Call of Duty: Infinite Warfare – Recensione

Featured Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

L’ultimo titolo di Call of Duty che ho avuto il piacere di giocare è Advanced Warfare, sviluppato da Treyarch e uscito esattamente 2 anni fa. Nonostante io abbia saltato per un anno l’appuntamento con la saga, perdendomi Black Ops III, sono stato fortunato nel ritrovarmi tra le mani l’evoluzione, nel vero senso del termine, del titolo di Treyarch uscito nel 2014.

Call of Duty: Infinite Warfare, infatti, è esattamente ciò che Advanced Warfare non è stato: un gioco dinamico, frenetico, per quanto riguarda il comparto multigiocatore, e un prodotto con una campagna in singleplayer ricca di cliché, questo è innegabile, ma che grazie ad un taglio più cinematografico, riesce a tenere il giocare incollato al pad. Inoltre, la natura più fantascientifica della saga, che ha avuto il suo turning point di maggior spessore proprio con Advanced Warfare, torna qui in pompa magna, elevando alla massima potenza, in termini di ambientazione e gameplay, ciò che è stato fatto da Treyarch 2 anni or sono.

Call of Duty: Infinite Warfare, sviluppato da Infinity Ward e prodotto, come sempre, da Activion, è disponibile dal 4 Novembre su PS4, Xbox One e PC. Gli sviluppatori saranno riusciti a contrastare al meglio gli altri due protagonisti del genere FPS di quest’anno, Battlefield 1 e Titanfall 2? Vediamolo insieme in questa recensione.

Titolo: Call of Duty: Infinite Warfare
Sviluppatore: Infinity Ward
Publisher: Activision
Lingua: Completamente in italiano
Piattaforme: Xbox One, PS4, PC
Data di Uscita: 04/11/2016

Chiamata alle armi

Sebbene la campagna di Infinite Warfare risulti simile, per quanto riguarda l’impostazione generale, ai capitoli precedenti della saga, Infinity Ward, strizzando l’occhio a più di un franchise e a Ghosts, riguardo l’ambientazione spaziale, è riuscita a proporre un trama intrigante e molto frenetica, che non dà al giocatore un attimo di respiro, se non in rare occasioni.

Nei panni del capitano Reyes, un pilota di primo grado nella sezione Operazioni Speciali e capitano della Retribution, ci ritroveremo a viaggiare e combattere sui principali pianeti del sistema solare, tra cui Terra, Marte, Mercurio, lune di Saturno e persino Giove. Reyes è un ufficiale dalla natura decisa e scrupoloso, a tratti impassibile di fronte agli orrori della guerra e alla perdita di compagni a lui molto cari.

Con un ruolo fondamentale nelle vicende che intercorrono nella campagna di Infinite Warfare, il capitano Reyes dovrà lottare, dalla parte delle truppe terrestri, contro un gruppo di separatisti che vedono nelle colonie sul pianeta Marte la loro effettiva terra natia. Al comando della più grande nave da combattimento mai creata dal FDC, la Retribution, il capitano Reyes dovrà affrontare l’esercito di “robottoni” messo in piedi dal Fronte di Difesa delle Colonie, in una guerra all’ultimo sangue che assomiglia più da vicino ad una crociata piuttosto che ad una lotta per la ricerca dell’indipendenza.

La campagna di Infinite Warfare, come accade in tutti i titoli della saga, ha una durata relativamente breve: tra le missioni secondarie, che serviranno a facilitarvi il lavoro, se portate a termine parallelamente a quelle principali, e quelle principali, riuscite con tutta tranquillità a portare a termine la campagna (a difficoltà media) in circa 8/9 ore. E questo è un vero peccato.

Se c’è una cosa che ci ha colpito di Call of Duty: Infinite Warfare, infatti, è proprio la trama: sebbene sia ricolma di cliché e la presenza di Kit Harington (Jon Snow in poche parole) non riesca minimamente a scalfire l’atteggiamento manipolatore e cazzuto di Kevin Spacey in Advanced Warfare, l’impianto più cinematografico delle cut scene e delle scene di intermezzo, la scorrevolezza dei dialoghi e il dinamismo dei momenti più concitati ci hanno convinto molto, nonostante l’amarezza per l’ennesima campagna singleplayer “sprecata” sia dietro l’angolo.Call of Duty Infinite Warfare Recensione

La guerra infinita

Malgrado, come sottolineato sopra, la campagna abbia una durata irrisoria, dettata anche dalla consapevolezza degli sviluppatori che pochi giocatori affrontano realmente la campagna in singolo in un titolo della saga di CoD, siamo rimasti soddisfatti anche dalle ambientazioni proposte in questo IW, anche se, come è possibile notare sin da subito, l’ispirazione ad altri prodotti a tema fantascientifico come Destiny, Killzone e Mass Effect (per citarne alcuni) sia evidente.

