Battlefield 1 – Recensione

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Inventare una storia per un videogioco è una cosa semplice: scegli un luogo, scegli un tempo, butti tre o quattro personaggi e la storia si scrive da sé. Quando invece l’intenzione è quella di basarsi su fatti realmente accaduti la situazione cambia in quanto il più piccolo, impercettibile errore può sollevare polemiche di portata non indifferente. E dopo il successo ottenuto con Battlefield 4 e la tiepida parentesi di Battlefield: Hardline, DICE ha deciso di lanciarsi nel racconto di una delle guerre più cruente della storia dell’umanità, forse quella su cui viene posta fin troppo poca attenzione: la prima guerra mondiale. Benvenuti in Battlefield 1.

Titolo: Battlefield 1
Sviluppatore: DICE
Publisher: Electronic Arts
Piattaforme: PC, PlayStation 4 (versione testata), Xbox One
Genere: Sparatutto
Data di uscita: 21 ottobre 2016
Prezzo: 69,99€
Localizzazione: testi e doppiaggio in lingua italiana

Tratto da storia vera

28 luglio 1914con la dichiarazione di guerra dell’impero austro-ungarico al Regno di Serbia, in seguito all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, ha inizio la prima guerra mondiale che vede contrapposti da una parte gli Imperi Centrali (Germania, Impero austro-ungarico, impero ottomano) e dall’altra parte Francia, Regno Unito, Impero Russo e, dal 1915, anche l’Italia.
All’interno di questo scenario si svolgono i fatti narrati in Battlefield 1 che, a differenza di quanto siamo abituati, racconterà la storia di soldati comuni, il loro tormento interiore e le sofferenze vissute da chi la guerra la combatte. Dimenticate quindi il concetto di supersoldato che segue ciecamente gli ordini senza mai porsi dubbi morali o quanto sia lecito agire in un certo modo: grazie a Battlefield 1 avrete modo di vivere emozioni come mai potreste viverne con un videogioco di guerra.
La narrazione si sviluppa nell’arco di sei episodi, nello specifico: Tempeste d’acciaio, Sangue e Fango, Amici nelle alte Sfere, Avanti Savoia!, Il portaordini, Nulla è Scritto.
Sebbene l’ambientazione sia sempre quella della prima guerra mondiale, ogni episodio ha una storia a sé e viene narrata in un certo modo, dalla descrizione in tempo reale fino a un racconto in flashback di un nonno alla propria nipote. Nel corso di questa modalità avremo la possibilità di visitare scenari completamente diversi tra loro, come le Alpi oppure le sterminate campagne francesi. E sulla realizzazione delle ambientazioni DICE non ha voluto transigere, proponendo ambienti completamente diversi tra loro e ricchi di dettagli ed edifici caratteristici.
La narrazione delle diverse storie è intervallata da numerosi filmati in computer grafica realizzati con una maestria fuori dal comune che ci lasciano solo immaginare cosa potrebbe fare DICE se avesse tra le mani hardware sempre più potenti.
Nonostante la spettacolarità della narrazione, purtroppo, bisogna ammettere che la campagna in sé è veramente breve e non ci vorranno più di otto ore di gioco per completarla una prima volta; immancabile, ovviamente, la possibilità di giocare i singoli episodi a un livello di difficoltà superiore.

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Da soli è stupendo, ma in compagnia…

…continua a dare il meglio di sé. Perché sì, diciamolo, quando si parla di un Battlefield la prima cosa che salta alla mente di chi lo ha provato è lo sconfinato numero di ore di gioco passate online. Come tutti i precedenti capitoli della serie, Battlefield 1 presenta anche questa volta le modalità di gioco tradizionali, ossia: conquista, corsa, deathmatch a squadre e dominio. Una novità di questo Battlefield 1 è rappresentato dalla modalità di gioco “Piccioni in Guerra”. Si, avete letto proprio bene. Nella modalità Piccioni In Guerra i giocatori sono chiamati a eseguire una sorta di cattura la bandiera in cui i poveri volatili devono essere catturati per comunicare ai nostri alleati (attraverso un messaggio allegato alla zampa dell’animale) le coordinate dove eseguire il bombardamento; il compito della squadra avversaria, invece, è quello di ostacolare il volatile eliminandolo mentre si alza in volo e si dirige verso l’obbiettivo.
A eccezione della modalità di gioco descritta in precedenza, Battlefield 1 non offre altro di nuovo, ma si limita a migliorare l’esperienza di gioco fornita, memore dei feedback ricevuti con i precedenti capitoli della serie. Come sempre non mancano le quattro diverse classi (assalto, medico, supporto e scout), ognuna di esse contraddistinta da abilità esclusive e set di armi iniziale differente; procedendo nel gioco e ottenendo un numero sempre maggiore di punti è possibile sbloccare ulteriori armi ed elementi utili a potenziare il proprio alter-ego virtuale.

