Dalla nascita dell’ultimo figlio Ben Cash (Viggo Mortensen) ha deciso, insieme alla moglie, di ritirarsi ad una vita nella foresta. Lì educa i figli con conoscenze di ogni genere, li rende edotti sulle materie più disparate testando periodicamente i loro progressi, oltre a curare la loro dedizione allo sport e all’attività fisica affinché crescano nel modo migliore sotto ogni aspetto, lontano dalle malsane influenze del capitalismo sfrenato di un’America allo sbando. Quando la moglie si ammala gravemente è però costretto a prendere in mano le redini della famiglia per un’ultima “missione”. E per questa missione Ben e i suoi figli dovranno sfidare quella società che per anni hanno in ogni modo evitato.

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Cosa può farsene l’uomo di una società che non ha più valori né esempi? Un’affermazione-domanda di questo tipo può suonare semplicistica e poco edificante. Meglio forse chiedersi cosa possa farsene l’uomo di una società che ha solo valori malsani e pessimi esempi, con quale coraggio egli possa quantomeno introdurre i propri figli in un calderone e ricettacolo di cotanta ignoranza. E’ la domanda a cui Ben Cash ha saputo dare una risposta creando per i suoi figli un’ambiente nuovo, diverso, in cui renderli dei veri prodigi fisicamente e intellettualmente, dove crescerli lontano da qualsiasi influenza negativi, dove coltivare la vera essenza dell’essere umano lì dove essa non è contaminata dall’invadenza della società odierna.

Attraverso due ore più o meno dinamiche il film sviluppa il forte contrasto che è allo stesso tempo motore e fulcro dell’intero film. Captain Fantastic vive della sua antitesi e la estremizza. Non si limita però a mostrarcela, ma tenta sapientemente di mostrare il contatto tra queste due realtà. L’utopia rimane tale perché costretta a venire in contatto con quel mondo distopico (ma reale) che è la nostra società. La pellicola svela lentamente se stessa permettendo allo spettatore la graduale conoscenza dei personaggi. Alle spalle di Viggo infatti emergono i sei figli, frutto della suddetta utopia e del suo incredibile funzionamento ma anche prodotti “unici” (come i loro nomi) totalmente spaesati all’interno di quella società che hanno sempre combattuto.

Spaesati, appunto, ma non inferiori. A renderli spaesati è la loro incosciente superiorità, il loro essere nobilmente elevati rispetto ad un mondo decadente a cui non vogliono e non possono abituarsi. Di fronte ad una peculiare rivisitazione del mito della caverna di Platone in cui però il mondo esterno non rappresenta la positività rispetto al mondo delle ombre, assistiamo alla scoperta progressiva di una realtà che affascina, ma non convince. La moderna caverna platonica non è negativa perché non fa vedere ai ragazzi ombre, ma luce pura e brillante; è invece la società, con le sue foschie e le sue nubi, ad offuscare la vista di persone cresciute di fronte ad una realtà limpida. Si può dunque parlare di un vero e proprio stato di natura che subisce le forti influenze di Rousseau nel delineare quel “buon (o in questo caso, forse, “buoni”) selvaggio mai toccato da qualsiasi forma di deleteria civiltà.

Captain Fantastic ci pone dunque di fronte alla necessità di essere un padre particolare e, in qualche modo, prova ad insegnare come essere padri quale metafora stessa di una preparazione ad una vita che non può essere limpida come un’utopica adolescenza. Ecco il passaggio, il punto di rottura con una crescita incontaminata che deve fare i conti con una realtà controversa in cui le negatività sono comunque costellate da affascinanti seppur rare note positive. Il film ci spiega tutto questo attraverso una piacevole alternanza di fasi che donano un certo dinamismo all’insieme (malgrado alcune inevitabili fasi di flessione narrativa) concludendo con un epilogo coerente e apprezzabile imperniato sulla consapevolezza che il power to the people di cui si parla è applicabile attraverso dei temperamenti. Al diavolo le regole, al diavolo la società, ma con raziocinio. Non ci adattiamo alla società, o meglio fingiamo di farlo. In realtà possiamo cambiarla dall’interno.

 

Scheda Film

Titolo: Captain Fantastic
Regia: Matt Ross
Sceneggiatura: Matt Ross
Cast: Viggo Mortensen, Frank Langella, Kathryn Hahn, Steve Zahn
Genere: Drammatico
Durata: 118′
Produzione: Electric City Entertainment, ShivHans Pictures
Distribuzione: Good Films
Nazione: USA
Uscita: 7/12/16

Critico cinematografico, giurista e speaker.
Classe ’94, nato insieme a Dookie, Forrest Gump, Pulp Fiction e Le Ali della Libertà, ma con il cuore a Juno.

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