Furi – Recensione (Xbox One)

All’inizio degli anni ottanta, un nuovo genere per l’intrattenimento digitale venne lanciato sul mercato entrando fin da subito nel cuore dei videogiocatori: parliamo del caro e vecchio hack ‘n slash. Come suggerisce la nomenclatura, l’unico scopo di questo genere è affettare con armi bianche tutto ciò che si muove sullo schermo, eliminando una serie infinita di nemici per completare il livello corrente e passare a quello successivo. Diventato uno dei più apprezzati dai videogiocatori per la sua semplicità, ma che al tempo stesso offre una sfida sempre più impegnativa, si è evoluto mescolandosi con altri generi creando risultati sempre migliori e sorprendenti. In alcuni casi il gioco non mette in risalto le classiche meccaniche del genere, mentre in altri è praticamente il pilastro portante dell’intera produzione. Questo capita anche con Furi, il gioco di cui sto per parlarvi. Il titolo di The Game Bakers ricrea le fondamenta del genere sopraccitato e lo coinvolge in combattimenti emozionanti ed entusiasmanti, pur sudando sette camice e con la pazienza messa a dura prova. Le abilità, l’audacia e l’intelligenza saranno utilissime per poter affrontare al meglio tutte le complesse ed impegnative sfide che ci proporrà il gioco dall’inizio alla fine. Lasciatevi coinvolgere da uno stile grafico fatto al neon è meccaniche di gioco che sfruttano il doppio stick: Furi è un gioco veramente incredibile. Scopriamolo insieme!

Titolo: Furi
Sviluppatore: The Game Bakers
Publisher: The Game Bakers
Lingua: Sottotitoli Italiano
Piattaforme: Xbox One (Versione testata)/PS4/PC
Prezzo: 19,99 €
Data di Uscita: 02/12/2016

Solo contro tutti

Sviluppato dai ragazzi di The Game Bakers, uno studio di sviluppo originario della Francia, il gioco è arrivato anzitutto su PlayStation 4 e PC qualche mese fa, dopodiché passato anche su Xbox One di cui oggi parleremo. Il successo riscosso è stato grandioso, con un indice del 93% positivo su Steam. Appena inizieremo la nostra avventura ci ritroveremo catapultati, senza tante spiegazioni, in prigione. Un guerriero, il nostro protagonista, è stato catturato e rinchiuso per la sua pericolosità conosciuta in tutto l’universo di gioco, pur se sembra particolarmente calmo. Lo vedremo martoriato e punito senza interruzioni dal suo mostruoso carceriere con la testa coperta da quattro maschere grottesche, finché un giorno una figura misteriosa che indossa una maschera da coniglio gli dice che il momento della sua libertà è finalmente giunto, e che l’unica cosa che lo separa dalla fine della sua agonia è per l’appunto il primo boss. Il nostro protagonista, con rinnovata speranza, sarà determinato ad eliminare il nemico per riconquistare la sua libertà. Da questo momento in poi dovremo affrontare vari scontri con i boss che si susseguiranno senza troppe interruzioni conquistando la libertà un’uccisione alla volta. La storia che si cela dietro questo enigmatico personaggio è più complicata di quella che si può pensare, e lo stesso discorso va fatto per il modo in cui potremo scoprirla. Tra uno scontro e l’altro possiamo vedere e cercare di sistemare i brandelli della storia che ci verranno svelati a poco a poco dall’uomo con la testa di coniglio, ma non è detto che venga effettivamente raccontata nel suo totale.

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Siam pronti alla morte!

Il gameplay che affronteremo in questo titolo è semplice ma anche molto complesso. Semplice perché per tutta la durata del gioco non dovremmo far altro che eliminare un boss dopo l’altro, ma al tempo stesso non sarà un compito così facile come sembra. Gli scontri coi guardiani, o carcerieri, si svolgono sempre in arene chiuse ma diverse tra loro, in cui il giocatore dovrà riuscire a sconfiggere il suo avversario portando la sua salute a zero. Il combattimento si svolge per round il cui numero può oscillare come minimo dalle quattro ad un massimo di sei scontri, divisi in ravvicinati e dalla distanza. Ciascun combattimento si suddivide in queste due fasi ben distinte. Nel corso della prima fase la visuale è come la tradizione vuole, quindi sarà simil-isometrica dove ci sarà una visualizzazione ampia del campo di battaglia. Il giocatore potrà sfruttare il campo di battaglia con ogni elemento che lo compone, aiutandosi per esempio con gli eventuali ripari per coprirsi dai colpi nemici e gestendo in contemporanea le proprie abilità per massimizzare il danno ed eliminare il nemico. Riuscendo a bloccare gli attacchi nemici col giusto tempismo, oltre a preservare la nostra salute e a guadagnarne laddove ne avessimo perso un po’, sarà anche possibile stordire il nemico per qualche attimo dandoci il tempo di infliggere qualche colpo mortale o di allontanarci per avere un attimo di respiro. In caso di sconfitta, invece, dovremo iniziare tutta la battaglia dall’inizio con la salute del nostro contendente ripristinata, buttando via tutta la fatica fatta in precedenza.

Le note dolenti però anche qui non mancano, ovviamente. Uno dei lati negativi di questo titolo è la durata effettiva della storia che, seppur particolarmente densa per gli scontri, incredibilmente vivaci ed entusiasmanti, lascia un po’ l’amaro in bocca per non essere effettivamente studiata. Gli sviluppatori hanno messo piena concentrazione in un gameplay ricco e vario, piuttosto che lavorare sulla storia. C’è inoltre qualche problema tecnico relativo al frame-rate, con qualche leggero calo nelle fasi più concitate della battaglia. Graficamente il titolo si presenta al meglio e offre un buonissimo cell-shading che, oltre a mostrare un gioco di luci e colori grazie allo stile, offre anche un’effettistica veramente degna per essere un gioco indie.

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In conclusione…

Furi è un gioco che tutti i ricercatori di una sfida impegnativa ameranno alla follia. Il gioco stimolerà il vostro cervello mettendo alla prova le vostre abilità dall’inizio fino alla fine, donandovi pochi attimi di respiro tra un duello e l’altro. Consiglio caldamente questo titolo, oltre che per il fascino, anche per un rapporto qualità-prezzo ottimo.


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