutto quanto occorra per nascondere la propria condizione originaria ed amalgamarsi alla massa perchè si sa: “a Milano ci vivono i ricchi“.

Si nota sin da subito che Brizzi abbia puntato molto sulla verve comica di De Sica, da lui ritenuto fondamentale per la riuscita del film, e non possiamo che lodare la sua maestria nel destreggiarsi tra la novità del ruolo e le strizzatine d’occhio al passato, soprattutto ai cinepanettoni degli anni ’90 che tanta fortuna gli hanno portato assieme a Massimo Boldi e da cui, da molti anni a questa parte, si è distaccato completamente, almeno cinematograficamente parlando. La linearità della pellicola, però, rappresenta al tempo stesso uno dei punti di debolezza dell’intero progetto che non arriva mai a decollare come speravamo ma si mantiene salda su di una linea piatta di comicità che però riesce nel suo intento ultimo ovvero quello di strappare risate allo spettatore. Ci è sembrata, inoltre, abbastanza stucchevole e priva di mordente la sottotrama che vede la relazione amorosa tra Marcello ed il personaggio interpretato da Lodovica Comello, una hostess che lavora nel lussuoso hotel dove lui dimora ma che disprezza i ricchi e la loro ostentatezza. Alquanto interessanti, invece, i cameo di Al Bano, il quale diventa in maniera gioiosa la colonna sonora del film, e di Gabriel Garko che intepreta in maniera ironica se stesso, per la gioia di nonna Nicoletta. In definitiva possiamo considerare Poveri ma ricchi un esperimento iniziale riuscito, seppur in parte, con la speranza che un eventuale sequel possa decollare dalla commedia classica dall’inevitabile parabola morale, ed osare un qualcosa di più, anche a livello di sceneggiatura.

 

Scheda Film

Titolo: Poveri ma ricchi
Regia: Fausto Brizzi
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani
Cast: Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Anna Mazzamauro, Lodovica Comello
Genere: Commedia
Durata: 90′
Produzione: Warner Bros Entertainment Italia, Wildside
Distribuzione: Warner Bros Pictures
Nazione: Italia
Uscita: 15/12/16

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com