[In Retro We Trust] Red Dead Redemption (2010) PS3/Xbox 360

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Come mai il seguito di un gioco crea così tanto scompiglio tra gli appassionati? Andiamo a scoprire quali sono i motivi che hanno fatto letteralmente impazzire il web ed i social dopo l’annuncio di Rockstar Games relativo a Red Dead Redemption 2.

Red Dead Redemption è già un sequel, quello di Red Dead Revolver. Il gioco originale esce nel 2004 per PS2 ed Xbox , ispirato a sua volta da un altro classico dei giochi di ispirazione western, Gun Smoke. Lo sviluppatore è sempre Rockstar Games, ma l’idea originale era di Capcom, da cui RG compra i diritti. Il gioco si colloca temporalmente nel 1880, ovvero una trentina di anni prima di Redemption (che è ambientato nel 1911). Un indizio che Rockstar Games stesse lavorando ad un sequel di Redemption poteva essere il fatto che l’11 ottobre di quest’anno Revolver è stato reso disponibile anche per i possessori di PS4.

Redemption fa prorio lo stile western di Revolver, ma lo amplia, portandoci in un mondo open world di inusitata bellezza e complessità. Nei panni di John Marston, un fuorilegge ricattato subdolamente dal governo, è mandato in missione nella selvaggia frontiera del lontano ovest (Far West per gli anglofili) per compiere una missione speciale. Ma come ci dimostra la libertà d’azione già sperimentata nella serie GTA, non sarà necessario seguire obbligatoriamente la storia principale, in quanto una serie di missioni collaterali e soprattutto la libertà di poter esplorare a nostro piacimento la grande mappa di gioco, ci permetteranno di passare ore ed ore di immersione in luoghi selvaggi, aspri e di inusitata bellezza. Ricordo ancora che le prime partite potevano tenermi attaccato alla console per ore senza che facessi alcun progresso nella storia principale, ma solo per andare a scoprire il mondo e i suoi molteplici segreti.

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Ma l’elemento che decretò il successo di Redemption e che tanto fa fremere in attesa dell’uscita del suo seguito, prevista come ormai tutti ben sanno per l’autunno del 2017, era il gameplay che riprendeva sia le dinamiche già viste nella serie GTA, ma che venivano espanse e anche migliorate, in questo titolo.

Si poteva intraprendere la vita del violento e sanguinario fuorilegge, e a differenza di quanto accade in GTA, il livello di ricercato non si azzera sfuggendo alle forze dell’ordine, ma una taglia viene messa sulla nostra testa. Almeno che essa non sia pagata, saremo dei ricercati e molti bounty hunters cercheranno di farci fuori quando ci troveranno nelle terre selvagge. Inoltre la nostra fama nei confronti dei personaggi non giocanti risulta molto bassa, rischieremo di vederci chiudere le porte di attività commerciali in faccia. Al contrario, commettendo buone azione e tenendo una condotta irreprensibile, il nostro buon Marston avrà sconti speciali su attrezzature ed armi. E con le armi introduciamo anche alcuni cenni al sistema di combattimento. Pistole, fucili, mitragliatici gatling ed anche cannoni saranno a nostra disposizione per mettere fuori combattimento i nostri avversari, sia umani che animali. Il puntamento può essere automatico, libero oppure possiamo utilizzare la modalità Dead Eye. Quest’ultima è presente nei duelli, e si tratta in sostanza di un “bullet time”, che avrà un tempo limitato nel quale dovremo colpire l’avversario. Durante le sparatorie più caotiche potremo anche decidere quale parte del corpo colpire dei nostri avversari. La IA del gioco li farà reagire di conseguenza, rendendo ogni scontro a fuoco incredibilmente realistico. In alcuni missioni era richiesto di portare il ricercato vivo dallo sceriffo, per cui mi ricordo che bisognava avere una grande attenzione a non farlo fuori inavvertitamente, colti dalla frenesia di sparare a tutto ciò che si muoveva.

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Se uno si fosse stufato di fare il cowboy digitale solitario, poteva anche accedere ad una modalità multiplayer, fino a 16 giocatori. Si formavano nelle posse (bande di cowboy) e ci si poteva affrontare in una serie di modalità che rileggevano in chiave western le classiche deathmatch, cattura la bandiera, difendi ed attacca. Uscirono alcuni DLC molto divertenti per la modalità muli, che la resero molto accattivante.

Detto questo, capite la ragione di tutta questa frenetica euforia alla notizia della pubblicazione di Red Dead Redemtion 2. Erano anni che i molti estimatori del primo capitolo aspettavano di vedere un nuovo episodio e dopo aver visto il trailer pubblicato in questi giorni, la folle adorazione per il western digitale è salita a livelli inimmaginabili. Il mio feed di Facebook, come quello di Twitter, è stato inondato per giorni da questa notizia, e quando Rockstar ha annunciato finalmente la messa in cantiere di Red Rdead Redemption 2, anche io sono stato preso da un fremito di piacere. Dopo aver visto cosa sono riusciti a creare con GTA 5, è lecito aspettarsi, anche dopo la visione del trailer, che il mondo della frontiera sarà ricreato con accuratezza e dettaglio e che soprattutto la sezione online possa essere al pari o pure superare quella sperimentata in GTA Online. La speranza è che non sia solo esclusivamente un gioco online, ma che magari le due modalità possano intrecciarsi, permettendo a chi ama la campagna in solitario di godersi in pace l’esplorazione, mentre gli aggreganti in posse abbiano anche essi il loro massimo grado di soddisfazione.

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Se non sapete come passare il tempo vi consiglio di riprendere il mano il primo capitolo di questa saga, ora disponibile anche sullo store digitale di Microsoft per la One, naturalmente la versione X360, che sicuramente vi porterà piacevolmente fino alla data di lancio di Red Dead Redemption 2.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi.
An old player that is still capable of wonder.

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