Meryl Streep si racconta a Roma – “Amo fare cinema come il primo giorno. Ammiro Alba Rohrwacher, sosterrò Fuocoammare, ha grandi chances”

Cinema Festival di Roma Interviste

La giornata del 20 ottobre alla Festa del Cinema di Roma si è aperta e chiusa con Meryl Streep assoluta protagonista delle sale e del red carpet capitolino. La presentazione del film Florence Foster Jenkins è stata l’occasione per ripercorrere una carriera fatta di straordinari successi e di immense soddisfazioni.

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MERYL STREEP – IN THE NAME OF LOVE

Quando si parla di Florence Foster Jenkins non si può non parlare dell’amore e della passione, sentimenti che muovono il mondo e, in questo caso, il film stesso, fulcri veri e propri nell’animare lo spirito di iniziativa della protagonista. E’ un film sulla passione, su ogni tipo di passione, su ciò che facciamo in nome dell’amore supportandoci l’uno con l’altro. Dopotutto è la stessa Streep a trovarsi di fronte ad un ruolo completamente nuovo, inedito malgrado la sua quarantennale carriera. Mai avuto un ruolo come questo – sentenzia, eppure fare cinema per l’attrice tre volte Premio Oscar sembra avere lo stesso significato di sempre, lo stesso significato di quando ho cominciato – precisa – lo stesso di quando ho vestito i panni dell’attrice per la prima volta. Ci scherza su (sarà la perdita della memoria a breve termine, ma Meryl Streep ama letteralmente il suo lavoro tanto da ribadirlo tre volte. I love it, I love it, I love it. Attraverso il cinema racconto storie di donne che meritano di essere raccontate. Rimango saldamente legata a questo mondo.

 

CRITICHE E REGIA? MEGLIO DI NO

Florence è fortemente criticata nel film per le sue scarse performance, tanto da essere letteralmente demolita dal Post con una recensione al vetriolo. In una lunga carriera qualche critica, anche per i migliori, sembra inevitabile, ma la risposta di Meryl Streep è piuttosto pronta. Non leggo le recensioni – dichiara – perché non puoi mai sapere quanto vogliano farti del male. La società è cambiata ed è la stessa Streep a sottolineare come le critiche al giorno d’oggi esulino spesso dall’ambito cinematografico per concentrarsi su altri aspetti, colpendo spesso anche la sfera personale. Ora attaccano tutto, il tuo viso, la tua età, il tuo corpo. Sono stata protetta dalle critiche dalle persone che mi amano, da mio marito che è capace di dirmi che è tutto bello anche quando è oggettivamente terribile. E’ così che sopravviviamo – conclude.

C’è spazio anche per una curiosità sulla regia, ambito in cui la Streep non si è ancora cimentata. La risposta è inequivocabile nell’escludere un futuro dietro la macchina da presa. Ammiro le persone che recitano e dirigono ma no, non lo farei. Approfitta per ricordare quanto importante per lei sia recitare, oltre qualsiasi cosa – è una gioia, un insieme di sensazioni che provo da quando ero una ragazzina. Il cinema è dopotutto illusione, e l’illusione è arte.

 

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OLD BUT GOLD

Quarant’anni di carriera sono tanti, tantissimi. Così tanti da sembrare forse una vera e propria responsabilità per l’attrice del New Jersey, tanto da essere lei stessa a riconoscerla. Esiste, e a volte è un problema. Addirittura Hugh (Grant, ndr) era spaventato dal recitare con me. Questa responsabilità è un problema ma è destinato ad affievolirsi con me. La Streep si dimostra capace di mettere chiunque a proprio agio, anche i più nervosi – dopo un po’ tutti si rilassano, magari non sono così brava come pensano inizialmente (sorride). 67 anni, e non sentirli, per un attrice che ha un bellissimo rapporto con la vecchiaia. Invecchiando miglioriamo. Mi sono preparata a questo ruolo con un coach fantastico, è stato tutto così divertente da preparare – ciò malgrado sia una meravigliosa cantante e si sia ritrovata a dover forzatamente stonare per entrare nel ruolo di Florence.

 

VIVA L’ITALIA

Il rapporto di Meryl Streep con il nostro Paese è a dir poco idilliaco. Dopo aver premiato (in quanto presidente della giuria) Fuocoammare a Berlino con l’Orso d’oro, e vista la candidatura di quest’ultimo come film italiano per la corsa all’Oscar, viene normale che proprio a lei sia chiesto se il film di Rosi potrà avere qualche possibilità con l’Academy. Le critiche italiane alla candidatura di un documentario rispetto ad un film vero e proprio non sono state poche, ma l’endorsement della Streep è chiaro – penso che Fuocoammare sia unico e continuerò a sostenerlo. Gianfranco ha fatto una storia meravigliosa e avrà sicuramente grandi chance agli Oscar.

Cosa ama dell’Italia Meryl Streep? Praticamente tutto. Amo tutti e tutto in Italia. Interrogata su un’attrice che l’ha particolarmente colpita e in cui si possa rivedere, non ha dubbi. Non farò altri nomi – precisa ma un’attriche che ammiro è sicuramente Alba Rohrwacher – conclude.

Critico cinematografico, giurista e speaker.
Classe ’94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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