Intervista a Giò Sada: “Dopo ‘X-Factor’ e il disco ora ecco il nuovo tour”

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Dicembre 2015. La finale di un’altra edizione del noto talent ‘X-Factor’ tiene incollati agli schermi milioni di telespettatori. Talenti di grandissimo spessore si sono dati battaglia per tutto l’arco temporale della trasmissione ma alla fine a contendersi il titolo rimangono i tre preferiti dal pubblico: Giò Sada, gli Urban Strangers e Davide Shorty. Una sfida imprevedibile – per quanto il duo venisse dato come favoritissimo dai bookmakers – vista la qualità degli artisti in gara e l’originalità di ognuno di essi che rende davvero complicato poter compiere un paragone. Alla fine di una puntata emozionante, fatta di sorprese, ospiti eccezionali e colpi di scena però emerge un solo vincitore: Giò Sada. Il Cantante pugliese, che oltre al singolo nel corso della puntata aveva sfoggiato un’incredibile prova con ‘Best of You’ dei Foo Fighters, ribalta quindi i pronostici aggiudicandosi così la vittoria finale del talent tra i complimenti dei giudici e gli attestati di stima del pubblico.

Dicembre 2016. E’ passato quasi un anno da quella sera e nella vita e nella carriera di Giò Sada sono successe tante cose. Non che l’artista pugliese nascesse con ‘X-Factor’, anzi, il programma è stato solo una parte della sua carriera nata decisamente prima e già costellata di esperienze importanti. Ma dalla fine della trasmissione targata Sky ad oggi il 27enne ha sicuramente potuto fare incetta di esperienze importanti. In primis sicuramente il disco d’oro per il singolo ‘Il Rimpianto di Te’, poi l’uscita a settembre del nuovo singolo ‘Volando al contrario‘ che porta il nome del nuovo album e di quello successivo ‘Deserto‘. Infine l’inizio del tour (anticipato dall’apertura dei concerti di altri artisti anche in terra statunitense) che ha preso il via da Roma e che porterà Giò Sada e la sua band in giro per le città d’Italia, nel nome del comune denominatore che tiene insieme la storia dell’artista barese prima, durante e dopo ‘X-Factor’: la musica. Noi di MyReviews abbiamo contattato in esclusiva Giò Sada per parlare con lui della sua carriera e dei suoi prossimi progetti.

 

Hai vinto l’ultima edizione di ‘X-Factor’. Ripensando all’immediato post programma quali sono le difficoltà che hai incontrato e quali invece i momenti più belli?
Forse la difficoltà maggiore è stata il fatto che quando esci da ‘X-Factor’ tutti pensano che tu debba fare tutto di fretta, subito, cercando di sfruttare il momento. In verità io questo momento l’ho sfruttato cercando di fare le cose per bene, senza avere fretta e l’ansia di dover dimostrare immediatamente qualcosa anche se non è il caso. Il lato positivo è che chiaramente ti dà la possibilità di fare tante cose. Abbiamo cominciato il tour proprio adesso e vogliamo guardare le cose come vanno giorno per giorno, aldilà del fatto che con il nuovo anno inizieremo sin da subito a lavorare su altri obiettivi.

 

Prima di entrare ad ‘X-Factor’ lavoravi già a diversi progetti. Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi di un cantante che sceglie di intraprendere la strada dei talent?
Sicuramente può incontrare difficoltà chi entra in un talent senza avere prima maturato un po’ di esperienza. La macchina che si muove dietro al talent è unica come occasione, poi però fuori non funziona così, non hai centinaia di persone che lavorano per te e “vieni abituato male” per certi versi. Se invece hai già fatto altre esperienze, conosci questo mondo, sai come muoverti anche fuori quel contesto, sai già quello che vuoi, vuoi utilizzare il programma in modo che sia tu a sfruttare le opportunità che ti offre allora può essere un’ottima occasione per farti ascoltare e poter far conoscere ciò su cui già stavi lavorando e magari intraprendere anche nuove strade. La cosa che però bisogna assolutamente togliersi dalla testa è il concetto sbagliato che partecipando ad un talent tu possa allora essere già affermato in automatico. Da questo poi deriva la smania di voler apparire sempre, che diventa quasi una malattia. La questione musicale è ben diversa: è bello che la televisione offra spazio anche a cose positive come queste ma poi dopo bisogna tornare alla musica in sé facendo concerti piuttosto che cercare per forza spazio nel piccolo schermo e tentare di stare al centro dell’attenzione.

