Sviluppato da Tripwire Interactive e distribuito, in Europa, da Deep Silver, Killing Floor 2 è uno sparatutto in prima persona che può essere giocato in solo o in cooperativa fino ad un massimo di 6 giocatori.

Il gioco è il seguito diretto di Killing Floor, uscito 7 anni fa, nel 2009, e propone lo stesso tipo di gameplay del suo predecessore, ma con molta più violenza e sangue. Anche il motore grafico si è rinnovato, proponendo una versione modificata dell’Unreal Engine 3, diversamente dal suo precursore che utilizzava l’Unreal Engine 2.

Killing Floor 2, rilasciato in Early Access su Steam nell’Aprile del 2015, arriva ufficialmente su PC e PS4 il 18 Novembre 2016. Noi abbiamo avuto modo di provarlo, per cui vi lasciamo alla nostra recensione completa del gioco.

Titolo: Killing Floor 2
Sviluppatore: Tripwire Interactive
Publisher: Tripwire Interactive
Lingua: Interfaccia in Italiano, dialoghi in Inglese
Piattaforme: PS4, PC
Data di Uscita: 18/11/2016

Horzine Biotech

In Killing Floor 2 i giocatori scendono in campo nell’Europa continentale dopo che è stata invasa da orribili cloni assassini chiamati Zed, creati dalle menti malate dei membri della corporazione Horzine. Il gioco parte, per l’esattezza, un mese dopo le vicende avvenute nei laboratori della Horzine Biotech a Londra, nel precedente capitolo. Gli esperimenti falliti della Horzine Biotech hanno causato una diffusione rapida e inarrestabile degli Zed sul territorio Europeo, paralizzando l’intero vecchio continente. La civiltà è allo sbando, i cloni Zed sono dappertutto, le reti di comunicazione hanno fallito, i governi stanno crollando uno dopo l’altro e le forze militari sono state eliminate in modo sistematico.

I cittadini europei sono concentrati sulla salvaguardia della propria esistenza, e i pochi fortunati che sono sopravvissuti si sono nascosti per la paura. Tuttavia, in questo panorama di morte e sangue, non tutti hanno perduto la speranza: un gruppo eterogeneo di civili, soldati e mercenari ha deciso di collaborare e creare un’alleanza per combattere i focolai di esemplari di Zed, sterminando ogni singolo terrificante clone. Non appena viene rilevata una zona calda, piena di Zed, i giocatori vengono inviati sul posto per eliminare tutte le minacce utilizzando qualsiasi mezzo a loro disposizione e stabilire basi operative in tutta Europa.

Il contesto nel quale si dipanano le vicende (se così possiamo definirle, visto che manca una modalità campagna vera e propria) di Killing Floor 2 è molto classico, e ricorda vagamente l’epidemia vista in Resident Evil. Tuttavia, non mancano le differenze, come avete potuto leggere poc’anzi nel nostro breve riassunto della trama del gioco.

La mancanza di una vera e propria campagna principale è mitigata dalla presenza di una modalità singleplayer chiamata Survival che vedrà il giocatore, nei panni della classe (come vedremo più avanti) che più gli si addice, combattere ondate sempre più cospicue di Zed in 12 mappe tutte diverse, ben realizzate ed ispirate. Essendo pensato per il cooperativo, Killing Floor 2 brilla maggiormente nelle partite multigiocatore online, dove con altri 5 compagni gli scontri diventano molto più interessanti e meno stressanti ed opprimenti.

Killing Floor 2

Killing me softly

Come accennato nell’introduzione, Killing Floor 2 è uno sparatutto in prima persona che può essere giocato fino a 6 giocatori. Il gioco offre un arsenale di armi da fuoco, bombe a mano, granate, armi corpo a corpo veramente variegato e completo. Non staremo qui a farvi la lista della spesa, vi diciamo solo che ogni arma è caratterizzata da un rateo di fuoco, un design, e un feedback completamente diversi e particolareggiati. A proposito di feedback delle armi, alcune volte il gioco sembra non donare una risposta sempre precisa del fuoco: quando spariamo, molto spesso le pallottole sembrano non colpire gli Zed, facendo credere al giocatore di avere una mira pessima. In realtà i colpi vanno a segno, ma la sensazione che questo non accada, vi farà sprecare caricatori su caricatori nell’intento di uccidere più mostri possibile. Probabilmente questo tipo di feedback è stato voluto dagli sviluppatori, che hanno cercato di rendere il tutto più realistico, con armi caratterizzate da un rinculo molto pronunciato, e di alzare il livello di sfida, che già ai livelli medi è sufficientemente elevato.

