Darksiders: Warmastered Edition – Recensione

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THQ fu sicuramente uno dei publisher più interessanti della passata generazione. Dopo la disfatta avvenuta nel 2013, la software house è nata dalle sue ceneri grazie a Nordic Games, che è riuscita ad accaparrarsi sia lo studio che alcune delle sue proprietà intellettuali. Tra queste, proprio quella di Darksiders, di cui parleremo oggi. Le altre come Saints Row che è ora passata nelle mani di Deep Silver, o ancora la famosa e incredibilmente lunga serie di giochi dedicati alla WWE che ora sono passati sotto lo sviluppo di 2K Games. Lo sviluppatore originale fu Vigil Games, che sotto l’ala attenta di THQ riuscì a portare un prodotto notevole, valido e che fu tanto apprezzato dalla critica specializzata. I voti erano più che degni e la curiosità e la bontà del titolo fecero il passaparola tra le persone. A seguire ci fu un seguito, dove il protagonista non era lo stesso del primo capitolo, ma un altro cavaliere dell’apocalisse che si ritrovava a vivere un’avventura completamente nuova. I fan, prima del fallimento di THQ speravano in un terzo capitolo, ma che purtroppo non è mai arrivato. Immagino che questi lavori di rimasterizzazione, sia del primo che del secondo capitolo, siano stati fatti proprio per riproporre nuova linfa vitale alla serie, in modo da poter poi investire tutto sul tanto atteso terzo capitolo.

Titolo: Darksiders: Warmastered Edition
Sviluppatore: Vigil Games
Publisher: THQ Nordic
Lingua: Italiano
Piattaforme: PlayStation 4, Xbox One, PC, Wii U
Data di Uscita: 22/11/2016

Le vicende si aprono mostrando l’equilibrio che scorre tra Paradiso ed Inferno, che per preservarlo e mantenerlo intatto, l’Arso Consiglio invierà i Cavalieri dell’Apocalisse a intervenire qualora scoppi il caos tra i due regni, in modo da mantenere una tregua fino al prossimo scontro. La tregua è mostrata sotto la forma dei Sette Sigilli, che quando si spezzeranno, porteranno ad un nuovo scontro dove il principale motivo della battaglia sarà l’essere umano, nato dal caos sopraccitato. Ma qualcosa non va per il verso giusto, e mentre armate di Angeli e Demoni si ritrovano a combattere distruggendo ogni cosa, il cavaliere Guerra viene invocato sulla Terra. Appena messo piede sul pianeta, il protagonista si ritroverà di fronte ad Abaddon, scoprendo inoltre che i suoi fratelli Morte, Malattia e Fame non sono stati invocati e che, ancor peggio, i sigilli non sono stati ancora spezzati. A tal proposito, consapevole che qualcosa non era esattamente come doveva essere, Guerra torna dal consiglio dove viene accusato di aver scatenato sulla Terra un’Apocalisse prematura, in quanto tutti i Sette Sigilli erano intatti.

Condannato a morte (non è un gioco di parole), Guerra reclama un’altra chance per poter ristabilire il proprio onore, chiedendo di essere riportato sulla terra per indagare sulle cause che hanno causato quel caos e per ripristinare l’equilibrio. Il Consiglio accetta la sua proposta, ma alla sola condizione che sia supervisionato dalla Sentinella, un custode che ha il potere di uccidere il nostro protagonista qualora egli tenti di scappare o non mantenere la propria promessa. Il pianeta Terra, però, è diverso da come lo ricordava Guerra dal sul ultimo viaggio, circa un secolo. Il tutto si è perso ed è stato insabbiato da lande desertiche, dove i Demoni hanno avuto la meglio e conquistato il pianeta terra, anche grazie al potere del Distruttore. Gli esseri umani sono ormai prossimi alla morte o trasformati in zombie pericolosi. Cosa è successo, quindi?

