Sid Meier’s Civilization VI – Recensione

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Dire che Civilization rappresenta per molti giocatori un pezzo di storia non è certo un eufemismo. Il primo capitolo della serie venne creato da Sid Meiers nel 1991, diventando uno dei prodotti più importanti nel settore videoludico nonché il capostipite del genere 4x. E’ importante ricordare che la sigla 4x rappresenta le quattro X delle parole inglesi explore (esplora), expand (espandi), exploit (sfrutta), exterminate (stermina), ovvero le azioni su cui si basa questo genere di gioco. Civilization offre al giocatore la gestione di una civiltà primitiva, dandogli il compito di curarne lo sviluppo culturale, militare e tecnologico fino all’età moderna o fino al raggiungimento della supremazia sulle civiltà confinanti. Civilization è quindi un gioco che parla di storia e che ha fatto la storia dei videogiochi, e che con questo sesto capitolo introduce molte innovazioni mantenendo la struttura del gioco classica e semplificando alcuni processi, per avvicinare anche i nuovi giocatori del genere strategico a turni a questo complesso e appassionante sistema.

Titolo: Sid Meier’s Civilization VI
Sviluppatore: Firaxis
Publisher: 2K
Piattaforme: PC
Genere: Strategia
Data di uscita: 21 ottobre 2016
Prezzo: 59.99
Localizzazione: Italiano

L’unico modo per apprendere Sid Meier’s Civilization VI è affrontare il Tutorial, disponibile nella selezione delle modalità di gioco insieme a una nuova partita locale o multigiocatore. Una volta scelta una delle 19 civiltà disponibili, di cose da fare ce ne sono tante e anche se conoscete la meccanica di gioco, è utile imparare fin da subito le novità proposte in questo capitolo, che andremo di seguito ad illustrare. Uno dei cambiamenti principali è la presenza dei distretti. Un distretto è un area della nostra città che occuperà un’intera casella, eliminando qualunque risorsa o potenziamento già esistente, nella quale sarà sviluppata una particolare specializzazione. Avremo quindi distretti commerciali, campus dedicati allo sviluppo scientifico, accampamenti militari, quartieri dei divertimenti, ognuno con un bonus e degli edifici dedicati che miglioreranno e personalizzeranno ogni nostra singola città. Un distretto porterà con se oltre che a dei vantaggi evidenti, anche delle regole ben precise per essere costruito, rendendo impossibile la presenza di tutti i distretti in un’unica città. Queste regole generano un aspetto organizzativo nella disposizione urbana dei distretti che risulterà molto interessante nel conferire ad ogni città una particolare funzione e utilità. Come nei precedenti capitoli, oltre alla presenza dei coloni indispensabili alla costruzione di una nuova città, sono disponibili i costruttori, che possono creare dei miglioramenti sui territori di nostro possesso e che hanno l’abilità di rimuovere boschi o elementi naturali che ostruiscono il nostro sviluppo. In questa sesta edizione i costruttori non saranno eterni ma si esauriranno dopo aver applicato tre potenziamenti, anche se potremo prolungarne la durata con alcune scoperte e scelte politiche. Non vi nascondo che queste particolari novità vi lasceranno inizialmente spiazzati che ai fini di organizzazione precedentemente descritti, risultano essenziali oltre a delineare un aspetto più reale. Altro elemento innovativo sono i momenti Eureka, che aumenteranno il progresso di una tecnologia nel momento in cui andiamo ad affrontare una determinata circostanza. Ad esempio distruggere un insediamento di barbari, contribuirà a favorire lo sviluppo nella tradizione militare. La gestione del Governo è stata arricchita dalla possibilità di personalizzare la politica adottata, utilizzando particolari scelte militari o economiche con conseguenti migliorie o bonus dedicati. Cambiando il governo iniziale basato sul Dominio con forme più evolute, saranno disponibili anche politiche diplomatiche e una sezione per le politiche jolly, nella quale potremo inserire una carta politica di qualunque natura.

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Uno degli aspetti più riusciti è sicuramente il comparto grafico, realizzato con uno stile colorato e piacevole. Il character design è divertente e qualitativamente di buon livello, anche se le immagini statiche dei Leader, lasciano un po’ a desiderare soprattutto per chi è abituato alle figure animate del precedente capitolo di Civilization. Le caselle esagonali sembreranno invece delle piccole piattaforme vive, e con la loro ricchezza di particolari non vi annoieranno mai. Ma anche se Sid Meier’s Civilization VI è come avrete ormai capito, un titolo davvero ben realizzato, non è privo di difetti. L’ elemento maggiormente deludente e l’I.A. Ad esempio troveremo spesso la nostra città circondata da eserciti nemici che senza nessuna ragione, si ritireranno senza portare a segno un attacco, o in alternativa, trovando Imperi alleati che si rivolteranno senza un reale motivo.

Altro aspetto da perfezionare è la diplomazia, in quanto ci troveremo ad esempio a proporre offerte di pace che verranno rifiutate da un popolo che dopo pochi turni ci proporrà lo stesso scambio. Quando la nostra civiltà sarà progredita e i distretti e i potenziamenti dei territori e delle varie città saranno seminati in gran parte della regione di gioco, ci sarà invece una situazione piuttosto caotica e confusionaria, con le varie icone, unità ed elementi scenici. Il comparto audio invece è ben realizzato e le musiche di gioco si adatteranno piacevolmente alle nostre azioni, incalzando nel momento in cui affronteremo una battaglia o dando luogo a squillanti effetti sonori quando avremo portato a termine una scoperta. Anche in questo caso però le composizioni non sono sempre eccezionali (ripescando anche pezzi dei precedenti capitoli) e dopo molte ore di gioco la musica diventa ripetitiva, perdendo molto del coinvolgimento iniziale. Infine il tutorial ha molte funzioni non spiegate nei dettagli, aspetto che può non spaventare i senior del genere strategico ma che rischia di far perdere molti aspetti interessanti del gioco a chi invece ci si affaccia per la prima volta proprio attraverso questo titolo.

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In Conclusione

Sotto alcuni punti di vista l’aver semplificato molti aspetti del gioco, come ad esempio la creazione in automatico delle strade (questo aspetto personalmente non mi manca affatto) e la possibilità di creare delle scorte armate per le unità più vulnerabili come i costruttori o alcuni personaggi storici, può facilitare la vita ai neofiti del genere strategico ma potrà infastidire i veterani che avrebbero gradito un maggiore dettaglio nelle azioni reali nella gestione della città, oltre a un’iniziativa e un’organizzazione bellica delle civiltà avversarie meglio realizzate, o magari con dei bonus quando le truppe si trovano nel proprio territorio. Sid Meier’s Civilization VI è in breve un piccolo capolavoro, che inserisce delle interessanti novità in questa serie che da ormai 25 anni regala ore e ore di divertimento in un genere, quello strategico a turni, che lui stesso ha contribuito a far nascere ed evolvere, nello stesso modo in cui noi faremo con le piccole civiltà all’interno del gioco.

 

Sono nato nel 1980 quando la Pixel art non era una scelta ma l’unico stile grafico possibile. Ho nella pittura, nei videogiochi e nel cinema le mie passioni più grandi. Vivo ogni giorno cercando di ricordare che ciò che divide i rimpianti del passato e i sogni del futuro, sono gli istanti che viviamo nel presente costruiti con le nostre azioni.

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