Di fatto, che si parli di modalità in singolo offline o di modalità multiplayer online, la modalità Survival offre davvero un livello di sfida elevato: non tanto per quanto riguarda le ondate di Zed, che ovviamente sono sempre maggiori e con mostri sempre più potenti e resistenti ai colpi, ma soprattutto per la presenza di un boss di fine ondata, che varia da mappa a mappa, e darà del filo da torcere ai gruppi di giocatori meno organizzati. Qui entra in scena il matchmaking, che è molto veloce e reattivo nel proporci i compagni di team, ma che molto spesso non è sufficiente per permetterci di completare la partita: infatti, senza un team affiatato e composto dal giusto set-up di classi, è molto difficile riuscire a sconfiggere il boss di fine ondata.

Il gioco, nella modalità Survival, offre 4 livello di difficoltà, dal Normale all’Inferno in terra, e 3 tipologie di lunghezza, a 4 ondate, 7 ondate o 10 ondate. Le mappe a disposizione sono veramente tante, 12 per l’esattezza, e risultano tutte particolareggiate, sia per quanto riguarda il level design, articolato ed intricato, sia per quanto riguarda le location, che variano da mappa a mappa, facendoci visitare le città più importanti di tutta l’Europa.

Dal punto di vista dei personaggi e delle classi, Killing Floor 2 presenta un parco di 14 personaggi giocabili, ognuno con il proprio background narrativo e il proprio paese di origine, descritti in un piccolo riquadro a fianco della schermata di personalizzazione. Ogni personaggio è personalizzabile grazie a vari oggetti e skin, ottenibili completando determinati obiettivi o acquistandoli nello shop del gioco. Per quanto riguarda le classi, il gioco offre 10 classi giocabili, ognuna con un ruolo differente a seconda della tipologia: Berserker, Commando, Demolitore, Piromane, Pistolero, Medico da Campo, Cecchino, Support, S.W.A.T e Survivalista. Ogni classe, oltre a ricoprire un ruolo preciso (come si può dedurre dai nomi di queste ultime), ha anche dei punti di forza, delle debolezze, delle priorità per quanto concerne il combattimento con gli Zed e un set di armi, armatura e gadget predefinito, che tuttavia può essere modificato a proprio piacimento.

Ultimo aspetto del gameplay che vogliamo trattare è la modalità PvP vs Survival, una versione a 12 giocatori della modalità Survival classica che vede due team da 6 giocatori ciascuno scontrarsi sul campo di combattimento vestendo i panni, da un parte degli umani, dall’altra degli Zed. Ogni match dura 4 ondate più un’ ondata finale che comprende anche il boss. A turno, un team gioca nei panni degli umani, mentre l’altro impersona un mix di Zed speciali modificati artificialmente mescolati a Zed “normali” controllati dall’I.A.. La partita finisce quando gli umani vengono annientati o, viceversa, gli umani riescono a sconfiggere il boss. Dopo che entrambi i team hanno giocato sia nei panni degli umani che degli Zed, viene mostrato il punteggio finale basato sulle performance di entrambi i team e vengono eletti i vincitori. Senza ombra di dubbio, questa è la modalità più divertente presente attualmente in gioco!

Killing Floor 2

Zed ovunque

Se dal punto di vista del gameplay il gioco si dimostra completo sotto molti punti di vista, lo stesso si può dire per quanto riguarda il character design. Non solo i personaggi umani giocabili risultano ben caratterizzati e definiti nei loro tratti somatici e nel loro vestiario, ma persino gli Zed sono tutti diversi e estremamente particolareggiati. Proprio come accade in Left for Dead 2, ci sono diversi tipi di Zed, che cambiano in aspetto, comportamento, potenza e aggressività mano a mano che si prosegue nelle ondate, fino ad arrivare al boss di fine livello, veramente forte e difficile da abbattere. Ogni Zed, proprio come accade per i protagonisti, ha dei punti di forza e delle debolezze, così come delle abilità particolari e delle armi stravaganti. Character design promosso!

