Nintendo Classic Mini – Prime impressioni

Videogiochi

Sono cresciuto con le console ad 8 bit, anche perché erano le uniche disponibili trenta anni fa, e ne posseggo un bel po’, come ogni retrogamer incallito. Il problema è che queste ormai vetuste macchine gioco hanno difficoltà ad essere ben visualizzate sui moderni televisori e almeno che non siate degli smanettoni in grado di creare accrocchi oppure disposti a tenervi in casa un vecchio televisore CRT dedicato al solo retrogaming, difficilmente potrete rigiocare le vecchie glorie del passato. Nintendo ha fatto bene i suoi conti quando ha annunciato il lancio del NES Mini con uscita HDMI qualche mese fa, visto che ho subito prenotato la mia console. Adesso che è arrivata e che ho potuto testarla, vediamo se si è trattato di un incauto acquisto oppure di un valido retro-investimento.

La prima cosa che si nota appena si guarda la scatola è una scritta rossa ben evidente che ci avverte che l’alimentatore USB non è incluso nella confezione. Sono rimasto un po’ stupito di questa scelta da parte della grande N, perché nella scatola, oltre alla console e al pad, ci sono anche un cavo HDMI e uno Micro USB, quindi perché non metterci anche un alimentatore? Il problema dell’alimentazione si risolve molto rapidamente, poiché tutti in casa abbiamo quasi certamente un adattatore USB da 5V e 1A, che non è altro che il caricabatteria del cellulare, ma sinceramente non ho ben capito il perché di questo “risparmio”.

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La prima cosa che si nota della console sono le sue ridotte dimensioni, che riproducono comunque fedelmente l’aspetto del NES, in ogni suo dettaglio. Appena si tira fuori dalla scatola si nota anche la leggerezza della console. I giochi, come ben sapete, sono trenta e tutti precaricati all’interno, quindi alla fine di tratta solo di una piastra madre ed una ROM che contiene il software. In pratica una graziosa scatolina vuota che ripropone le fattezze del NES. Sul frontale si trovano il pulsante Power e Reset e le due porte per inserire i pad. Nel retro c’è l’uscita HDMI e la connessione MicroUSB per l’alimentazione.

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In pochi secondi si collegano  i vari cavi e la console è già pronta per essere utilizzata. Non c’è bisogno di soffiare sui contatti, tutti i trenta storici titoli sono lì, in un pratico menù dai quali potremo sceglierli.

Ne prendo uno a caso e subito dalle prime schermate è evidente l’opera di “modernizzazione “ fatta da Nintendo. Si può scegliere se giocare in alta definizione a tutto schermo, oppure optare per la risoluzione originale e per i più nostalgici c’è la possibilità di scegliere la visualizzazione “old style”, che simula i vecchi televisori.

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Tutti i giochi presenti, a parte la miglior visualizzazione grafica, sono le versioni originali, per cui coloro che non hanno potuto gustarseli nel passato e non hanno mai avuto l’insana tentazione di diventare dei retrogamers, possono dedicarsi a pietre miliari come Galaga, Donkey Kong et similia, giocandoci come una volta. Infatti il pad incluso nella confezione è anch’esso identico all’originale.

Ma vale veramente la pena comprare il mini NES? La risposta purtroppo non è semplice. Per giocatori anziani come il sottoscritto l’acquisto può essere dettato solo dalla nostalgia, per i più giovani può essere un piacevole salto nel passato, ma a mente lucida si tratta solo di un emulatore ufficiale. I punti a favore di questa compilation sono sicuramente la grafica migliorata, la possibilità di connettersi alle televisioni moderne e la modalità di salvataggio che permette di sospendere ogni gioco e riprenderlo da dove eravamo rimasti.

Uno dei lati negativi è sicuramente la non espandibilità della console. E’ vero che trenta giochi sono tanti, ma poteva essere anche inserita una modalità per poterli scaricare del Nintendo Shop, magari tramite il collegamento USB.

Alla fine il sistema ricorda similari operazioni commerciali “all-in-one”, che in passato sono state fatte per altre console d’annata, come ad esempio l’Intellivision. Da Nintendo mi sarei aspettato qualcosa di più di un semplice emulatore con giochi lustrati a nuovo.

Altra cosa che mi ha un po’ deluso è il fatto che l’ingresso del pad nella console non sia compatibile con i pad originali, obbligando così l’acquisto di un secondo pad da parte di chi vuole cimentarsi a terminare in coppia Bubble Bobble. Anche in questo si legge l’intento commerciale dell’operazione, visto che i pad aggiuntivi costano quasi quanto metà console.

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In Conclusione

Avere la possibilità di poter giocare con titoli che hanno fatto la storia del mondo dei videogiochi è sicuramente un buon motivo per comprare il Mini NES, ma se togliamo la patina della nostalgia si vede chiaramente l’abile mossa commerciale di Nintendo. Se però questo riuscisse a far capire a chi oggi misura il divertimento videoludico solo in termini di teraflops, che l’essenza del piacere è intrisa in ogni gioco, anche quelli più vetusti a prescindere dalla grafica fotorealistica e all’audio 128.1, allora ben vengano queste iniziative.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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