Dishonored 2 – Recensione

Dopo l’uscita del primo capitolo capace di far innamorare molti giocatori dando vita ad una nuova incredibile serie, lo studio francese Arkane Studios è tornata con un nuovo ed incredibile sequel. Dishonored 2 porta una ventata d’aria fresca anche se non troppo diversa dalla precedente: è concettualmente molto vicino al predecessore ma decisamente più aggressivo e coraggioso, esponendo il potenziale inespresso del primo capitolo a causa del dubbio esperimento. Arkane questa volta è andata a colpo sicuro, o quasi, nel proporre un esponenziale miglioramento della struttura di base già conosciuta, esplorando nuove vie e strade che possono, nel caso si possedesse un talento naturale come in questo caso, portare al successo. Non fatevi ingannare dalla similitudine di certi approcci o sistemi, perché nel profondo si tratta di un titolo molto più riuscito, incredibile e sfaccettato del primo – comunque superlativo – capitolo.

Titolo: Dishonored 2
Sviluppatore: Arkane Studios
Publisher: Bethesda
Lingua: Completamente in Italiano
Piattaforme: Xbox One (versione testata), PS4, PC
Data di Uscita: 11/11/2016

https://www.youtube.com/watch?v=Cweg1GM7zSE

Sono passati circa quindici anni dalla cospirazione che ha tentato di sovvertire il destino della famiglia reale di Dunwall. Corvo Attano, amante segreto della regina Jessamine Kaldwin, fu incolpato di regicidio reale e messo in gattabuia. Un gruppo di lealisti lo fece evadere con la speranza di riportare ordine in quella città afflitta dalla peste, dalla corruzione e dall’oblio. Dopo essere stata salvata, Emily Kaldwin è divenuta imperatrice di Dunwall e, sotto i consigli e le lezioni del padre Corvo, è riuscita a mantenere l’ordine nella città pur trovandosi spesso alle strette. Durante la commemorazione della regina Jessamine, il trono della legittima imperatrice viene messo di nuovo a repentaglio da un colpo di stato improvvisato dalla potente Delilah in combutta con il Duca di Serkonos. La strega si è autoproclamata la sorella della defunta imperatrice Jessamine, sorprendendo tutti i presenti e spodestando, in modo più che letale, l’imperatrice Emily. A tal punto ci verrà chiesto quale personaggio impersonare tra Emily o Corvo, con la conseguenza di marginali ripercussioni narrative tra dialoghi e situazioni inerenti ad un singolo personaggio.

Qualsiasi sia la nostra scelta, il susseguirsi degli eventi ci porterà a Karnaca, il Gioiello del Sud. Città fresca, colorata ma che nasconde una serie infinita di problemi nelle zone in penombra. ll sangue versato a Dunwall finisce nell’oceano e arriva fino alle bellissime coste di Karnaca, dove ad attendere i due personaggi saranno delle risposte, ma anche nuove domande. La città offre bellezze fuori dagli standard, dove ci saranno soldati con cervelli meccanici e cuori magnetici creati dal genio Kirin Jindosh: invenzioni per elevare il cittadino, oppure schiacciarlo sotto una potente forma dittatoriale. A bordo della Dreadful Whale, Emily o Corvo percorreranno la strada della loro rivalsa contro la potenza dell’impero, privandolo pezzo dopo pezzo della propria stabilità. Nel mirino ci sono ovviamente il Duca Luca Abele e Delilah, ma a seguire ci saranno tante vittime di corruzione, potere e malvagità.

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La trama di Dishonored 2 riesce a districarsi perfettamente tra le varie linee sviluppate da Arkane Studios; la città è viva di situazioni di contorno che rendono il tutto più verosimile. Gli Urlanti il cui obiettivo è avere il comando della città, o ancora i Sacerdoti, parte della fazione militare all’interno dell’Abbazia dell’Uomo Comune, promessi di combattere coloro che sono associati all’Esterno. L’opera dei ragazzi di Arkane è incredibile sotto questo punto di vista, e offre anche maggior approfondimento sulle note dei personaggi, i dialoghi e la propaganda. Il team di sviluppo si è concentrato in questo secondo capitolo cercando di collegare ogni aspetto di gioco alla trama, lo stile politico del governo e della situazione che vige a Karnaca. Ci saranno infatti graffiti sui muri che mostreranno il pensiero della gente, o veri e propri movimenti per reclutare adepti all’Abbazia dell’Uomo Comune. A concludere, infine, il paragrafo relativo alla narrativa, è un finale decisamente meno sbrigativo del precedente, più colossale e grandioso, così che il tagline del “riprenditi ciò che ti appartiene” è perfettamente innescato all’interno della struttura, al di fuori dei contesti puramente ludici.

La libertà espressa dagli sviluppatori nel poter scegliere qualsivoglia approccio al gioco è sicuramente tra i pregi che hanno portato al successo il primo capitolo. In questo sequel il tutto è stato notevolmente migliorato e ampliato, soprattutto se utilizzerete Emily come primo personaggio giocabile. La scelta di Corvo potrebbe risultare conservativa, perché il Lord Protettore utilizzerà gli stessi poteri conosciuti nella precedente produzione, mentre con Emily si potrà beneficiare di nuovi modi di uccidere, evitare e superare i nemici con scioltezza. Le differenze tra i due sta principalmente nel sistema base, dove Corvo è più adeguato per l’utilizzo nelle fasi stealth, con i poteri predisposti a superare ostacoli o zone altrimenti complicate, mentre con Emily si potrebbe beneficiare di una maggiore creatività di uccisione. Inoltre, considerando i personaggi e la loro età, la saggezza e l’esperienza di Corvo collegate alle meccaniche stealth, mostrano un connubio perfetto e un sodalizio che va avanti fin dal primo capitolo. Emily invece, anche dai dialoghi, si pronuncia spesso come più imperterrita, irrequieta, nella sua prima vera lotta contro l’impero. Ovviamente la scelta di uno non implica per forza di cose la scelta di generare Caos o meno per le strade di Karnaca, quindi scegliete semplicemente in base alla vostra preferenza.