Il gioco è essenzialmente lo stesso di qualche anno fa: un perfetto mix tra azione e avventura dove il giocatore, che impersona Guerra, ha libertà di spazio e combatte contro angeli e demoni utilizzando un ampio arsenale di armi moderne e magiche. Non manca, ancora oggi, la familiarità di certe meccaniche viste e riviste grazie a titoli quali Bayonetta e God of War, ma i ragazzi di Vigil Games riuscirono a dimostrare che il sistema di combattimento, azione e avventura portava ad una propria personalità. Nulla nega che gli sviluppatori sono grandi fan anche di The Legend of Zelda, ma l’unire puzzle ambientali ad un sistema di esplorazione, assieme ancora ad un combat system molto fluido e ben congegnato porta grandi benefici, soprattutto se fatto bene. Il gioco è infatti invecchiato più che bene e non dimostra poi così tanto di avere se anni pieni sulle spalle. Guerra ha a disposizione diverse armi principali che può usare nel corso della sua avventura, che saranno sbloccate soltanto durante il proseguire della stessa.

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Guerra potrà contare ancora su Divoracaos, Falce, Guanto Sismico e Lama dell’Armageddon (qualora si ritrovassero tutti i frammenti), ma anche su poteri e armi secondarie che potranno essere comprate da Vulgrim, il mercante del gioco. Tra queste non possiamo che menzionare “misericordia” e la “maschera d’ombra”, tra le più importanti e utili all’interno del gioco. A seguire non mancano i poteri di cui sopra, tra questi Pelledipietra, Immolazione e Tormento, ma non saranno di certo gli unici. Chiunque abbia giocato a Darksiders l’originale, quindi, sa bene cosa aspettarsi da questa remastered, mentre per tutti gli altri sarà interessante sapere che il gameplay e i contenuti sono molto vari ed esaltanti, non stancando quasi mai. Lo stesso dicasi per i nemici o i boss: questi sono incredibilmente diversi tra loro e mostrano l’impegno degli sviluppatori (ai tempi) nel voler dare il meglio di loro in questa produzione. Darksiders: Warmastered Edition si dimostra, quindi, un titolo incredibilmente valido tutt’ora, anche se non manca qualche lato negativo.

Questo si percepisce principalmente sul lato tecnico; anche se gli sviluppatori hanno migliorato – relativamente – il comparto tecnico, diciamo che non si sono impegnati così tanto. Purtroppo il peso degli anni si sente e, nonostante lo stile sfruttato sia ancora valido, non è mancata qualche nota stonata. I fondali e la distanza visiva è propria della passata generazione, lo stesso con alcune texture secondarie. Bene il frame-rate, sbloccato e portato a 60fps contro i 30 dell’originale, anche se con qualche intoppo: nelle fasi più concitate si è notato uno stuttering decisamente poco comprensibile e qualche calo indefinibile. Nulla che comporti qualche pena sul gameplay, assolutamente, però dopo sei anni di differenza e un macchina decisamente più potente della precedente, si pretendeva qualcosina in più. Lo stesso dicasi per le texture che, nonostante una maggiore pulizia grafica e ad una risoluzione più alta che rende il tutto più definito, mostra comunque il poco impegno di rielaborare certe animazioni o scenari.

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In Conclusione

Il lavoro svolto su Darksiders: Warmastered Edition non è poi così esuberante: il gioco si mantiene piuttosto moderno grazie a delle meccaniche valide e sorprendentemente divertenti dopo anni di pausa, assieme ad una trama ricca e ben delineata già dal principio. Un peccato per la realizzazione tecnica generale, dove a mostrarsi è un gioco che sente di più il peso degli anni anche se ad affiancarlo ci sono i 60fps. Seppur qualche ritocco qua e là si fa apprezzare molto, sarebbe molto strano premiare con il voto dato all’originale tempo fa, quindi ci limitiamo a fare un equilibrio tra elementi nuovi e vecchi. Esce fuori che il titolo offre molto ben di Dio per pochi euro: non fatevelo scappare!

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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