[In Retro We Trust] Crash Bandicoot

Videogiochi

Quando parliamo di console, associamo immediatamente ad una determinata marca una ben precisa immagine che le rappresenta nel tempo. C’è l’idraulico baffuto per Nintendo, il porcospino blu per Sega e Crash Bandicoot per Sony.

L’annuncio del tre dicembre alla Playstation Experience con il quale Naughty Dog ha rivelato al mondo la riedizione della serie originale, quella appunto creata e sviluppata dalla casa statunitense, composta dai primi tre episodi con il titolo “Crash Bandicoot N.Sane Trilogy” , ha fatto esplodere la rete.

Ma cos’è che ha reso e tutt’ora rende così popolare il buon vecchio Crash? Vediamolo in questa retrospettiva.

Nel 1996, con il lancio della PSX, ci furono vari contendenti al titolo di “mascotte” della console a 32-bit di casa Sony, ma innegabilmente la spuntò il “ratto-porco” (ebbene sì, questa è la traduzione del nome originale del piccolo marsupiale).

Nel primo episodio della trilogia targata Naughty Dog il nostro Crash dovrà vedersela contro il suo acerrimo nemico, il dott. Cortex, che ha rapito la sua bionda fidanzata. Per arrivare a salvare la dolce Twana. Crash è una creazione del folle scienziato, evolutosi grazie al raggio antropomorfizzanti di Cortex. Ma qualcosa nell’esperimento va storto e Crash riesce a sfuggire, finendo sull’isola di N.Sanity, che fa parte di un arcipelago che altro non è che la nostra mappa di gioco.

Di isola in isola Crash dovrà vedersela con le altre aberranti creazioni dello scienziato pazzo, aiutato da uno “spirito guida”, Aku Aku, che gli donerà dei poteri speciali, ovvero la possibilità di evitare i danni mortali. Ma questo non salvaguarda Crash dalle cadute nei burroni o da essere spiaccicato da massi rotolanti alla Indiana Jones. Si possono raccogliere fino ad un massimo di tre maschere e con la terza raccolta si acquisisce anche il potere di distruggere le casse e gli avversari lungo il cammino senza ricorrere al salto o alla giravolta. Questo effetto è temporaneo, ma molto utile per superare i punti più critici del gioco.

Il gioco è essenzialmente un platform 3D, ma con una realizzazione sia grafica che strutturale che ha fatto scuola in molti titoli successivi.

Quel che posso dire è che era un gioco maledettamente difficile, considerando che i checkpoint non salvavano le mele raccolte fino a quel punto, quindi portare a completamento i 32 livelli disseminati sulle tre isole era veramente una impresa ardua. C’erano anche un sacco di livelli bonus, nei quali raccogliere le mele. Come vuole la tradizione, ogni cento mele si ottiene una vita extra e vista la difficoltà crescente dei livelli e dei boss, ho memoria di aver ripetuto più e più volte alcuni livelli per arrivare con un bel carico di vite, sapendo che si sarebbero assottigliate molto velocemente.

A parte l’annuncio della versione remastered di prossima uscita, ho scaricato tempo addietro il primo Crash per PS Vita e sono rimasto piacevolmente sorpreso da come questo gioco sia invecchiato bene. La grafica “cartoon-style” mantiene inalterato il suo fascino, facendomi ricatapultare in quel mondo che tanto mi aveva divertito e tanto mi aveva fatto bestemmiare. In Crash puoi conoscere ogni singolo centimetro di mappa, ma puoi star certo che una partita non sarà mai uguale all’altra. Bisogna essere precisi nei salti, veloci si, ma anche accurati, altrimenti ci troveremo a dover assistere alle spassose animazioni che segnano la perdita di una preziosa vita. Naughty Dog ha voluto poi anche rendere omaggio alla sua primigenia creatura anche in Uncharted 4, facendoci giocare come Nathan mentre Elena ci irride per la nostra scarsa prontezza di riflessi.

Crash ha avuto due seguiti creati da Naughty Dog, Crash Bandicoot 3: Warped!. Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back. Il due sequel hanno lo stesso gameplay dell’originale, ma ampliato sia per quel che riguarda le mosse che la varietà di situazioni di gioco . Nel secondo non saremo più solo su delle isole, ma avremo la possibilità di affrontare alcuni livelli dove potremo utilizzare moto d’acqua, jet-pack e Polar, un orsetto polare da cavalcare in allegria. Nel terzo saremo invece catapultati nello spazio-tempo in una serie di livelli più piccoli rispetto a quanto visto nei capitoli precedenti e con un hub, la Warp Room, che ci permette di accedere alle 30 aree del gioco.

Ci sono stati anche ulteriori sequel e spin-off, compreso Crash Team Racing (sempre marchiato Nautghy Dog) che hanno reso Crash quello che è oggi, ovvero un’icona amatassima da milioni di videogiocatori. Che poi sono gli stessi che nonostante siano passati 20 anni dalla sua prima apparizione, hanno accolto la notizia dell’uscita della Trilogia originale su PS4 come un evento messianico. Questo dimostra essenzialmente due cose: la prima che non importa quanto un titolo sia vecchio o apparentemente datato, se è un buon gioco rimarrà sempre un “evergreen” in grado di calamitare l’attenzione sia dei retro nostalgici, come il sottoscritto, che delle nuove generazioni. La seconda invece è che purtroppo si denota un grosso calo di innovazione da parte delle grande case produttrici, che fanno leva più su reboot/remastered che non sulla creazione di prodotti originali, mirati a fare cassa con poca fatica.

Detto questo sarò comunque tra i primi a prendermi “Crash Bandicoot N.Sane Trilogy”, perché Crash deve essere sempre onorato.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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