Maize – Recensione

Arrivare alla fine del 2016 e giocare con il gioco più assurdo dell’anno potrebbe essere un ottimo modo per finirlo. Ma l’assurdità di Maize riuscirà a renderlo un titolo memorabile? Scopriamolo assieme.

Titolo: Maize
SviluppatoreFinish Line Games
PublisherFinish Line Games
Lingua: Inglese
Piattaforma: PC
Data di Uscita: 1 Dicembre 2016

Due scienziati pazzi, uno egocentrico e vanaglorioso, l’altro burbero e pragmatico, sono chiamati dal governo degli Stati Uniti per creare una specie di granturco senziente. E già qua si capisce bene cosa ci si potrebbe aspettare da questa avventura in prima persona. Ispirandosi ai B-Movies degli anni ’60, saremo immersi in un bucolico paesaggio campestre della provincia americana, che nasconde nel sottosuolo una formidabile quanto strampalata base segreta, nella quale i due folli ricercatori hanno cercato di creare il vero e proprio mais transgenico, magari esagerando un po’ troppo con i geni umani.

Tutto risulta a prima vista abbandonato e solo dei post-it caustici che i due scienziati usano come metodo di comunicazione ci faranno da guida all’interno dei meandri di questa labirintica installazione. Ogni tanto appaiono anche delle pannocchie dotate di intelletto (molto scarso , invero) , oltre che fornite di gambe e braccia, dalle quali potremo trarre delle utili informazioni, sempre che riusciamo a capire il senso dei loro vaneggiamenti. Se poi uniamo a questo la presenza di un orsacchiotto russo con un braccio meccanico, capite bene di come Maize rappresenti veramente una sfida per la sanità mentale del giocatore.

Non voglio svelarvi troppo della trama, perché è fondamentalmente la cosa migliore del gioco, anche se con alti e bassi.

Il problema principale di Maize è legato soprattutto al senso di noia che purtroppo dopo qualche minuto inizia ad attanagliare il giocatore. I puzzle sono poco impegnativi, basati sul “trial&error”, ricalcando molto alcune meccaniche già viste e riviste in vecchie avventure grafiche. Purtroppo ci sono dei lunghi momenti di esplorazione che ci portaranno troppo volte sui nostri passi. Dopo qualche minuto passato ad attraversare i vari ambienti alla ricerca di qualche indizio, si inizia ada avvertire un senso di abbiocco, facendoci perdere lo slancio iniziale con il quale entusiasti ci siamo buttati nel folle mondo di Maize.

E’ un peccato che questo avvenga, che gli sviluppatori non siano riusciti a rendere il gioco più avvincente, creando troppi momenti morti. Se poi a questo si somma la evidente semplicità dei puzzle, si può tranquillamente concludere che Maize è un ottimo esperimento che però non è riuscito secondo le intenzioni, risultando alla fine un tentativo appena sufficiente.

Sicuramente l’impegno messo nella costruzione della componente grafica e di quella sonora, con un ottimo doppiaggio, una buona colonna sonora e delle ambientazioni ben realizzate, avrebbero fatto sperare in qualcosa di più da Maize.

Il gioco è sicuramente riservato agli anglofili, in quanto non c’è localizzazione in italiano, fattore che potrebbe disincentivare molti possibili acquirenti italiani.

In Conclusione

Maize ha un suo fascino, ma non riesce ad esprimersi al meglio, cadendo rovinosamente su puzzle troppo semplici ed una esplorazione che conduce alla noia. É un vero peccato, perchè sicuramente è un gioco unico e divertente, ma troppo lineare. La trama assurda unita ad un umorismo che richiama alla mente le vecchie glorie del passato come Grim Fandango o Monkey Island, non ce la fanno a reggere il peso dei difetti di cui sopra, rendendolo un titolo carino, ma non imprescindibile.


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