[In Retro We Trust] Prey

Videogiochi

Nella fantascienza classica ed anche in quella moderna, vedi Prometeus, è sempre stata posta l’intrigante ipotesi che la vita umana sia stata portata sulla terra da una razza aliena per scopi non ben precisati.

Questo è l’assunto che sta alla base della trama di Prey, un gioco  di 3D Realms e 2K del 2006, del quale  molti ignoravano l’esistenza fintanto che non ne è stato annunciato il reboot per il prossimo anno.

Nel 2006, quando uscì per Xbox 360, lo presi senza molta convinzione, sembrando più un gioco che seguisse le dinamiche di un Duke Nukem o Serious Sam, ma mi sono dovuto ricredere. Nei panni di Tommy, un nativo americano che poco rispetta le tradizioni dei suoi antenati Cherookee, ci troveremo proiettati in un’avventura appassionante e coinvolgente. All’inizio del gioco saremo rapiti dagli Oscuri, una razza aliena che ha deciso di raccogliere quello che hanno seminato, ovvero la razza umana, per poterne disporre a loro completo piacimento. Ma il buon Tommy non ci sta e decide di ribellarsi a questo destino di bestia da macello. Pensa di ribellarsi alle entità malefiche, ma viene subito ucciso, seguendo la sorte del nonno Ensi. Bella roba, appena iniziato e già siamo morti!

Ma grazie ad una falange di ribelli, detti i Fuggitivi, che sono riusciti a trovare un luogo sicuro all’interno della nave aliena da millenni, saremo riportati in vita, diventando l’arma perfetta che porterà alla distruzione degli Oscuri.

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Il gioco è essenzialmente un FPS, ma con delle trovate che lo rendono unico nel suo genere. Potremo infatti utilizzare da un certo punto della trama, il potere della trance, che ci permetterà di disincarnarci dal nostro corpo per accedere ad un livello di esplorazione diversa. Anche l’interazione con l’ambiente è stata struttrata molto bene, così come la possibilità di spostarsi attraverso dei portali. Questa caratteristica ci proietterà nel ventre della nave, assaporando livelli di pregevole fattura, alcuni con una folle gravità, che sembrano ripresi da un altro inimitabile classico, Descent.

Gli sviluppatori di Human Head Studios, ai quali 3D Realms affidarono il progetto gia in stato avanzato di sviluppo, sfruttando il motore di Doom 3, ovvero una versione modificata di id Tech 4, presero le redini di un progetto che era in incubazione da circa un decennio e finalmente nel 2006 Prey fu pubblicato.

Come dicevo sopra, conoscendo la 3D Realms per la loro tipologia di giochi, non mi aspettavo certo un titolo come Prey quando lo presi. La giocabilità era comunque alta, come negli standard della casa, ma quello che mi stupì era il livello di progettazione dei livelli e soprattutto la trama, che mi spronò a terminarlo in pochissimo tempo. Volevo infatti scoprire il massimo e mi sono goduto sia ogni partita che ogni dialogo. Prey ha rappresentato sicuramente una svolta nel modo di produrre FPS, aggiungendo alla parte action anche un racconto, una trama, qualcosa che non ci spingesse a proseguire solo per portare morte e distruzione. Certo, che se poi la trama è una mezza ciofeca, allora meglio lasciar perdere. Ma in Prey il racconto, i dialoghi, la narrazione sono parte integrante dell’azione creando un ottimo connubio, che poi sarà ripreso anche in molti altri titoli successivi.

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Graficamente è una gioia per gli occhi, con una sequela di mostri che sono stati partoriti dalle perverse menti degli sviluppatori e gettati nella mischia. Le armi non sono da meno in quanto a varietà: potenti, cattive e spietatamente mortali.

Ci sono un sacco di segreti da scoprire, di armi da sbloccare ed inoltre quando si muore non è necessario ritornare al checkpoint precedente, in quanto saremo catapultati in un limbo e solo dopo aver ucciso con il nostro arco delle anime perdute, potremo reincarnarci e ritornare alla nostra avventura.

La speranza è che anche con il prossimo reboot sia confermato ed anzi amplificato l’originale spirito di Prey, e non si punti solo a crearne una versione abbellita priva di attrattiva. Vedremo, intanto io vi consiglio di inserirlo nuovamente nel tray e giocarci intensamente, non ve ne pentirete. Peccato che ancora non sia possibile giocarlo in retrocompatibilità sulla Xbox One, ma spero che sia data la possibilità a ridosso del lancio del reboot.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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