Da grande amante dei giochi di guida, seppur non un grande pilota, attendevo con gioia, e anche un po’ di timore, di testare DriveClub VR. Nonostante il suo lancio burrascoso, del quale molti di voi avranno memoria, Driveclub nella sua versione classica si è dimostrato un buon titolo, dove la grafica fotorealistica era veramente al top. Il mio timore primario era che, considerata la scarsa potenza dell’hardware della PS4, il risultato finale non fosse all’altezza di questa versione. Altro mio dubbio, considerata la mia chinetosi, era che il gioco potesse risultare fruibile per chi ha i miei stessi problemi.

Vediamo quindi se i miei timori sono rimasti solo sulla carta, oppure se si sono drasticamente palesati come realtà.

Titolo: DriveClub VR
Sviluppatore: SCE
Publisher: SCE
Piattaforme: PlayStation VR, PS4
Genere: Gioco di guida
Data di uscita: 13 ottobre 2016
Prezzo: 40,99€
Localizzazione: testi e doppiaggio in lingua italiana

Iniziamo dal primo elemento, il comparto grafico. Quanto DriveClub era acclamato per essere il top per la PS4 in confronto al suo “diretto” concorrente su Xbox One, ovvero Forza Motorsport 5 , quanto questa sua declinazione in chiave VR risulta pesantemente deludente. Evolution Studio ha di fatto cercato di tirare fuori il massimo dalla conversione per PSVR, ma i limiti sono evidenti, letteralmente sotto gli occhi di tutti. Si tratta di un downgrade grafico veramente pesante, che stravolge completamente l’impianto tecnico del gioco originale, dando la sensazione di trovarci in uno di quei cabinati di “realtà virtuale” che si vedevano nei luna park una decina di anni fa. Dopo qualche minuto di gioco ci si inizia a fare un po’ l’abitudine, ma non era questo che mi aspettavo da un gioco di guida in VR. Qua i limiti del sistema di Sony sono evidenti, così come i compromessi che sono stati fatti per bilanciare giocabilità e velocità con la fluidità del gioco. La cosa che un po’ stupisce è che in altri titoli, come Batman VR del quale abbiamo già parlato, oppure Rez o Until Dawn, non si avverte così forte la rimozione dei filtri anti-aliasing e la riduzione della risoluzione. Qua sembra di trovarci di fronte ad un gioco che forse nemmeno sulla PS3, forse sulla PS2, ci saremmo aspettati di vedere. Ed è un gran peccato, perché comunque la struttura del gioco è solida, puntando come nell’originale in una estesa modalità multiplayer che lo distingueva già dal principio.

L’altro elemento sul quale nutrivo delle perplessità, ovvero se DriveClub VR fosse stato fruibile anche da coloro che come me soffrono di chinetosi, si è anch’esso palesato negativamente. Subito dal principio ho iniziato a provare una sensazione di disagio, che poi è cresciuta gradualmente fino a divenire un problema fisico predominante. Il mio cervello non riesce ad adattarsi velocemente come nella maggior parte delle persone, ai bruschi cambiamenti di visuale, per cui la ripetuta esposizione a stimoli che simulano il movimento mi può causare il malessere tipico di chi soffre il mal di mare. Per farla breve, dopo aver terminato la gara tutorial di DriveClub VR ho dovuto togliermi il casco e andare a distendermi per dieci minuti sul letto. Ho provato la stessa sensazione di quando sono salito sulle montagne russe, e tutto causato solo dalla visione all’interno del casco VR di Sony. Naturalmente in me questo problema è più accentuato, ma come riprova ho chiesto ad un mio amico di testare anche lui il gioco. Dopo la prima partita, che non ha avuto su di lui gli stessi effetti devastanti che ha avuto su di me, mi ha comunque confessato di aver provato un certo fastidio. Questo probabilmente dipende dal fatto che i movimenti della macchina sono molto veloci e non seguono un percorso predefinito (come ad esempio con Rez VR) per cui la sensazione di estraniamento legata all’immersione nella realtà virtuale, porta ad una specie di cortocircuito sensoriale in chi si mette alla guida. In sostanza il nostro corpo non ce la fa a compensare fisicamente degli stimoli visivi in tempo reale e questo è legato anche all’aggiornamento che ha il visore. Il minimo lag tra visione e percezione del movimento causa un piccolo sbandamento, che nel mio caso particolare viene amplificato dalla mia condizione.

Per il resto il gioco nel suo impianto è divertente e vasto, ricalcando quanto già visto nelle versione originale ed ampliandola con nuove piste urbane. Gli interni delle vetture sono fedeli alle versioni originali, ma anche in questo caso la bassa definizione fa perdere un sacco di “immersività”. Se mi guardo attorno e vedo scalettature mostruose, sinceramente non mi sento poi così parte di un mondo virtuale, ma solo di una lontana rappresentazione di esso.

Un altro elemento che mi ha un po’ deluso è la totale mancanza degli eventi meteo, che erano un altro fiore all’occhiello della versione originale. E poi vorrei sapere da Evoluton Games perché mai non hanno permesso di utilizzare i salvataggi di DriveClub? In questo modo obbligano i giocatori a ripartire da capo senza una ragione apparente.

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In conclusione

DriveClub VR dimostra involontariamente un grosso limite dell’headset Sony. Per non perdere di giocabilità e velocità sono state fatte delle scelte che hanno pesantemente penalizzato il comparto grafico, che invece era il fiore all’occhiello della versione originale. Questo elemento, a differenza di altri titoli che ho potuto testare, evidenzia grandemente i limiti hardware della PS4 quando si tratta di ricreare mondi virtuali. L’altro elemento che potrebbe far storcere il naso è la possibilità di provocare nel giocatore quella che gli inglesi chiamano “motion sickness” , ovvero un disagio fisico per la mancanza di adattabilità della percezione visiva agli eventi che scorrono davanti ai nostri occhi. In definitiva è un gioco che non dimostra affatto le potenzialità del PSVR, ma semmai molti dei suoi limiti.

 

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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