Guardando al comparto grafico e tecnico, Killing Floor 2, sulla versione PS4 provata da noi, si comporta bene: gli fps sono stabili, senza cali vertiginosi di frame, tranne in alcuni sporadici casi (tanti nemici a schermo, per esempio); i server sono abbastanza veloci e stabili, sebbene in alcuni casi qualche laggata l’abbiamo notata (potrebbe dipendere dalla nostra connessione, aah we love Italy!); infine il matchmaking, che come abbiamo detto poco fa, è soddisfacente e veloce nell’assegnarci compagni di squadra. Ma è tutto oro quello che luccica? Non sempre, purtroppo. Se dal punto di vista tecnico il gioco di comporta bene, il lato puramente grafico non è sempre all’altezza del prodotto: di fatto, alcune textures non sono sempre eccelse, e i modelli poligonali dei nemici e dei nostri compagni non sono di altissimo livello. Nulla che impedisca di godersi la frenesia degli scontri, però non siamo ai livelli di Doom, per portare un esempio. Anche il sangue, che è parte integrante del gioco vista la sua violenza, molto spesso assomiglia più ad una chiazza di pomodoro che a sangue vero, minando un po’ quella dose di realismo che in uno sparatutto è bene accetta.

Le animazioni risultano di buon livello, soprattutto quelle degli Zed, che si muovono nella mappa in maniera rapida e fluida, senza mai incastrarsi in pareti o arrancare nei movimenti. Nota di merito al cromatismo e all’utilizzo dei colori, accesi e ben bilanciati in ogni contesto e soprattutto in ogni mappa. Anche il sonoro svolge bene il suo lavoro: il doppiaggio in gioco è completamente in inglese, ma si limita principalmente alle voci di sottofondo dei nostri compagni e alla nostra, quindi non avrete particolari problemi. L’interfaccia, al contrario, è in italiano, perciò sarà semplice avere un quadro chiaro e completo del background dei personaggi utilizzabili e delle classi. Gli effetti sonori di armi, esplosioni e i versi bestiali degli Zed sono ben realizzati e garantiscono un buon feedback sonoro, soprattutto in cuffia. La colonna sonora, nonostante non sia troppo epica, riesce ad accompagnare bene i combattimenti grazie al suo ritmo incalzante e in linea con il dinamismo dei combattimenti in spazi spesso ristretti.

Killing Floor 2

In conclusione

Killing Floor 2 è un titolo frenetico e divertente, su questo non c’è dubbio. Sebbene si senta la mancanza di una campagna singleplayer vera e propria, il gioco riesce a riscattarsi grazie alle varie modalità multigiocatore online che offre. Inoltre, anche la presenza di diversi personaggi tra cui scegliere, ognuno completamente personalizzabile, e la possibilità di utilizzare fino a 10 classi, ognuna destinata ad un ruolo preciso, rendono il tutto più dinamico ed articolato.

Dal punto di vista tecnico e grafico, l’Unreal Engine 3 modificato svolge bene il suo sporco lavoro, nonostante alcune piccole lacune siano innegabili. Gli Zed, tutti diversi, sia per aspetto che per comportamento e abilità, ci hanno soddisfatto, soprattutto per quanto concerne il livello di sfida, davvero all’altezza della produzione.

Unico consiglio che ci teniamo a darvi è di acquistare Killing Floor 2 solo se avete qualche amico con cui giocarci: infatti, sebbene il matchmaking funzioni molto bene, solo con lavoro di squadra, collaborazione e strategia è possibile godere a pieno di questo sanguinolento sparatutto. Consigliato agli amanti dei titoli co-op.

Francesco warfra Lorenzoni

Un ragazzo come tanti che vuole trasformare le sue passioni in un lavoro.

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