Dragon Ball Xenoverse 2 – Recensione

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Quello giapponese è un mondo ricco di cultura, passione e creatività. Tra le tantissime forme culturali si annoverano alcune che hanno lasciato un segno anche nel mondo occidentale, tra cui quelle degli animēshon: una sorta di cartone animato (come viene definito da noi), anche se in realtà ha una definizione molto più profonda e dettagliata che rientra direttamente della categoria dell’intrattenimento commerciale. Ma anche quella dei Manga, ovvero dei fumetti tipici giapponesi che rappresentato tra le più importanti sfere culturali del paese. Dragon Ball nasce prima come Manga e successivamente come Anime, arrivando fino ai paesi occidentali per divenire, nel tempo, tra le produzioni più importanti, belle e ricche del panorama. Alzi la mano chi non vedeva l’ora di tornare da scuola all’ora di pranzo per guardare l’ennesima puntata delle avventure di Goku e compagni, o che si emozionava incredibilmente durante gli scontri più adrenalinici. Ricorderò sempre con nostalgia lo stupore di un Freezer qualunque che riuscì a resistere alla sfera Genkidama rendendo la situazione pressoché impossibile da risollevare.

Titolo: Dragon Ball Xenoverse 2
Sviluppatore: Dimps
Publisher: Bandai Namco Entertainment
Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One (versione testata)
Genere: Picchiaduro
Data di uscita: 28 ottobre 2016
Prezzo: 61,99 € (Amazon)
Localizzazione: Testi in italiano, Audio in Inglese o Giapponese

Dragon Ball non è stato solo questo tipo di intrattenimento commerciale, ma è passato anche attraverso il medium dei videogiochi. Negli anni abbiamo assistito alla formula di ripetere pedissequamente gli eventi che caratterizzano il manga, anche se nell’ultimo e largo periodo, Dragon Ball è rimasto fermo in un impasse di produzioni mediocri o non all’altezza del nome che porta. Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3 è ancora oggi ricordato come il migliore di sempre (e come dare torto), ma Bandai Namco ha sempre creduto nel franchise e, anche se molti titoli furono criticati dalla stampa specializzata, grazie anche ai fan non hanno mai sospeso la produzione di nuovi titoli legati al brand. Dragon Ball Xenoverse si portava una responsabilità tremenda sulle spalle: dimostrare che il franchise poteva dire ancora la sua e svecchiare una formula ormai priva di originalità e sorprese. I Dimps sono riusciti nell’impresa, anche se con qualche difetto, ma Xenoverse è stato amato dai giocatori e un diretto seguito era per forza necessario. Parliamo oggi di Dragon Ball Xenoverse 2, il nuovo capitolo uscito recentemente su Xbox One, PlayStation 4 e PC firmato Dimps e Bandai Namco Entertainment.

La nuova produzione segue le formule vincenti del primo capitolo; raccontare l’ennesima volta la storia di Dragon Ball sarebbe stato inutile e poco incisivo visto che ormai la conoscono pure le talpe. Si è pensato bene di passare attraverso delle sequenze temporali che, modificate a dovere da un potere malvagio, vogliono cambiare la storia dei Guerrieri Z e annientarli. Il potente Demigra è ormai stato annientato dal primo pattugliatore temporale, ma una nuova potente minaccia sta strategicamente attuando il prossimo attacco alle sequenze temporali per acquisire nuovo potere. Si tratta di Towa e Mira, già visti – e scappati – durante gli eventi del primo capitolo. Ad accompagnare il duo ci sono i potenti nemici visti negli OAV della serie, tra cui Slag, Tarles, Cooler e Broly. Noi assumeremo il controllo di un nuovissimo pattugliatore alle prime armi, da poco passato a Conton City per allenarsi al meglio e difendere il tempo. Sotto la guida del vecchio e sommo Kaiohshin e del Kaiohshin del tempo inizieremo un’avventura tutta nuova col nostro personaggio. Con il potere malvagio, molti dei nemici di Goku viene incrementato per cambiare la storia: cosa accadrebbe se Goku perisse sotto i colpi di Vegeta? O ancora se Cell si trasformasse prima del tempo nell’essere perfetto e annienta tutti? Tutto l’universo si ritroverebbe in un paradosso temporale.