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Non posso che consigliare l’approccio esplorativo e nascosto per beneficiare al meglio della creatività di Arkane Studios. L’opera regala il meglio di sé se portata a termine secondo le espressioni ideate dagli sviluppatori, ovvero di osservare per bene tutte le strade, i vicoli e le ronde nemiche per superare il tutto senza che qualcuno se ne accorga. Questo porta, inoltre, ad assimilare tutti gli innumerevoli dettagli narrativi sparsi per il mondo di gioco: non a caso potreste trovare strade alternative ma che vi mettono di fronte a dei nidi di Mosche di Sangue, una terribile piaga che affligge la capitale di Serkonos. Questa fase esplorativa può portare al ritrovamento di Rune dell’Esterno o Amuleti d’Osso che saranno utili al fine di migliorare i poteri dei due protagonisti o aggiungere dei bonus statistica al personaggio. Questi saranno sparsi per tutto il gioco e potranno essere ritrovati grazie al cuore che ci sarà dato ad inizio gioco, che grazie alla voce dell’anima contenuta all’interno, potremmo anche beneficiarne per conoscere gli oscuri segreti che si celano dietro la popolazione di Karnaca e sulla città stessa.

A seguire le meccaniche di gioco ci sarà un vasto e dettagliato armamentario che sarà utile al fine di superare gli ostacoli con scaltrezza. Sarà possibile utilizzare dei gadget sia per necessità di rimanere nascosto nell’ombra, sia per quella di affrontare faccia a faccia i nemici. In aiuto alle fasi stealth ci saranno delle mine stordenti che sarà possibile recuperarle in giro o comprarle: queste si attiveranno automaticamente quando un nemico si avvicinerà ed emaneranno una serie di scosse elettriche che stordiranno il nemico abbandonandolo al sonno. Lo stesso dicasi per i dardi soporiferi, l’arma più utile se decideste di affrontare la run senza uccidere e senza farvi scoprire. Qualora siate dei tipi tosti e amiate prendere il nemico in modo diretto, oltre ad un sistema di combattimento molto simile a quello conosciuto con il primo capitolo, quindi con spada retrattile e pistola o balestra annessa, si potrà fare affidamento a diversi tipi di armi da lancio come granate, mine esplosive e tanto altro. Questo sarà tutto possibile trovarlo in giro per i livelli, esplorando dettagliatamente ogni angolo di Karnaca, oppure comprarlo al Mercato Nero, dove sarà possibile anche migliorare i progetti del proprio inventario.

Oltre cotanta bellezza contenutistica, non possiamo tralasciare l’incredibile dettaglio artistico di certi elementi; è chiaro che gli sviluppatori abbiano focalizzato il lavoro sul level design, con architetture di un fascino incredibile. Ma non è tutto: in questo capitolo si percepisce molto di più il senso di verticalità, e anche un semplice edificio in mezzo al mare è incredibilmente curato per sfruttare al meglio ogni passaggio. Il tutto è decorato con il passaggio al nuovo motore grafico utilizzato dal team di sviluppo, che è stato ribattezzato Void Engine: la base solida è sempre derivante dall’idTech, ma le modifiche messe a punto dal team sono palesi, così come un rendering decisamente “pennellato”. Come il primo Dishonored, questo secondo capitolo mette in scena un’opera artistica di assoluto spessore: sembrerà spesso di assistere ad un quadro in movimento, con pennellate morbide o fatte ad acquerello. Purtroppo c’è da dire che alcune texture in bassa risoluzione (troppo bassa) possono far storcere un po’ in naso, ma ci si può passare sopra grazie al buonissimo sistema d’illuminazione, incredibilmente migliorato rispetto al passato. Su Xbox One si è anche notato un problema di sfocatura elevato che non ho riscontrato sulla versione PS4 Pro, ma questo non implica che la versione Microsoft sia sotto le aspettative, anche se per i più pignoli potrebbe intaccare l’indice di gradimento.

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In conclusione…

Dishonored 2 si classifica come uno dei migliori titoli di questo 2016, senza ombra di dubbio. I pochi e insignificanti difetti non rendono giustizia ad un opera che viaggiava verso un punteggio pieno, ma non può che essere l’impalcatura su cui gli sviluppatori potranno poi costruire un nuovo capitolo o un gioco simile. Va’ fatto un plauso ai ragazzi di Arkane Studios per l’incredibile capolavoro che sono riusciti a tirare fuori, con uno sviluppo artistico degno di lode, un trama bella e raccontata bene, una città incredibile come Karnaca, piena di spunti, riflessioni, oscuri segreti e altro da scoprire. Il gioco eccelle in tutto, dalla varietà delle situazioni alle meccaniche di gioco, dal semplice armamentario alle strutture artistiche. L’unica critica da muovere agli sviluppatori è di non aver “osato” leggermente di più per dare più originalità al gioco, visto che almeno superficialmente, sembra di giocare al primo – comunque splendido – capitolo. Dishonored 2 è sicuramente tra i giochi più belli che io posso aver giocato quest’anno, consiglio l’acquisto a chiunque voglia regalarsi un’opera videoludica degna del suo nome.


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