Small Radios Big Televisions – Recensione

Per mia natura sono molto curioso e mi piace sperimentare, per cui mi trovo molto a mio agio con le produzioni indipendenti, in quanto cercano sempre di proporre prodotti che esulano dal “mainstream” per offrirci una visione alternativa del concetto di “gioco”. Ma a volte mi trovo davanti a titoli come Small Radios Big Televisions che mi lasciano molto perplesso. In pratica l’ho giocato tutto dall’inizio alla fine senza capirne assolutamente il senso.

Titolo: Small Radios Big Televisions
Sviluppatore: Fire Face
Publisher: Sony, Steam
Lingua: Inglese
Piattaforme: PC, PS4
Data di uscita: 08/11/2016

Il gioco in se è una esplorazione di vari ambienti attraverso cinque livelli, nei quali dovremo recuperare indizi sotto forma di cassette che potremo utilizzare in un congegno di realtà virtuale per trovare delle “chiavi” utili a sbloccare i quadri successivi. Detto così sembrerebbe un puzzle game di esplorazione, ma l’ambizione che si legge nelle intenzioni dei programmatori è quella di cercare di evidenziare quanto l’alienazione dal reale attraverso il virtuale sia una pericolosa via di fuga. O per lo meno è quello che si percepisce dagli strampalati dialoghi di ogni fine livello. Ma per il resto la dinamica del gioco è essenzialmente quella di aprire porte all’interno di complessi industriali abbandonati, recuperare delle speciali cassette, danneggiarle con dei magneti così da poter far apparire nei diorami virtuali le chiavi, ovvero degli smeraldi, che ci permetteranno di aprire altre porte. Abbiamo a disposizione un lettore “vintage” che permette di entrare in questi mondi virtuali, dei quali scopriremo l’utilità solo nel penultimo livello di gioco.

Non c’è alcun senso in quello che ho fatto durante tutto il gioco, trasportato in un flusso continuo di esplorazione, guidato soprattutto dalla curiosità di quello che poteva essere il grandioso finale. Che non esiste. Il gioco finisce così come è iniziato, senza svelare altro che l’intenzione malriuscita dei suoi creatori di cercare di far passare un messaggio talmente criptico che sfugge a qualsiasi comprensione.

Il mio compito è stato soprattutto quello di spostare un cursore sullo schermo e cercare indizi per procedere. Ci sono alcuni enigmi ambientali da risolvere, che nella maggior parte dei casi presuppongono di tornare sui propri passi per recuperare oggetti, per cui niente di veramente impegnativo. La cosa più impegnativa è sicuramente cercare di governare il cursore con lo stick di sinistra, in quanto esso ha la caratteristica di ritornare sempre al centro dello schermo, come fosse legato da un elastico ad un punto invisibile. Questo comporta che quando si devono compiere movimenti precisi si debba combattere contro questa invisibile forza elastica, che fa perdere molto in termine di precisione.

Dal punto di vista grafico il gioco è accattivante, così come il comparto audio è un ineccepibile accompagnamento attraverso ogni livello, ma questo non riesce a mitigare l’effetto predominante che trasmette SMBT: la “noia”.

Se a questo uniamo anche una delle mappe di gioco più inutili che siano mai state create e una rigiocabilità pari allo zero, posso assicuravi che se cercate un gioco indie appassionante ed accattivante, vi consiglio vivamente di guardare altrove.

small_radios_thumb_site_feature

In Conclusione

Un gioco come Small Radios Big Televisions è classificabile più come un esperimento. Peccato che sia mal riuscito, soprattutto per quel che riguarda il concetto di gioco in se. L’esplorazione diventa noiosa e ripetitiva e l’unico stimolo a procedere risiede nella speranza di un colpo di teatro che risolva il finale. Ma niente da fare, il gioco così come inizia finisce, lasciando solo un retrogusto di noia e la sensazione di aver inutilmente passato due ore a cercare di capire un messaggio talmente criptico da essere inesistente. Si salvano solo una grafica accattivante e una dignitosa colonna sonora, che però non valgono certo l’acquisto di Small Radios Big Televisions.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.