Il Dipartimento del Tesoro e il suo direttore dei crimini finanziari Raymond King (J.K. Simmons) sono alla caccia di del “Contabile” (Ben Affleck), colui che segretamente cura le finanze di decine di organizzazione terroristiche. Genio matematico affetto da autismo fin dall’infanzia, sembra aver fatto perdere completamente le sue tracce, ma un ultimo incarico rischia di far paurosamente affiorare il passato e mettere in completa discussione il futuro.

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Che essere bersaglio di critiche non sia una novità per Ben Affleck è fuor di dubbio. Interpretazioni anonime e compassate unite a partecipazioni in film oggettivamente scadenti ne hanno in parte minato reputazione e un ottimo inizio di carriera. Come risolvere la situazione dunque, se non ritagliando per lo stesso Affleck un ruolo perfettamente calzante andando a ripescare uno dei cavalli di battaglia della carriera dello stesso attore californiano? Nel lontano 1997 scriveva ed interpretava un ruolo da coprotagonista in Will Hunting (con Matt Damon protagonista e Gus Van Sant alla regia) che gli valse l’Oscar alla miglior sceneggiatura e nove nomination al film stesso. Perché dunque non diventare Will Hunting? Perché non dare a Will Hunting padronanza militare del corpo a corpo e delle armi da fuoco? Togliamo i crimini, mettiamo l’autismo. Ecco Il Contabile, The Accountant.

In un personaggio che racchiude in se stesso le doti matematiche di Gauss ed Eulero e l’intraprendenza di The Punisher Ben Affleck sprigiona infatti tutto il suo potenziale, così come piacevolmente scorre il film da lui trainato. Il ruolo di un silente ma letale contabile diventa perfetto per l’attore, capace di rappresentare nel modo migliore una personalità ancora turbata dagli effetti dell’autismo, tra maniacalità e insicurezza miste ad una paura recondita di fondo. Questo interessante personaggio, calato all’interno di una storia particolarmente avvincente, stupisce ed intrattiene senza dimenticare un’ironia fredda ma divertente.

Il ritmo non è quasi mai completamente action, tranne alcuni segmenti più frenetici e concitati in cui il freddo contabile trasforma se stesso nell’irresistibile connubio fra Hitman e Terminator. Il film offre infatti numerosi spunti di riflessione, dalla diversità alla difficoltà di integrazione, passando per lo stridere del personaggio stesso con la società esterna, caotica e imprecisa. Una storia controversa e misteriosa diventa il palcoscenico di ansie e paranoie. Apprezzabile l’appoggio di Anna Kendrick nel ruolo riempitivo accanto all’assoluto protagonista, sempre encomiabile il lavoro di Simmons come supporting.

Malgrado un plot twist finale che funziona poco e male per la sua prevedibilità ed un epilogo che lascia lo spettatore interdetto, seppur assurdamente divertito, The Accountant è una produzione capace di esprimere tutta se stessa attraverso un Ben Affleck nel ruolo a lui più congeniale. Padrone della scena, con poche parole e molti fatti marca una prestazione vincente sfruttando un’ottima occasione. Spietato. Quasi quanto il suo Contabile.

 

Scheda Film

Titolo: The Accountant
Regia: Gavin O’Connor
Sceneggiatura: Bill Dubuque
Cast: Ben Affleck, Anna Kendrick, J. K. Simmons, Jon Bernthal, Jeffrey Tambor, John Lithgow
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Durata: 128′
Produzione: Electric City Entertainment, Zero Gravity Management
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Nazione: USA
Uscita: 27/10/16

Critico cinematografico, giurista e speaker.
Classe ’94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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