Le location terrestri, mai così vive nei precedenti capitoli, le distese ghiacciate e gli spettacolari scorci visivi apprezzabili su Marte e Giove, sono un aspetto che non solo si lega perfettamente alla trama del gioco, ma dona un senso di immersione maggiore al giocatore, che non può far altro che restare a bocca aperta in certi frangenti.

Call of Duty: Infinite Warfare resta pur sempre uno sparatutto classico nelle sue meccaniche, con qualche spruzzata qua e là di gadget futuristici e hacking di robot che riescono a spezzare egregiamente il ritmo delle sparatorie. Anche la presenza delle missioni secondarie e di ordini di minor peso sono un ottimo metodo per spezzare la monotonia, nonostante queste ultime non influiscano più di tanto sulla durata della campagna principale.

Se le sessioni a piedi con armi futuristiche e gadget di qualsivoglia tipologia fantascientifica alla mano sono lo standard per questo franchise, è impossibile negare che tutte le missioni risultino più dinamiche rispetto ai predecessori, e anche i combattimenti, sia corpo a corpo, sia dalla distanza, regalano il giusto compromesso tra azione frenetica e tatticismo.

Tuttavia, c’è un aspetto dove Call of Duty: Infinite Warfare ha fatto veramente centro: le battaglie spaziali a bordo delle astronavi. Appena preso il controllo della navetta Jackal, l’astronave del capitano Reyes, pilotabile anche in Realtà Virtuale, vi ritroverete in una tra le fasi più divertenti e dinamiche di tutta la campagna: non solo per la spettacolarità degli scontri nello spazio aperto, ma anche per la possibilità di controllare liberamente sia l’astronave sia l’armamentario di quest’ultima. Sarebbe stato bello vedere più sezioni dedicate a quest’aspetto, tuttavia ci accontentiamo di questo guizzo “gameplayistico”.

Ovviamente, non manca la presenza di un corposo arsenale di armi da fuoco di diverso tipo: armi classiche, automatiche, semiautomatiche, lanciarazzi, pistole e chi più ne ha più ne metta. Allo stesso tempo non mancano le armi di impianto futuristico, come fucili ad energia, droni che seguono i bersagli e esplodono all’impatto, e gadget fantascientifici da polso che permettono di hackerare i robot nemici per farli combattere tra loro. Insomma, il divertimento, da questo punto di vista, non manca, sebbene non sarà possibile provare tutte le armi nella modalità campagna, vista la facilità con la quale l’intelligenza artificiale si piazza davanti al nostro mirino.Call of Duty Infinite Warfare

Dove ogni cosa è possibile

Se dal punto di vista della trama e della campagna in singolo Infinite Warfare non ci ha delusi ma nemmeno sorpresi più di tanto, il comparto multigiocatore del titolo di Infinity Ward lascia un po’ l’amaro in bocca. La campagna singleplayer è, come detto poco fa, un specie di aberrazione/prolungamento di quello che abbiamo visto in Advanced Warfare 2 anni fa, mentre il multiplayer è un mix di stili molto spesso mal connessi: tutte le armi, i gadget, e gli equipaggiamenti rispecchiano alla perfezione l’ambientazione presentata nella campagna, ma allo stesso tempo ci sono alcune features del gameplay fin troppo trite e ritrite. E’ possibile correre sopra i muri proprio come accadeva in Titanfall (ma questa non è una novità), e si può scivolare a terra in un modo che risulta più simile ad un Vanquish piuttosto che ad un Call of Duty: certo, questo rispecchia maggiormente lo stile futuristico del prodotto, ma molto spesso tutti questi comandi si accozzano l’uno sull’altro, e bisogna prendere un po’ la mano con i controlli, prima di riuscire a trovare il feeling giusto.

Un aspetto positivo e ben strutturato è quello della personalizzazione: il giocatore, prima di iniziare a giocare una partita online in una delle numerose modalità di gioco (sulle quali torneremo a breve) potrà creare una classe che calzi le sue esigenze: sono disponibili 6 classi/armature, ognuna improntata ad uno stile diverso di approccio al gioco. Ovviamente, grazie a questo tipo di personalizzazione, e all’alto numero di armi, gadget e potenziamenti/specializzazioni disponibili, il gioco risulta sempre molto frenetico e spettacolare, con mappa strette e quasi claustrofobiche, dove i nemici saltano da una parte all’altra dello schermo facendo impazzire i nostri polpastrelli.

