Rogue One: A Star Wars Story – Recensione

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A tre anni di distanza dal suo annuncio, approda finalmente nelle sale Rogue One: A Star Wars Story, il primo spin-off della celebre saga creata da George Lucas, che funge da punto di connessione tra Episodio III: La vendetta dei sith ed Episodio IV: Una nuova speranza. Tocca all’estro creativo di Gareth Edwards, regista dell’apprezzato Godzilla nonchè fan sfegatato di Star Wars, l’arduo compito di riportare sul grande schermo l’epopea di una galassia tanto lontana e, nello specifico, l’amaro conflitto tra ribelli ed Impero.

Protagonista della pellicola è la temeraria ed impavida Jyn Erso (interpretata dalla star de La teoria del tutto, Felicity Jones), figlia di un brillante ingegnere di nome Galen (interpretato dal magnetico Mads Mikkelsen), costretto dal Generale Krennic, nei cui panni si cala brillantemente Ben Mendelsohn, a  tornare a lavorare, per conto dell’Impero, sull’arma di distruzione di massa più potente di sempre: la Morte Nera. Spetterà a Jyn ed ai suoi compagni ribelli, la spia Cassian Andor, l’ex pilota imperiale Bohdi, il droide K-2SO, il soldato Baze, ed infine il guerriero cieco Donnie Yen, vero e proprio mattatore della pellicola, il compito di imbarcarsi in una missione sacrificale al fine di rubare i piani della Morte Nera. Quegli stessi piani che verranno poi nascosti all’interno di R2D2 e che Luke troverà in Episodio IV.

Da questa premessa si evince, dunque, la visione su larga scala che il regista doveva compiere: riuscire a condensare, all’interno di un film della durata di 2 ore e 13 minuti, l’intero “opening crawl” di Una Nuova Speranza ed al tempo stesso fare chiarezza su punti interrogativi mai risolti. Finalmente, infatti, scopriremo come viene creata la falla nel sistema che porterà alla distruzione dell’arma, in un viaggio visto dagli occhi di personaggi che decidono, spontaneamente, di sacrificarsi per il bene comune. Ognuno di loro ha perso qualcosa nella propria vita, si sentono “sporchi”, affranti, ma decidono di lottare per la speranza perchè, come afferma Jyn in una delle frasi clou del film, le ribellioni si fondano sulla speranza. Dimenticatevi dei Jedi e di battaglie con spade laser, nonostante la sua natura sci-fi, Rogue One si configura come il capitolo più realistico della saga, totalmente focalizzato sulla guerra e con una tensione emotiva che cresce esponenzialmente fino ad un terzo atto molto solido, caratterizzato da un epico climax finale. Non è un caso, infatti, se Gareth Edwards abbia utilizzato fotografie reali della Guerra del Vietnam e della Seconda Guerra Mondiale, per prepararsi a questo film, oltre ad essersi ispirato a delle pellicole cult come Apocalypse Now e Salvate il soldato Ryan.

Da lodare, dunque, la scelta del regista di creare una compagine attoriale multietnica, fortemente voluta per rappresentare la diversità che esiste nella realtà. Sebbene alcuni dei personaggi non abbiano il tempo materiale per essere esplorati più a fondo, lo spettatore si troverà comunque emotivamente investito nella loro sanguinosa missione. Visibilmente parlando, infine, Rogue One assume il pregio di riprendere l’estetica Lucasiana, data la linea temporale in cui si colloca, e di rimodernizzarla con l’ausilio delle nuove tecnologie cosicchè X-Wing, navicelle, il volto del compianto Peter Crushing (il generale Tarkin) ricreato in CGI e, soprattutto, la maestosa Morte Nera, assumano una nuova linfa vitale. E che dire di Darth Vader, il villain più amato nella storia del cinema? La presenza del signore oscuro dei sith è limitata a due scene ma, in entrambi i casi, “buca” lo schermo e si rende memorabile, soprattutto nei dieci minuti finali del film che possiamo considerare, a mani basse, quanto di più bello mai visto nella saga. Rogue One è, in definitiva, un esperimento di successo da parte di Gareth Edwards e della Disney che non ha interferito minimamente sulla sua visione, lasciandolo libero di creare un film “standalone” ed autoconclusivo, fatto da un fan e dedicato a questa categoria, soprattutto i più adulti. La maestria con cui il film, tra easter eggs, citazioni esplicite e sorprese non annunciate, si collega lì dove inizia Episodio IV, rende Rogue One una pellicola memorabile. Missione compiuta.

 

Scheda film

Titolo: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
Montaggio: Jabez Olsenn
Musiche: Michael Giacchino
Cast: Felicity Jones, Diego Luna, Alan Tudyk, Mads Mikkelsen, Donnie Yen, Forest Withaker, Ben Mendelshon, Jonathan Aris, Genevieve O’Reilly, Jimmy Smits
Genere: Avventura, Azione, Fantasy
Durata: 133′
Produzione: Lucasfilm, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Nazione: USA
Uscita: 15/12/16

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