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Visto il periodo storico in cui è ambientato, Battlefield 1 offre mezzi di trasporto aerei e da terra dal sapore molto “retrò”, riuscendo a far percepire al giocatore la pesantezza e la difficoltà nel manovrare i mezzi di allora: dimenticate quindi le prodezze in volo di Battlefield 4 o le scorribande a bordo delle jeep, e preparatevi a manovrare dei pesanti bombardieri oppure a cavalcare brandendo una sciabola.
I ragazzi di DICE hanno svolto un lavoro eccellente anche per quanto riguarda la realizzazione delle armi, riuscendo a riproporre sia la pesantezza delle armi utilizzate nel corso della Grande Guerra sia tutte le caratteristiche delle armi, partendo dai tempi di fuoco e finendo con le modalità di ricarica (nelle animazioni di carica di alcune armi, per esempio, vedrete il soldato inserire un colpo per volta). Come sempre, ogni arma è personalizzabile scegliendo sia il colore sia diverse alternative tra le parti che la compongono.
Abbiamo notato inoltre un maggiore tatticismo nelle battaglie di Battlefield 1, probabilmente dovuto, come detto in precedenza, ai tempi di carica delle armi molto lunghi oppure alla conformazione delle mappe che offrono nascondigli dietro a ogni angolo; dite addio alle battaglie “caciarone” e preparatevi ad adottare una solida strategia.

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Altra novità del comparto multigiocatore è rappresentato dalle cosiddette “Operazioni”. Le operazioni vi consentono di cimentarvi in battaglie con dei tempi molto lenti, simili a quelli vivibili nella realtà. Ogni partita, infatti, ha una durata minima superiore alla mezz’ora e vede due squadre contrapposte, una in missione di attacco e una in missione di difesa, con degli obbiettivi da raggiungere oppure da difendere. Il gioco propone un’azione continua e incessante e una volta completati gli obbiettivi su una determinata zona, si passa a quella successiva senza interrompere l’azione. Come nella realtà, a supportare la squadra offensiva, ci saranno dei veicoli aerei che, per esempio, sfonderanno le linee difensive con bombardamenti a tappeto.

Frostbite da brividi

Dal punto di vista tecnico, Battlefield 1 si presenta come un prodotto del tutto rinnovato che da un taglio con i precedenti capitoli della serie. La veste grafica del titolo, infatti, è degna di quella che fino all’anno scorso avremmo chiamato “next-gen” e riesce a spremere fino in fondo l’hardware delle console (nel nostro caso PlayStation 4): Massima cura è stata prestata alla realizzazione degli ambienti di gioco e dei vari effetti speciali che costellano l’azione di gioco e lo stesso discorso riguarda i modelli dei personaggi, dei mezzi di trasporto e delle armi. Altra realizzazione eccellente è quella legata alla distruzione degli ambienti di gioco: bombardando degli edifici oppure semplicemente lanciandogli contro una massiccia quantità di granate, è possibile vedere i palazzi andare a pezzi  in modo realistico per poi crollare successivamente. Se proprio volessimo cercare un difetto nel comparto grafico questo sarebbe da ricercarsi nelle saltuarie compenetrazioni tra i personaggi e alcuni elementi della mappa come, per esempio, alberi e porte.
La realizzazione del comparto sonoro di Battlefield 1 è forse addirittura superiore a quella del comparto visivo in quanto a un doppiaggio eccellente realizzato completamente in lingua italiana fa eco una colonna sonora che riesce ad esprimere alla perfezione la drammaticità vissuta nel corso della Grande Guerra.

In conclusione

Battlefield 1 è probabilmente il capitolo migliore della serie. Vuoi per il coraggio nella scelta del periodo storico, vuoi per la realizzazione tecnica eccellente, ma l’ultima fatica DICE non può non essere annoverata tra i migliori titoli di guerra mai realizzati. Non nascondiamo che ci sarebbe piaciuta una Campagna più lunga, ma il comparto multigiocatore e la possibilità di sbloccare ulteriori armi sono capaci di offrire moltissime ore aggiuntive di divertimento. Da comprare senza alcun dubbio.

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