 

‘Volando al contrario’ è il nome sia del tuo singolo che è uscito a settembre sia dell’album. Cosa puoi dirci riguardo al processo creativo che c’è stato dietro a questo disco?
Quando scrivo qualcosa da solo o con la band mi baso molto su ciò che sto vivendo. Sono passati 9 mesi dalla fine di ‘X-Factor’ all’uscita del disco e comunque sono pochi perché è un susseguirsi di eventi che ti porta ad essere sempre in giro e dedicarsi alla scrittura diventa difficile. Ho voluto mettere in pratica tutto ciò che ho imparato riguardo anche alla musica leggera, cambiando il mio modello di scrittura e provando insieme agli altri a destreggiarmi nello scrivere pezzi un po’ diversi da quelli che facevamo prima e più vicini a questo genere. Naturalmente è stata una sfida perché siamo vicini al mondo del mainstream e del pop in generale da poco però ci siamo divertiti molto a scrivere queste canzoni. Tra l’altro in parte erano anche cose che già avevamo e abbiamo ripreso tra le mani. Per quanto riguarda il senso base di ‘Volando al contrario’ credo che sia proprio un ritorno all’indietro verso l’umanità che ormai man mano si sta perdendo visto che si sta cedendo troppo spazio a quello che virtualmente viene condiviso.

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‘Deserto’ è invece il tuo ultimo singolo. Come lo descriveresti?
E’ nato all’inizio partendo dalla musica, dal suo ritmo. Il pezzo parla principalmente dell’attesa, dell’irrequietezza nell’aspettare che qualcosa accada. Ognuno di noi combatte delle battaglie ogni giorno che lasciano qualcosa sulla pelle e spesso dobbiamo solo attendere per capire dove ci porterà la vita. Da dove proveniamo noi si dice sempre “poi vediamo”, si aspetta sempre che accada qualcosa.

 

Di recente poi ti abbiamo sentito anche come interprete dei brani originali del film d’animazione ‘Rock Dog’. Ti sei divertito a metterti in gioco anche in una cosa simile?
Mi sono divertito tantissimo anche perché è una cosa che avevo sempre pensato di fare. “Mettersi in gioco” significa proprio “giocare”, non avere timore a sperimentare e anche provare qualcosa di diverso. Penso che tutto ciò faccia parte di questo mestiere e questa passione, che non può essere legata solo a un genere o un tipo di musica. Quando ho suonato a Los Angeles ho anche conosciuto il produttore del film che è rimasto entusiasta del rifacimento delle canzoni in italiano quindi sono stato ancora più contento. Poi la storia del cartone è molto simile alla mia, c’è molta passione dentro e sono contento che i bambini possano vedere anche qualcosa che parla più del sentimento verso il rock piuttosto che solo legato alla storia del rock. Spesso magari si sottovaluta l’aspetto di quanto possa essere importante il rock nella vita di chi vive di musica.

 

E’ già partito il tuo nuovo tour che ti porterà a suonare in numerose città. Cosa devono aspettarsi coloro che andranno in questi concerti?
E’ un live forte per il quale abbiamo puntato forte sull’impatto quindi abbiamo curato molto l’aspetto dei suoni ad esempio, come facevamo prima. Poi è molto variegato e ci piace tanto coinvolgere tutti quelli che ci sono e dalla prima tappa abbiamo già avuto modo di vedere che si crea una bellissima energia e siamo davvero contenti. Abbiamo lavorato tanto e spero che piaccia.

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