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Come detto di cui sopra, assumeremo il controllo di un nuovo pattugliatore galattico. Inizialmente ci verrà chiesto se recuperare i dati del precedente personaggio, portando al nuovo le sue abilità e costumi. Fatto questo, possiamo passare alla creazione del nuovo pattugliatore. Sarà possibile ancora scegliere tra le diverse razze disponibili, che ricordiamo sono: Saiyan, Terrestre, Namecciano, Majin e la stirpe di Freezer. Ognuno di loro, soprattutto in questo secondo capitolo, hanno diversi bonus e malus da considerare, anche se nulla di estremamente limitante. I Saiyan offrono degli attacchi base più potenti, soprattutto quando in fin di vita, a discapito però di una barra della vita più bassa. I terresti invece offrono un mix equilibrato di potenza e resistenza: la loro aura si rigenera automaticamente e gli attacchi base aumentano se quest’ultima è al massimo. I Namecciani hanno una vita più alta ma gli attacchi fisici sono decisamente meno potenti delle altre razze, gli oggetti sono più efficaci e il vigore si ricarica con il 50% di velocità in più. La stirpe di Freezer invece offre una velocità di attacchi, movimenti e schivate superiori alle altre, a discapito della salute più bassa. I Majin, infine, hanno un’alta difesa, ma il vigore si ricarica lentamente, ma con quest’ultimo al massimo ottengono un bonus alla difesa. Le differenze tra maschi e femmine è spesso relativa all’aura o al vigore, oppure alla potenza e alla velocità.

Sarà possibile modificare i capelli, le orecchie, la bocca, gli occhi e tutto il resto del corpo del nostro pattugliatore. Le opzioni di personalizzazione sono tante e ben curate, dando la possibilità ai giocatori di modificare qualsiasi aspetto pur di poter creare un personaggio diverso dall’altro. La creatività è un punto importante per questo nuovo capitolo, che migliora sostanzialmente l’offerta del primo Xenoverse. Una delle novità più rilevanti è l’aver dato ancora di più una personalità alle diverse razze, con ognuna di loro che potrà contare su particolari abilità, bonus e malus. Il Super Saiyan incrementerà il proprio potere, ma non potrà più utilizzare ripetutamente lo stesso attacco dell’aura, mentre il terrestre può sfruttare il bastone Nyoi a bordo della nuvola Kinto. Ancora, il Namecciano potrà diventare gigante offrendo una resistenza quasi perfetta e una potenza d’attacco lenta ma letale, mentre il Majin, similmente al namecciano, si trasforma in Kid Bu con potenza e velocità incredibili. Questi bonus e malus si possono migliorare attraverso gli attributi conquistati salendo di livello: dopo un certo numero di eventi e di punti ci saranno assegnati dei miglioramenti da attribuire ai diversi parametri presenti in tutti i personaggi: Salute, attacco, vigore, aura e altri. Questi potranno far fronte ai diversi malus delle razze, o ancora migliorare ulteriormente i propri bonus divenendo letali.

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Creato il personaggio, entreremo in Conton City; la nuova città è ben sette volte più grande della precedente – e tanto criticata – Toki Toki City. Anzitutto non ci saranno caricamenti di sorta, perché trattasi di un luogo completamente aperto ed esplorabile che offre diverse zone tipiche della serie e un numero impressionante di personaggi a schermo. Questa nuova città è molto dettagliata e colorata, divisa in vari settori che vanno dal distretto degli acquisti al Liceo Orange Star, dalla Zona Namecc alla Foresta i Bambù. La città, come nel precedente capitolo, fa da hub online dove è possibile incontrare nuovi giocatori, partecipare alle missioni secondarie, affrontare allenamenti e comprare nuove abilità, capsule e costumi. A seguire i luoghi tipici della città ci sono delle faglie temporali a sé stanti che ci portano in un modo a parte e relativo alla nostra razza. Troviamo infatti la Casa di Mister Satan, Casa dell’Anziano Saggio di Namecc, Navicella di Freezer, Casa di Majin Buu e Capsule Corporation. In queste sequenze potremmo affrontare delle missioni secondarie legate alle singole razze come difendere la casa dell’anziano saggio, oppure diventare le guardie del corpo di Mister Satan, o ancora divenire sovrintendente di Freezer. Si tratta di missioni interessanti, anche se talvolta noiose e ripetitive che spezzano il ritmo della storia principale.