Il gioco è caratterizzato da 15 modalità di gioco, che vanno dalla classica Deathmatch a squadre, passando per Cattura la Bandiera e Uccisione Confermata, fino ad arrivare alle più elaborate Cerca e distruggi e Uplink. Come sempre, dal punto di vista del multigiocatore, Call of Duty: Infinite Warfare promette ore e ore di gameplay online, e con l’arrivo dei DLC e l’introduzione di nuove mappe e modalità nel corso dei prossimi mesi, il gioco potrà appassionare i fans degli FPS per molto tempo.

Altro aspetto importante e presente ogni anno in tutti i titoli del franchise è la modalità Zombie. Quest’anno, Zombies in Spaceland, come dice il suo nome, ci catapulta in un palcoscenico tanto bizzarro quanto affascinante, dove colonna sonora e stile tipico degli anni ’80 la faranno da padrone. Anche in questo caso, però, non mancano i cliché, con i quattro giovani protagonisti che dovranno sopravvivere all’interno di un parco dei divertimenti a tema ad ondate sempre crescenti di zombie. Come sempre, accumulando denaro è possibile acquistare armi, munizioni, granate, e aprire nuove sezioni della mappa per proseguire nell’esplorazione. Piccolo avvertimento: se temete i clown, preparatevi ad affrontate ondate di zombie clown kamizake!Call of Duty Infinite Warfare

Verso l’infinito e oltre

Dal punto di vista tecnico e grafico, il titolo di Infinity Ward si comporta bene, almeno sulla versione PS4 provata da noi. Per quanto riguarda la stabilità, il gioco risulta stabile e con un frame rate mai troppo ballerino, anche nei combattimenti più concitati.
Le scene di intermezzo, caratterizzate da un buon taglio cinematografico, risultano sempre molto curate, anche se la presenza elevata di cliché all’interno della trama abbassano di qualche gradino il risultato complessivo.

Anche le animazioni, per quanto oramai assodate nel panorama degli sparatutto, sono di buona fattura, sia nelle cut scene che nelle scene di gameplay vero e proprio. Il motore grafico, nonostante faccia il suo sporco lavoro, sente un po’ sulle spalle il peso degli anni, con textures non sempre all’altezza delle aspettative. Persino gli effetti particellari, le fiamme e la polvere causata delle esplosioni a volte risultano imperfetti, garantendo un colpo d’occhio molto buono, ma facendo storcere il naso quando si va ad osservare il tutto con la lente di ingrandimento. Le stesse mappe multigiocatore risultano spesso caratterizzate da una luce troppo intensa o da un cromatismo e da un utilizzo dei colori spesso alterato, tanto da far perdere il senso dell’orientamento in più frangenti: la struttura, ad ogni modo, di queste ultime, resta molto valida, ed offre diversi spunti in termini di giocabilità e divertimento.

Per quanto riguarda il doppiaggio, facendo un confronto con quanto visto da me su Advanced Warfare, il risultato è sicuramente superiore rispetto al passato: sarà il taglio cinematografico più marcato, l’ambientazione futuristica o il dinamismo degli scontri, ma senza dubbio il doppiaggio risulta di buona fattura e coinvolgente, anche in italiano. Nota di demerito alla sincronizzazione: a volte l’audio e i sottotitoli risultano imprecisi nel sovrapporre voci e testo scritto. Nulla di trascendentale, ma ci teniamo a sottolinearlo.

Per quanto riguarda il sonoro, ottima l’integrazione dei suoni con il Dualshock 4, e anche quelli in game, che risultano sempre precisi e ricchi. La colonna sonora, per quanto sia esaustiva e soddisfacente, adattandosi perfettamente ad ogni momento della campagna e del multiplayer, non riesce a imprimere le sue melodie nell’orecchio del giocatore. Insipida.Call of Duty: Infinite Warfare

In conclusione

Se siete fans della saga di Call of Duty e ogni anno ne acquistate uno, non saremo di certo noi a dirvi di non farlo. Infinite Warfare migliora diversi aspetti, soprattutto rispetto ad Advanced Warfare, grazie ad una trama scorrevole, sufficientemente interessante e che saprà tenere incollati i giocatori allo schermo.

Il gameplay, nonostante rimanga praticamente lo stesso di sempre, riesce a garantire ore e ore di divertimento in multigiocatore grazie a un buon numero di modalità, ad una interessante personalizzazione delle classi, e a mappe molto frenetiche e in linea con lo stile futuristico del gioco.

Se volete gettarvi a capofitto in un titolo ricco di fantascienza alla Michael Bay e non avete amato Titanfall 2, Call of Duty potrebbe essere il gioco perfetto per voi. Consigliato per il suo carattere frenetico!

Francesco warfra Lorenzoni
Un ragazzo come tanti che vuole trasformare le sue passioni in un lavoro.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com