VR Worlds è stato inserito nella line-up di lancio dell’headset VR marchiato Sony per dimostrare le potenzialità di quello che molti considerano il futuro del gaming, ma l’altro lato della medaglia è che ne dimostra anche i limiti, soprattutto in questa prima fase.

Titolo: VR Worlds
Sviluppatore: London Studio
Publisher: Sony
Lingua: Testi in italiano
Piattaforma: PS4, PSVR
Data d’uscita: 13/10/2016

Mi sono trovato tra le mani una compilation di cinque giochi, o per meglio dire “interazioni”, in quanto la mia fame ludica è stata ben poco soddisfatta, se non da London Heist. Ma vado per gradi, seguendo l’ordine con il quale ho testato questi titoli.

Ocean Descent

maxresdefault-4

Quando si parla di immersione nella VR, forse questo è il titolo che meglio la descrive in senso letterale.
Mi sono trovato in una gabbia, appeso ad una barca mediante un lungo cavo e lentamente sono stato immerso negli abissi oceanici. Il fattore “wow” è potente, in quanto la realizzazione grafica è davvero solida, ricreando un ambiente marino vivo e abbastanza impressionante. Peccato che tutto si fermi qua. Siamo solo spettatori di una bella demo, nella quale non potremo assolutamente interagire, ma solo subire gli eventi. L’attacco dello squalo è sicuramente il momento più adrenalinico di tutto Ocean Descent, il resto è solo noia. Una volta provate le tre modalità difficilmente lo riproverete, al massimo lo potrete far provare ai vostri amici, ma poi non vi lamentate se diranno “tutto qua sta VR??”

The London Heist

the_london_heist_shooting

Sicuramente il titolo che all’interno della compilation ha incontrato i mie maggior favori. Anche in questo caso si tratta di una esperienza interattiva, ma almeno qualcosa si può fare. Ho iniziato la storia, che seppur molto breve è stata molto appagante, sia in termini di godimento visivo che di divertimento. Ripercorriamo la giornata di un gangester dell’East End londinese che decide di fare il colpo della sua vita, ma qualcosa va storto, molto storto. Con una serie di flashback sono stato tirato dentro l’azione, che però si riduce alla fine a sparare contro gli avversari e interagire con alcuni oggetti. La resa grafica, come dicevo, è ottima, ma i limiti del posizionamento sono abbastanza evidenti, soprattutto nelle fasi più concitate, dove mi sono dovuto impegnare per poter prendere la mira. Questo è forse dovuto al fatto che ancora non posseggo i due sensori Move, per cui giocare con il pad risulta meno preciso, in quanto il tracciamento dello stesso a volte si perde, obbligandomi a resettare la visuale e il posizionamento (che avviene tenendo premuto il tastio Option sul pad stesso.). In una mezz’ora si completano i pochi capitoli presenti, ma si può espandere il divertimento cimentandosi nel poligono, che ha varie modalità in grado di far incrementare un po’ la longevità del titolo.

Scavengers Odyssey

maxresdefault-5

Ed eccoci dentro ad un simulatore VR che ancora una volta mi porta ad affrontare l’argomento “motion sickness”. Alla guida di un esoscheletro saremo impegnati in una breve esplorazione alla ricerca di un manufatto misterioso. Anche se London Studio ha cercato di limitare quanto più possibile lo sballottolamento dei sensi, dopo qualche minuto di gioco si inizia a provare quella sensazione di smarrimento spaziale, che conduce poi ad un senso di nausea. Nei soggetti meno sensibili, essendo la durata del gioco molto breve, basta fermasi qualche secondo per riprendere fiato, ma in me, che soffro di chinetosi, ha provocato la reazione di dovermi togliere a più riprese il visore, fermarmi per una decina di minuti e poi riprendere a giocare. Il gameplay è divertente, la storia non molto originale, e anche in questo caso si può parlare più di un demo esteso che non di un vero e proprio gioco, poiché in una mezz’oretta scarsa (senza contare le pause forzate) viene portato tranquillamente a termine. La possibilità di saltare, raccogliere oggetti e sparare lo rendono sicuramente il più interattivo dei tioli presenti in VR Worlds, ma non raggiunge la bellezza di The London Heist

Danger Ball

danger-ball-psvr-11-e1475849588224

Ed ecco a voi Pong in versione VR. Divertente, semplice, immediato. Con la testa si controlla la “barretta”, e con movimenti rapidi si può anche imprimere l’effetto alla pallina. Il divertimento è assicurato dalla varietà degli avversari e dalla modalità torneo. La grafica “à la Tron” è essenziale, con colori al neon che non disturbano assolutamente la vista. E’ un ottimo passatempo nel quale la nostra abilità aumenterà sempre di più giocando, ma rimane comunque sempre il buon vecchio Pong

VR Luge

03

Sarò sincero, non sono riuscito a finire nemmeno il primo tracciato di questo gioco. In pratica si tratta di una serie di gare downhill a bordo di quelli che dalle mie parti si chiamano carretti e che gli americani hanno ribattezzato Luge, ovvero delle slitte su ruote che sfrecciano ad oltre 100 km/h sull’asfalto.

Il gioco consisterebbe nel comandare lo slittino a velocità smodata, ma il difetto imperdonabile è che la reattività tra il movimento della testa e il comando impartito al nostro alter ego digitale è talmente lenta, che dopo trenta secondi di gioco la mia coordinazione spaziale è andata completamente in tilt, facendomi crollare sul letto in stato di semi-coma nausebondo. Per capire se era solo un mio problema ho fatto provare il gioco anche ad altri, ma la reazione è stata similare alla mia. Meglio evitare di giocarci, nella maniera più assoluta, se non volete ridurvi a degli ammassi verdognoli sopraffatti dai conati e dalle vertigini.

In Conclusione

VR Worlds mi ha ricordato moltissimo i primi demo disk che uscirono con la PSX. Ma in questo caso la dimostrazione non gioca a favore del PSVR.
Dalla compilation, che ha un rapporto qualità prezzo discutibile, si salvano sul piano della giocabilità The London Heist e su quello della grafica Ocean Descent.
Gli altri tre titoli sono meri esercizi di stile, alcuni dei quali, come VR Luge, oltretutto malriusciti.
Danger Ball e Scavengers Odyssey sono carini, ma il primo è una versione estesa di Pong, mentre il secondo è comunque troppo breve per essere considerato un vero e proprio gioco.
Infatti, il difetto principale è proprio la scarsa interazione, che non può far certo classificare questi titoli come “giochi” nel senso comune del termine, ma come esperienze, che però non fanno parte integrante del concetto di “realtà virtuale” così come comunemente inteso.
Sicuramente sarebbe bello vedere uno sviluppo completo dell’assaggio dato con The London Heist, che potrebbe diventare il moderno Time Crisis, ma solo a patto che venga migliorata l’interazione con il pad. E’ solo grazie a questo titolo che la compilation ottiene una risicata sufficienza.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com