Come specificato ad inizio stesura, ma anche nell’anteprima di qualche giorno fa, Dragon Ball Xenoverse amplia e migliora tutti gli aspetti del primo capitolo. Il gameplay è uno di questi: il sistema è diventato molto più dinamico e fluido, con ricchissime combo riviste e personalizzate per singolo personaggio. Ovviamente si poteva fare di più, ma ora ogni razza e, ancor meglio, la maggior parte dei personaggi del roster sfrutta delle combo del tutto personali. Queste non saranno più limitate ma decisamente affinate e collegabili tra loro, con un vasto tutorial da completare qualora volessimo approfondire la struttura delle combo. Questo capitolo infatti tenta di avvicinarsi ai precedenti tenkaichi e ai più vecchi budokai, pur offrendo una propria personale natura tecnica. Purtroppo, almeno per il momento, il titolo soffre di qualche problema nella responsività dei comandi, con alcune combo più complesse che difficilmente riusciranno. È chiaro che nelle combo base questo problema si presenti relativamente, ma per chi vuole approfondire il discorso sul combattimento, dovrà fare i conti con dei comandi non sempre perfetti. A seguire il problema, c’è l’onnipresente difetto della telecamera che continua a muoversi in modo del tutto casuale e a creare problemi nei luoghi più stretti e chiusi. A rompere l’impalcatura ludica altrimenti ottima sono proprio questi problemi che si aggiungono ad un sistema sì migliorato, ma non come ci si aspettava.

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Per quanto concerne le missioni secondarie, queste sono disponibili sia online che offline. Una delle cose più interessanti della produzione è proprio la possibilità di giocare in cooperativa con gli amici per completare sia le missioni parallele che quelle esperto, una novità di questo secondo capitolo. Le missioni esperto si dispongono durante l’avventura e rappresentano dei veri e propri raid cooperativi. Un boss dalle capacità dinamiche e letali scenderà in campo, dove un gruppo di sei pattugliatori dovrà combattere per contrastarlo. In queste missioni i boss sfrutteranno delle abilità e capacità diverse da quelle base che troviamo durante l’avventura o nei combattimenti generali. La difficoltà, inoltre, è incredibilmente alta, tanto da mettere in difficoltà i gruppi poco preparati o i singoli che provano ad affrontare da soli la lotta. Le altre missioni si svolgono come il precedente Xenoverse, da cui sono state prese circa la metà e inserite in questo secondo capitolo. Non si riesce ad apprezzare molto questa cosa, anche se innalza molto i livelli contenutistici del gioco. Per quanto concerne l’online, questo si presenta con qualche sporadico problema di disconnessioni e lag, dove chi utilizza una connessione poco performante rischia di essere buttato fuori dal gioco.

Il comparto tecnico è migliorato rispetto al primo capitolo. Se non tanto per l’impatto visivo generale, che di norma è migliorato poco rispetto all’originale, qua abbiamo una struttura decisamente più larga e spaziosa, oltre che decisamente più fluida. Il gioco passa infatti dai 30fps ai 60fps su console, portando anche diverse migliorie grafiche. Purtroppo manca un po’ di ottimizzazione, almeno sulla versione Xbox One da noi testata: il gioco soffre di qualche caricamento di troppo (riscontrato anche su PlayStation 4), ma in sporadici casi il gioco si blocca e si chiude da solo, riportando il giocatore alla dashboard della console. A seguire queste cose ci sono dei bug su alcuni comandi e soprattutto un mancato bilanciamento delle fazioni e dei personaggi. Se tralasciamo le razze, dove siamo noi a dar loro un proprio bilanciamento, meno si può dire dei personaggi del roster. Anzitutto è lecito premettere che ci sono delle assenze ingiustificabili e altri personaggi riempitivi più inutili: non ha senso inserire i Saibaman e non Darbula, o ancora gli scagnozzi di Freezer e non Kaiohshin, Tapion, Re Cold e altri. Alcuni dei personaggi, come evidenziato poc’anzi, sono profondamente sbilanciati: molti dei disponibili offrono attacchi base e colpi d’aura potentissimi, mentre altri risultano lenti, poco resistenti e pressoché inutili. Sarà quindi ovvio vedere soltanto gente che utilizzerà Gogeta, Broly, Kid Bu, Goku Super Saiyan God Super Saiyan ecc ecc.

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In conclusione…

Dragon Ball Xenoverse 2 è un ottimo titolo, molto meglio del precedente sotto tanti aspetti. Il roster ha visto delle aggiunte interessanti, ma ci sono ancora degli assenti ingiustificabili. Il gameplay è stato affinato, migliorato e reso più dinamico, ma porta con sé i numerosi problemi del precedente: una telecamera poco ottimizzata e un sistema ancora poco vario rispetto ai precedenti Tenkaichi. Il comparto tecnico è migliorato e i 60fps sono l’aggiunta più lodevole, con una fluidità decisamente all’altezza delle produzioni odierne. Non possiamo che promuovere questo lavoro dei Dimps, anche se ci si poteva fare di più. Tutti i fan di Dragon Ball rimarranno estasiati di fronte ad un titolo contenutisticamente ben fatto e che offre tante diverse migliorie rispetto al precedente capitolo. Chiunque abbia amato e spolpato il primo Xenoverse non avrà rimorsi nel investire il proprio denaro su questo secondo capitolo.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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